POESIA SCALO D'AUTUNNO L'ERA GLACIALE
Scrivendo, ho la sensazione di vivere quella parte di vita che cammina a mia insaputa, parallela a me, ma senza mai trovare un punto d'incontro: per la mia fretta, per non avere sempre modo di soffermarmi.
Ricordo soprattutto le sensazioni, un profumo oppure un colore. Ricordo momenti, l'inverno... il contenuto della storia si allontana, quello che materialmente si fa o succede sparisce e il ricordo è fatto di sensazioni. Le mie parole sono composte di sensazioni, poiché il loro suono rimane ancora nella mia mente..
"Lo scrivere" non è un'azione guidabile nel senso di governabile da regole propositive, ma è una cosa predestinata, in quanto "lo scrivere" esiste dentro colui che alla fine lo fa. Lo fa perché un'idea deve fare il suo corso: si forma attraverso sensibilità e razione, comprende l'emozione ed il contenuto del tempo come vissuto; diventa materiale per essere raggiungibile da noi stessi leggendola, conosce (supera, subisce) le leggi dell'esistere, consumandosi. Ma alla fine è sempre indispensabile, è un punto di riferimento.
Non riguarda
qualcosa
che può annientare
l'anima.
Un semplice
volo
non porta via
la voglia
di camminare.
Nulla
nelle nuvole
trattiene
più di tanto
un corpo sospeso
nell'aria.
Soltanto
da uno scalo
all'altro
del ricordo.
L'autunno...
Finché
il pensiero decide
di atterrare.
Liana Monica ILIESCU
Tra pensieri
estranei al corpo
ed azioni
che non posso pensare
c'è il bivio
dei desideri.
Oltre il bordo
dell'ombra
l'inerzia
diventa coerenza.
Non c'è somiglianza
tra albero
e foresta
quando ogni anima
contiene
l'imperfetto perpetuo
di un esistere.
Accetta
la mia primavera
che scioglie
l'era glaciale del tuo gesto.
Puoi solo appendere
la cornice
per dissuadere la volontà
dal contenere
qualsiasi destino.
Come foglie
dentro conchiglie abbandonate.
LIANA MONICA ILIESCU

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