L'opera d'arte ha in sè una funzione di comunicazione attiva ed una passiva :la prima è quanto realmente viene proposto dall'autore, la seconda attiene alla fruibilità ed alla fruizione della stessa opera. La comunicazione è punto nodale di qualsiasi argomento che graviti intorno all'arte proprio perchè senza comunicazione viene a cadere la funzionalità di ogni evento artistico. Non è comunque assoluto il fatto che la comunicazione debba essere neces-saria e costante perchè va salvaguardata sempre la libertà dell'artista che sceglie di volere o meno essere compreso totalmente dal pubblico così come è anche dubbio che l'opera, attraverso il tempo, possa trasformarsi fino a diventare inesistente. Vi sono, inoltre, degli studiosi come George Boas che negano all'arte la necessità di comunicare preferendo un'arte chiusa e quasi egocentrica ,pensiero questo che Dorfles ritiene errato poichè l'arte ha una sua componente di ansia comunicativa senza la quale cadrebbe una motiva-zione importante dell'espressione dell'artista. In questi ultimi anni si è ,comunque ,evidenziata, nei paesi Anglosas-soni ed in America, la tendenza a cercare di comprendere, in ambito di un'analisi di comunicazione, l `elemento simbolico e metaforico dell'opera d'arte riscontrando in essi le possibili colpe o i meriti del manufatto. Di questo argomen-to si sono interessati autori come Morris, la Langer, Richards, Wimsatt e la corrente di pensiero "New Critics"e tutti si sono orientati verso lo studio simbolico dell'ope-ra artistica. Questa traccia di lavoro fu indicata da Ri-chards che evidenziò la necessità di considerare la natura semantica della poesia quale forma unica di discorso indi-cando che se l'opera non vuol dire qualcosa non ha neanche valore estetico. Richards afferma pure, che vi è una precisa distinzione tra asserzioni poetiche e quelle scientifiche poichè , le prime, non sono verificabili mentre le seconde possono essere delle vere asserzioni.
Così egli pone una netta distinzione tra il significato emozionale e quello referenziale con la conseguente antitesi tra un uso simbo-lico ed uno emozionale del linguaggio. Fu poi la scuola semantica di Chase ,Haykawa,Walpole e Lee,affiancati da Stevenson, a chiarire la distizione tra il significato di una parola e ciò che invece suggerisce. La argomentazioni di questi studiosi si rivolgevano prevalentemente alla parola ma i loro metodi analitico-simbolici furono anche applica-ti alle arti figurative e alla musica .Da qui prese l'avvio l'analisi estetica di Susanne Langer che intravide in ogni interpretazione dell'arte una necessaria funzione simboli-ca. La afferma che, per quanto l'arte abbia diversi contatti col linguaggio, non si può certamente affermare, da un punto di vista propriamente semantico, che l'opera d'arte riesca a stabilire un reale contatto tra l'artista ed il pubblico poichè l'artista non dice qualcosa ma mostra. La relazione tra chi crea ed il pubblico si giustifica, secondo la Langer, attraverso la proiezione di un sentimento di fronte al quale il fruitore reagisce come se si trattasse di un simbolo naturale trasmesso quasi attraverso un "rivelazione". La studiosa afferma, inoltre, che considerare l'arte come una sorta di comunicazione nasconde dei rischi come quello di filo diretto tra l'artista ed il pubblico. Tale assunto è forse eccessivo tant'è che lo stesso Forfles, nella sua disamina del pensiero della Langer, chiarisce come il rischio possa essere superato parlando di "comunicazione attraverso l'arte "riferendosi al "...rendi-conto che le arti danno di una determinata nazione o epoca agli uomini di un'altra epoca", così come si legge nel saggio dello stesso"Simbolo,comunicazione, consumo "Forse è più accettabile la distinzione della Langer tra la qualità personale molto discorsiva della comunicazioe attraverso il linguaggio in confronto a quella impersonale e simbolica dell'opera d'arte. Si potrebbe, allora, con Dorfless conclu-dere che in ogni opera d'arte vi sia un quoziente lingui-stico che ha un compito comunicativo più soggetto all'usura, ed un altro più universale e legato all'opera d'arte nella sua possibile ubiquità. Quest'ultimo sarà solo intui-bile in senso simbolico e quindi non deperibile né soggetto
ad usura.