Il linguaggio del corpo
L'HOMUNCULUS

di Filippo CONDEMI;
Il Body Scheme o schema corporeo è la rappresentazione mentale del proprio corpo articolato nello spazio e nel tempo. Esso esordisce nel bambino con l'assunzione delle prime esperienze percettive del proprio corpo, con la cosiddetta differenziazione del Se. Ma nulla vieta di immaginare tale esordio già nell'embrione, ai confini con i primissimi stadi della vita intrauterina. Il Body Scheme è una struttura mentale così come il linguaggio parlato. Entrambe queste strutture fanno parte delle aree cerebrali definite "aree dell'attività nervosa superiore" ed operano in interconnessione funzionale. La comunicazione, infatti, oltre il linguaggio verbale, che è lo strumento comunicativo privilegiato, utilizza in maniera determinante il linguaggio non verbale del corpo con tutte le sue sfumature legate alla gestualità. alla mimica, alla voce, allo sguardo ed agli atteggiamenti posturali. Anche lo schema corporeo, come il linguaggio parlato, viene appreso dal bambino durante le prime fasi dello sviluppo ed ha, alla sua base come condizione "sine qua non", l'esperienza sensoriale nella sua dinamicità. Il nostro organismo nasce, si sviluppa, evolve, matura e poi lentamente subisce una involuzione inesorabile verso la senescenza e la morte, seguendo una evoluzione obbligata. Pertanto si può affermare che lo schema corporeo, costituito da esperienze somatiche specifiche con proprio riferimento su una base anatomica nella corteccia cerebrale, rappresenta il fondamento dell'identità di una persona e si colloca di per se stesso alla base della coscienza del Se. Una tale singolare struttura mentale doveva essere nota sin dai primordi dell'umanità, anche se il primo nucleo di osservazione con relativa descrizione scritta risale al chirurgo francese Ambroise Paré che nel XVI°ree; secolo descrisse il fenomeno "dell'arto fantasma" nei soggetti amputati. Dal punto di vista neurologico lo schema corporeo viene situato nella corteccia del lobo parietale destro, in una zona piuttosto estesa che comprende le aree 5, 7, 39 e 40 di Brodmann ed è in connessione funzionale col carrefuor parieto-temporo-occipitale dove si situano le aree dei riconoscimenti visuo-spaziali. Queste "aree associative" hanno numerose connessioni con altre aree dello stesso emisfero e con aree dell'emisfero controlaterale e col nucleo ventrale posteriore del talamo. Nelle aree delle circonvoluzioni prerolandica e postrolandica esiste una ben precisa Somatotopia, cioè a determinate zone del corpo corrispondono determinati gruppi di neuroni cerebrali. Tale constatazione ha permesso a Penfield di disegnare il famoso HOMUNCULUS MOTORIO E SENSITIVO, con i piedi in alto e la testa in basso, a rappresentazione bilaterale incrociata (a sinistra è rappresentato l'emicorpo destro e a destra l'emicorpo sinistro). Lo schema corporeo è rappresentato, invece, tutto a destra e gli stimoli giungono, in maniera sopramodale (cioè stimoli diversi percorrono lo stesso tragitto) - Via Talamo - nelle aree associative del lobo parietale destro. Il grado di rappresentatività del proprio corpo e dei suoi organi e segmenti varia da individuo ad individuo in relazione all'importanza che ciascuna parte ha nell'economia dell'organismo ed all'investimento soggettivo operato privilegiando una o un'altra parte, una o un'altra funzione. Ciò è in rapporto al ruolo determinante operato dalla madre ed all'influenza esercitata dai condizionamenti familiari e sociali sulla formazione dello schema corporeo; infatti esiste una grande diversità, da una cultura all'altra e da un'epoca storica all'altra, nell'apprezzare e valorizzare alcuni aspetti rispetto ad altri dello sviluppo corporeo, in relazione anche al sesso e ad altri fattori contingenti. Dal punto di vista neurobiologico, relativamente al funzionamento neuronale, le teorie più recenti intendono il cervello come un "raccoglitore", dotato di straordinaria plasticità, di frammenti coerenti di informazione che, ai livelli cerebrali superiori, si organizzano e interagiscono in modo da assumere significati. Tali operazioni organizzative avvengono attraverso delle mappe, non in senso geografico, composte da gruppi di neuroni, sinapsi e neurotrasmettitori, variamente embricate ed estese, a rigenerazione continua, in modo da formare categorie di oggetti e di eventi riconoscibili. Il nostro corpo è assunto, a livello di attività cerebrale superiore, in parte per spinta genetica ed in parte come esperienza di attività emotiva e cognitiva; sicchè lo schema corporeo rappresenta una struttura costituita di memorie, affetti, progetti, fantasie con l'alto compito di salvaguardare l'identità e l'integrità dell'individuo in ogni momento e, perciò, soggetto ad adattamenti e rimodellamenti durante tutte le tappe della sua obbligata evoluzione. La natura del "codice nervoso" che permette le funzioni di simbolizzazione resta ancora un mistero. Dal lato psicologico lo schema corporeo si va strutturando nella mente del bambino come il più arcaico fondamento del Se e si acquisisce lentamente, per tramite della mediazione materna che gli proietta l'assunzione del significato emotivo del corpo, in parallelo allo svilupparsi delle capacità di simbolizzazione. Tutte le principali teorie, ad orientamento psicoanalitico e non, riconoscono come fatto inconfutabile che il Se, all'origine, è fatto esclusivamente di esperienze corporee. Lo stesso Freud, nella sua opera " l'Io e l'Es " afferma che l'Io, in definitiva, è derivato da sensazioni corporee ed anche nei " Tre saggi sulla teoria sessuale " ribadisce la sua convinzione che il rapporto di ciascun individuo col proprio corpo rimane fondamentale per tutta l'esistenza, nel senso che il corpo, in ogni momento, riassume in se la sua storia e può riattivare conflitti ed angosce che ripetono soluzioni del passato, sia pure in contesti nuovi. Pure altri grandi studiosi, il cui pensiero si stacca dalle teorie psicanalitiche, come Piaget, Bowlby, Eissler, Stern, fondano le loro impostazioni teoriche sulle prime sensazioni corporee del bambino. Tuttavia qui si tratta di stabilire come da investimenti emotivi elementari su singole parti del corpo, dapprima spezzettate e poi sempre più unite e articolate, si giunge al psichismo globale della Coscienza del Se. Ester Bick nel suo lavoro " L'esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali del bambino " sostiene che le parti della psiche, nella loro forma più primitiva, non sono differenziabili dalle parti del corpo; anch'esse sono percepite come slegate e sono tenute insieme, in una forma passiva, grazie alla pelle che funziona come limite periferico. Molto semplicisticamente possiamo riassumere la fase finale di questo processo (rimandando gli interessati all'opera originale), affermando che, quando il bambino riesce ad individuare la propria pelle indipendente da quella della madre, comincia a poco a poco ad individuare pure un proprio corpo distinto dal materno ed un proprio Se dentro a una sua " pelle psichica ". In altri termini lo schema corporeo si va integrando nella mente del bambino come una specie di " oggetto interno " rispetto al quale, in ogni momento si rapporterà, costituendo esso il fondamento della coscienza del Se. Pertanto la vecchia impostazione filosofica di separazione fra materia e spirito era del tutto artificiosa in quanto l'esperienza sensoriale del proprio corpo non può essere distinta dalla coscienza di tale esperienza e, di conseguenza, semplificando, possiamo concludere che il substrato è uno : " la materia " da cui si forma l'uomo che, a sua volta, può evolvere ulteriormente nello spirituale. Naturale, umano e divino sono stadi diversi dello stesso processo sempre intrecciato tra evoluzioni ed involuzioni, successi e cadute, vita e morte che si susseguono ininterrottamente a partire dal Big Bang.
Bibliografia:
Bick E. : Experience of the skin inearly object relation. Int. J. Psycho Anal, 49, 1968.
Bion W.R. : Apprendere dall'esperienza. Ed. Armando, Roma 1982.
Freud S. : L'Io e l'Es, Opera Omnia Boringhieri, Torino, 1967.
Kolb L. C. : Disturbi dell'immagine corporea, in Arieti S. manuale di Psichiatria.
Mann T. : La montagna incantata. Ed. Einaudi, Torino 1991.
NPS: Idelson, Napoli, 1989.
Schilder P. : Immagine di se e schema corporeo. Ed. Angeli, Milano, 1992.

heliosmag@hotmail.com