Società

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CULTURA

La semplicità dell’essere in-filtrato

di TIZIANA FORTUNATO

 

 

 

 

 

 

Voi siete gli artefici della vostra condizione passata, presente e futura. La felicità o la sofferenza dipendono dalla vostra mente e dalla vostra interpretazione. (Budda Sakyamuni)

Quale parte di me lasciare fluire, quella animica che viaggia alla velocità della luce collegata e connessa alle reti energetiche delle vibrazioni uni-versali o quella materiale che muove ora le dita sulla tastiera?

L’una è imprescindibile dall’altra.

Ogni cosa, qualsiasi gesto che trova spazio nei nostri giorni e traccia lo scorrere della comunicazione di quei sentimenti di cui siamo intessuti cellula su cellula, oggi s’impone sia filtrato da un codice di comportamento validato e confermato dal consolidato costume dell’agire. Lo spessore del coinvolgimento collettivo in questo fluido divenire, ovviamente varia perché limitata è l’autentica libertà di lasciar af-fluire e con-fluire la comunicazione vera, spontanea. Si nasconde nel silenzio, nell’interpretazione della prossemica di ciascuno, si af-fida a quella elettiva capacità che cela l’interpretazione del subliminare. Ora, se è vero come par che sia che lo "skàndalon" presuppone l’adesione di massa ad un comportamento e se altrettanto vero è che le relazioni interpersonali sono ormai condotte e gestite da una comunicazione sempre più concentrata nei contenuti essenziali ma oltremodo impoverita dei valori che accomunano l’intera umanità, ne deduco che i rapporti siano inficiati da una sorta di ossessione pari allo " sterilizzare tutto per evitare contagi ". Schermo invisibile ma reale che i più utilizzano per difendersi per timore di perdere il controllo e mascherare ciò che erroneamente scambiano per fragilità. Cosa si nasconde dietro la glorificazione del proprio ego! La sensazione di vulnerabilità che troppo spesso costituisce il limite per accedere all’autentica libertà dell’essere, conduce inesorabilmente alla messa in pratica di quegli atteggiamenti di rinuncia e di controllo estremamente razionali per cui in altri termini "Se te lo concedi sarà irrinunciabile, se non te lo concedi puoi rinunciarvi". Facile dedurre come così facendo ci si addentri sempre più in un circolo vizioso di difficoltà relazionali nelle quali anche la più naturale e banale cosa da fare, pensare, udire viene bloccata e soffocata da risposte ragionevoli e rassicuranti per inibirne le conseguenze, invischiandosi sempre più in tentativi di risposte razionali a problemi irrazionali. Evitando di evitare si subisce la realtà che si contribuisce a costruire, confermando a se stessi la propria incapacità di fronteggiare il divenire. Celare lo scorrere dell’agire nella comunicazione massifica i rapporti innalzando un limite nella costruzione del pensiero. Forse la soluzione sta nel porgersi alla realtà come un’occasione di crescita personale in atteggiamento di apprendimento, inclusa la sconfitta. Lasciarsi andare, osare, Essere vanno usati contro lo stesso lasciarsi andare, vivere, Essere, evitando così di contribuire alla realtà descritta magistralmente da Pessoa: "Porto adesso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato". "Ci vuole così poco, così poco... " (Eugène Canseliet) a sforzarsi di non sforzarsi per controllarsi nelle reazioni e nella comunicazione, confermando il proprio bisogno di gestione anche nelle cose che appaiono irrilevanti. Ben venga allora la semplicità di quello scorrere in sintonia con la più pura essenza della semplicità, con l’umiltà del percepirsi parte integrante di un tutto in divenire, della positiva plasticità del costruire cercando di stare sempre più lontani da limiti e schemi razionalmente imposti. Il divenire non è razionale, non è codificabile non av-viene per caso e trattenerlo, controllarlo, ridurlo in schemi ne inficia la potenzialità di espansione, ne condiziona la realizzazione costringendolo ad essere altro da sé e mutandolo nelle sue fattezze fino a ridurlo ad una copia sempre più somigliante al proprio limitato pensiero. Se non è scandalo pensare, vivere ed agire alla luce di un progetto limitato perché umano, generalizzato e globalizzato perché collettivamente realizzato, allora che cosa è?

Il vero dramma di ciascuno non sta solo nella comunicazione (termine che ricordo deriva da radici greche e latine che significano partecipazione, mettere in comune, trasmettere) verbale, nel tono della voce, nella prossemica ma nell’incessante e silente dialogo interiore che volente o nolente troppo spesso condiziona l’interpretazione di ciò che accade alla luce di un’accecata e distorta considerazione delle capacità di gestione.

 

 

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Sommario

 

Società

Il ciclo degli indignati

La politica italiana dagli applausi ai fischi

di pino rotta


 

 

 

 

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Ma lo Stato siamo noi?...


Società

Stato sognante: Antipolitica o apoteosi della partecipazione?

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Società

Cosa vuol dire riflettere su sé?

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Esteri

O sistema proporcional estruturado por lista aberta, o caso do Brasil

por arhur augusto rotta

 

 

 

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Esteri

Scambi culturali…

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TANIA KOSTYUK

 

 

 

Il turista russo è ormai diventato uno stereotipo. Ogni estate le riviste europee diventano strapieni di articoli dedicati al comportamento poco educato degli oligarchi russi nei luoghi turistici nei paesi europei. Come accadde qualche anno fa con l’oggi noto rivale di Putin alle elezioni presidenziali 2012, il signor Prokhorov, che è diventato a Courchevel in Francia un brand per lo scandalo del giro di bellissime e giovanissime donne e anche finito davanti al tribunale francese. Ma se le persone ricche si possono permettere certi svaghi, ai loro fratelli europei meno ricchi difficilmente perdonano un comportamento simile.


SOCIETà

Banche – Un sistema da "NINJA"

di FRANCESCOANTONIO DE ANGELIS

 

 

 

 

 

 

L’esordio di questo sciagurato terzo millennio è segnato da un progressivo calo dei tassi di interessi che porta le banche a prestare soldi ad un tasso più basso, a pagare qualcosa per i depositi dei clienti e ad avere margini di intermediazione sempre più bassi. A tutto ciò si è aggiunto un aumento dell’offerta di mutui, includendo soggetti a garanzia zero senza reddito, senza lavoro fisso, senza beni patrimoniali, meglio noti come "ninja" acronimo che sta per "no income, no job, no asset".. Queste operazioni rappresentano i cosiddetti "subprime" , così chiamati perché hanno un maggior rischio di insolvenza rispetto ai "prime".L’inevitabile insolvenza divenuta sempre più diffusa costrinse le banche a ricercare nuovi mercati di approvvigionamento


cifrematica

Indignazione o sdegno?

L’inciampo della verità

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La formula usata e abusata di scandalo della verità funziona sulla base della menzogna oggi prodotta industrialmente. E proprio l’informazione data come corretta, con tutti i crismi della legalità, è quella più menzognera. Tra le menzogne più recenti? La tesi del debito delle nazioni, la mucca pazza, l’aids, la sars, la depressione, la guerra giusta, la repubblica… La verità? Senza trombe né tamburi: l’Italia è un’oligarchia, e così la Cina…


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La città e le macerie della democrazia

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Da troppo tempo ci si sforza di dare una definizione di città che vada al di là del conteggio prettamente demografico o dello status legale.

L’architetto Vezio De Lucia ha parlato di città come luogo dove si manifestano una complessità di attività e di funzioni che dovrebbero coprire (…) le principali esigenze dell'uomo e soprattutto, dove esistano – mi esprimerei così – valori collettivi. Quindi, quando c'è insieme alla soddisfazione delle esigenze individuali anche il soddisfacimento di misure collettive, credo che allora si possa parlare di città.

 

 


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L’infelicità dilaga: quando la crisi non è solo economica ma anche psicologica

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Crisi,default, recessione,disoccupazione,spread, pil, spending review: è da mesi che la nostra mente viene martellata da notizie altalenanti sull’allarmante situazione Economica Europea che incidono palesemente sulle condizioni psicologiche della collettività e del singolo, il quale si ritrova sempre più solo ed ansioso, senza punti di riferimento e con la consapevolezza e la paura che difficilmente si riuscirà a superare in tempi brevi e positivamente questo lungo periodo di difficoltà.


 

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Lo scandalo: morte del prossimo e crisi delle emozioni complesse

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Collocare una trattazione sullo scandalo sradicandola dal contesto ricco di cambiamenti a cui oggi assistiamo appare impensabile, è forse proprio per effetto di questi continui mutamenti, in cui concetto di limite/confine sia fisico che mentale si dissolve, che anche la percezione dello scandalo muta e si trasforma: quello che scandalizzava un tempo, oggi può passare inosservato e viceversa. Dopo la Morte di Dio di cui parlava Nietzsche, assistiamo alla morte del prossimo che come descrive sapientemente lo psicoanalista Luigi Zoja, è motivo principale della solitudine cui versa l’uomo: "È un orfano senza precedenti nella storia.


società

McCarthy e la banalità dello scandalo

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I
l termine "scandalo" nel corso del tempo ha subito, come molti altri termini, una parabola semantica: da "ostacolo", "inciampo" della sua origine greca rinvia oggi al turbamento della coscienza collettiva provocato da una vicenda, da un atteggiamento o da un discorso che offende i principi morali correnti. Ma quali sono oggi i principi morali correnti? E soprattutto come si declina oggi l’arte contemporanea in relazione allo "scandalo"? Il 20 maggio 2010 è stata presentata dalla Fondazione Nicola Trussardi,


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La semplicità dell’essere in-filtrato

di TIZIANA FORTUNATO

 

 

 


 

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CULTURA

La Scrittura e l’Ebraismo

di nadine shenkar

 

 

 

 


Per gli Ebrei tutto fu all’inizio ORALITÀ: La Bibbia, il Talmud, la Kabbala furono ORALI… 10000 libri oggi lo sono. Quindi il popolo del LIBRO fu anche il popolo dell’oralità.  L’arte ebraica da un’altra parte è sopratutto PAROLA, SCRITTURA.  Come nella dialettica del Talmud in cui tutto è domanda e paradossi... Moltitudini di domande, di voci, di saggi, d’interpretazioni. Scrittura, anche, come rottura dei vasi: senza quella rottura, l’essenza della parola non sarebbe sopportabile; la luce ci farebbe ciechi. Questa parola fu emergenza dal deserto. Deserto di Giudea dove i profeti hanno scoperto la parola, deserto del Negev in cui Abramo andava con l’idea dell’EIN SOF o infinito; deserto del Sinai dove Mosè andò ai confini della parola, AHAR HA MIDBAR, altrove dal deserto...


libertà di pensiero

II colori della vita

di mimmo codispoti

 

 

 

 


I pensieri gli si affollavano nella mente come i profughi d’Africa sulle coste di Lampedusa. Sulla scrivania, la statuetta di un’aquila gli ricordava di volare alto, di non smettere di muovere le ali. Sintonizzò la radio su musica italiana e prese, da un cassetto, dei palloncini. Vi soffiò dentro uno la sua malinconia. La gomma si dilatò, gonfiandosi, e una macchia gialla inondò di luce la stanza. Innanzi a quel "sole" sentì un’energia positiva riempirgli l’anima e una rinnovata voglia di continuare il cammino.


Recensione

 libro-inchiesta

Il caso Fallara Storia del "modello Reggio" e del suo tragico epilogo

di Giuseppe Baldessarro e Gianluca Ursini

di pino rotta

 


 

I tempi cambiano. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Reggio Calabria, oggi Presidente della Regione Calabria, Scopelliti e il Comune parte civile nel processo.

Intrighi, imbrogli, spioni, love story e uno "strano" suicidio. Gli ingredienti per un film noir ci sono tutti. Solo che quello raccontato nel libro inchiesta di Baldessarro e Ursini é il resoconto crudo di una normale storia del malgoverno di una cittá. Questa cittá si chiama Reggio Calabria ed é la magnifica riproduzione, in scala ridotta, del modello berlusconiano, non a caso si parla di "modello Reggio".


teatro

"Attento alla cioccolata, Callaghan!"

di eleonora rombolà

 

 

 


"Attento alla cioccolata, Callaghan!" alimenta sin dal titolo le aspettative del pubblico delle grandi occasioni che, nella cornice di un Cinema Moderno prestato al teatro, è stato proiettato dalla promettente compagnia La Ribalta in una brillante atmosfera giallo-noir che ha reso di nuovo Vibo luogo di vivace cultura. E quando il buio domina, in un metateatrale gioco di ruolo, occupa la scena Tommaso, raffinato e multiforme Emilio Stagliano che, con duttile alternarsi di toni, rende in modo egregio l’inettitudine dello scrittore in crisi d’ispirazione, vittima delle intercettazioni telefoniche di una madre onnipresente e delle incombenti richieste dell’editore Stamponi che pretende, secondo la spietata logica del mercato, la consegna del suo lavoro.
 


INTERVISTA

Stefano Benni e la musica

Elisa Cutullè

con Paola cairo

 

 

 

Partiamo con il tuo rapporto con i cantautori: c'è qualcosa di tuo che avrebbe dovuto musicare Fabrizio de André.

Purtroppo non è stato musicato perché Fabrizio, che era un pigro, ha pensato bene di morire per non essere obbligato a scrivere quello che avrebbe dovuto scrivere per me. L'ha fatto apposta. Eravamo molto amici, per molti anni abbiamo pensato di fare qualcosa insieme. Io non volevo disturbarlo sapendo che la sua pigrizia era leggendaria. Ci siamo scritti molte lettere per decidere cosa fare insieme. Nel momento in cui ci siamo decisi era tardi perché Fabrizio era già ammalato. Aver conosciuto Fabrizio è stata una cosa straordinaria, al di là del fatto che non siamo riusciti a lavorare insieme.


 


 


Contatore visite visite dal 1° gennaio 2000
La rivista Helios Magazine e' iscritta dal 7/03/1996 al nr. 3/96 Trib. di Reggio Calabria (I) 

heliosmag@hotmail.com