PROMUOVERE SE STESSI ED AFFRONTARE IL FUTURO
CON ENTUSIASMO
di
Roberta Racinaro
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Dai tempi di Aristotele che si esprimeva dicendo " La felicità è l'attuazione del proprio essere " [300 a. c.] a quelli di Albert Bandura che si esprime nei termini di " Self directed change " di auto-efficacia come forza propulsiva per la modifica del proprio essere [conferenza del 23 marzo 1994 c/o la facoltà di psicologia dell'università "La Sapienza" di Roma], l'autopromozione la presa di coscienza di se e del proprio intrinseco valore, sono sempre stati al centro dell'attenzione e dello studio dell'uomo.
Nonostante questo però, gli individui sembrano parzialmente "sordi" nei confronti di tale argomento e dei suggerimenti impliciti nelle teorizzazioni di chi lo approfondisce e che spesso muove perchè ognuno assuma la responsabilità della propria vita e tenda verso un cammino di autorealizzazione.
Una ragione di questa parziale "sordità", è sicuramente da addebitare ad un malinteso generato dalla cultura cattolica che ha fatto sì che l'amore verso se stessi assumesse il significato di mero egoismo, e che di conseguenza tutte le iniziative prese dalla persona in tale senso fossero da biasimare.
Molti individui poi, tendono a de-responsabilizzarsi nei confronti di tutto ciò che di negativo accade loro in modo apparentemente vantaggioso per il loro equilibrio psichico.
Se però riescono a tacitare almeno momentaneamente (meccanismo di rimozione freudiano) la possibilità di rimettere in discussione il proprio modo di essere o di agire, svuotano al tempo stesso di significato e di forza quello che fanno, arrivando , a volte, ad un atteggiamento nichilista di accettazione dell'ineluttabile.
Impossessarsi della propria vita significa invece saper riconoscere le risorse esistenti in ognuno di noi, credere in esse, focalizzare gli obiettivi significativi ed investire le proprie energie per la loro realizzazione, liberandosi del condizionamento dovuto al contesto culturale, e riuscendo ad ascoltare la propria "anima".
Un tale atteggiamento positivo e propositivo nei confronti del futuro, è tutt'altro che egoistico, perché non c'è uomo infelice, insoddisfatto e passivo, che sia in grado di comunicare efficacemente ed amare l'altro in modo pienamente "disinteressato".
Star bene con se stessi, stimarsi, credere in se nel potere e nella forza delle proprie scelte, è condizione imprenscindibile per vivere pienamente e contribuire in modo attivo al miglioramento del mondo in cui viviamo inteso sia nel senso di ecosistema, sia nel senso di mondo di contatti e rapporti sociali.
Un basso livello di autostima ci toglie aprioristicamente la voglia e la capacità di "metterci in gioco", e ci fa perdere potere sulle nostre vite.
Molto interessanti ed utili per aprire una "finestra" immaginaria sul legame tra autostima e medicina psicosomatica, sono gli studi di Cohen presentati alla sopracitata conferenza romana da Albert Bandura .
Secondo tali studi portati avanti da Cohen negli ultimi anni, lo stress indebolirebbe la resistenza immunitaria dei soggetti (gli studi sono stati condotti su animali, per gli uomini si aggiungono stress tipicamente sociali, come ad esempio la pressione per il raggiungimento di risultati socialmente ambiti).
Ma mentre l'esposizione ai fattori di stress quando si è capaci di dominarli non è un fattore causativo di malattia, se non si ha un sufficiente livello di efficacia personale (e qui torniamo al concetto principe della teorizzazione di Bandura) i fattori stressanti possono provocare un tale indebolimento, da scatenare l'insorgere di una patologia.
Alla luce anche di queste ultime considerazioni., la conclusione più appropriata sembra essere quella che ci spinge a guardare al nostro essere come unità inscindibile di mente e corpo, per la quale è inimmaginabile una piena realizzazione se non in questa doppia chiave di benessere psicofisico da realizzare prima di tutto attraverso l'amore e la valorizzazione di noi stessi.
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