recensione libro-inchiesta
Il caso Fallara Storia del "modello
Reggio" e del suo tragico epilogo
di
Giuseppe Baldessarro e Gianluca Ursini
(nella foto in basso)
A CURA di PINO ROTTA
I tempi cambiano. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex
sindaco di Reggio Calabria, oggi Presidente della Regione Calabria, Scopelliti e
il Comune parte civile nel processo.
Intrighi, imbrogli, spioni, love story e uno "strano"
suicidio. Gli ingredienti per un film noir ci sono tutti. Solo che quello
raccontato nel libro inchiesta di Baldessarro e Ursini é il resoconto crudo di
una normale storia del malgoverno di una cittá. Questa cittá si chiama Reggio
Calabria ed é la magnifica riproduzione, in scala ridotta, del modello
berlusconiano, non a caso si parla di "modello Reggio".
Una
cittá che affonda nei debiti mentre assiste festante alla degenerazione della
sua classe dirigente. Un modello che nell'arco di otto anni ha prodotto 120-170
milioni di euro di debiti per le casse comunali, una serie di indagini
giudiziarie in cui emerge il rapporto piú che consueto della classe dirigente
politica e imprenditoriale con la 'ndrangheta ed un "suicidio anomalo" quello di
Orsola Fallara, dirigente del settore bilancio del Comune di Reggio Calabria. Un
documento importante a futura memoria per chi ha voglia di non nascondere piú la
testa sotto la sabbia. Un documento ricco di dati e avvincente nella narrazione.
Un libro che non é la semplice, seppur accuratissima storia del dissesto
finanziario di un Comune, ma anche una voce indignata nei confronti di una
classe politica disinvolta e spregiudicata, che ha gestito le casse comunali
come se fossero proprietá privata,
elargito
incarichi, consulenze, lavori fantasma con cinismo e voracitá e ottenuto un
trionfale consenso, confermato nelle ultime elezioni amministrative sia comunali
che provinciali e regionali, in cui le liste del centrodestra, guidate dall'ex
Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, hanno fatto il pieno. Reggio non
é una cittá per "indignados"! Nonostante la nutrita documentazione, il libro,
soffermandosi alle risultanze investigative, sfiora appena il sistema di potere
che da decenni si é instaurato nella Cittá dello Stretto. Lo sfiora appena senza
entrare nella pancia profonda di una societá in cui famiglie "bene", 'ndrangheta,
ordini professionali, imprenditori e commercianti, tutti educati e formati
all'ombra della Curia e delle parrocchie, sono diventati una indistinta progenie
di parassiti voraci e senza scrupoli ed hanno occupato tutti gli spazi
occupabili nelle istituzioni e nell'economia della cittá. Certo nel libro ci
sono un paio di massoni "regolari". Gente con una predilezione per una vecchia
destra, che in passato ha incrociato l'eversione fascista, che continua a ferire
la città ma che ha imparato che per gestire il potere bisogna tenersi buoni un
pó tutti, forti ma non sufficienti a gestire tutto. Ci sono perché emergono
dalle indagini. Ma dalle indagini e non solo da quelle, emergono decine di
milioni di euro in mano ad esponenti politici dell'area cattolica che gestisce
da sempre, la sanità, la cultura, le istituzioni e gli affari immobiliari
reggini sotto il segno di un potere familistico senza pudori. Di quest'area né
le indagini, quindi neanche il libro, parlano se non con qualche timido accenno.
Si sa é bene "scherzare con i fanti e lasciar stare i santi!". Il libro é un
lavoro egregio di narrazione e denuncia delle vicende che hanno trovato epilogo
nel suicidio di un funzionario, organico a questo sistema, ma neanche questo
lavoro da risposta alla domanda cruciale: "Come é possibile che una cittá
affondi nei debiti e nella corruzione eppure continui a plaudire corrotti e
corruttori?". Si potrá dire che il cronista racconta fatti e non costruisce
scenari ipotetici. Il libro di Baldessarro e Ursini in questo é perfetto, c'è il
resoconto dello spreco, le denunce di due, tre politici del centrosinistra, il
dramma di una cittá senza futuro e la pietá umana per una donna che, nonostante
le colpe, pone fine alla sua vita in solitudine. Ma il libro non é "distaccato"
anzi é carico di indignazione per i comportamenti di una classe politica e di "una
cittá che ha la resposabilitá di avere creduto ciecamente, o preferito credere,
che una societá possa crescere, migliorarsi, evolversi e raggiungere il
benessere nutrita a massicce inezioni di spese folli, di regole messe sotto i
piedi, di pacche sulle spalle, di ammiccamenti e silenzi, di cambiali in bianco
firmate sul futuro.". Tutto condivisibile e condiviso anche da molti reggini,
non la maggioranza ma molti di certo. Tutto molto utile per capire come funziona
il sistema e come si possa gestire in maniera indegna una cittá eppure essere
sempre vincenti. Un libro per capire una parte dei "perché" questo sistema
funziona e raggiunge il 70% di consenso elettorale… qualcosa mi dice che ci sará
anche il "Caso Fallara, parte Seconda"!...