Una caratteristica del massiccio aspromontano, che G. Fortunato definì "uno sfasciume geologico pendulo sul mare" è il dissesto idro-geologico a cui i disorganici interventi della Cassa per il Mezzogiorno e dei Consorzi di Bonifica non hanno potuto contrapporre rimedi efficaci. Le frequenti alluvioni provocano l'isolamento totale dei centri interni. Il dissesto è degenerato negli ultimi decenni, creando un clima di smobilitazione e di paura. Nel 1951 una grave alluvione devastò il paese di Africo, che fu abbandonato, minacciò Roghudi e più gravemente Gallicianò.
Gran parte dei gallicianoti emigrò, altri, si spostarono a Vucita (Gallicianò Nuovo): nel 1971 toccò a Roghudi che fu totalmente sgomberata, nel 1972 a Chorio di Roghudi. Alle alluvioni si sono alternati in numerose occasioni i terremoti, rendendo ancora più precaria la vita in aspromonte; i più disastrosi datano 1169, 1230, 1340,1509, 1599, 1743, 1783, 1908, alle cui devastazioni si accompagnarono epidemie e incendi. La stessa miseria, che parzialmente ha protetto la grecìa nel corso dei secoli da interferenze culturali e linguistiche ne ha promosso, dall'unità d'Italia in poi il processo di sfaldamento. Questo è collegato innanzitutto con il crescere della mobilità sociale e territoriale con i fenomeni dell'urbanesimo e dell'emigrazione.
Entrambi i fenomeni, si sono risolti in un massiccio esodo agricolo: abbandono dell'attività agricola e pastorale e trasferimento in altri settori produttivi (industria, pubblico impiego, terziario), per cui la lingua minoritaria non è più un codice fruibile. L'adozione del dialetto romanzo e, in molte situazioni, dell'italiano è divenuta obbligatoria, non solo per pressioni psicologiche, ma anche per ragioni di funzionalità comunicativa. Trovare impiego fuori della grecìa, cioè fuori del settore agricolo, e pertanto abbandonare il greco, è divenuto un fatto di promozione sociale. Il rapporto montagna-pianura e campagna-città si manifesta ancora una volta come conflittualità tra lingua subalterna e lingua egemone. Tutto ciò moltiplica l'efficacia dei mass-media, che hanno dato impulso potente all'espansione dell'italofonia, accentuando il complesso di inferiorità delle generazioni più anziane e delle classi meno acculturate.
Pesante si rivela l'azione della scuola dell'obbligo, il cui personale insegnante ignora nella quasi totalità i problemi didattici posti dall'alloglossia. Nell'anno scolastico 1977-78, secondo i rilevamenti ISTAT, la scuola materna di Bova Superiore ha ospitato 52 iscritti, 112 la scuola elementare, 62 la media inferiore. A Bova Marina: 157 scuola materna, 384 elementare 227 media. A Condifuri: 248 scuola materna, 544 elementare, 260 media. A Roccaforte: 55 scuola materna, 126 elementare, 56 media. Le scuole medie superiori funzionano solo a Bova Marina (123 iscritti) e servono tutti i paesi della grecìa. Gli alunni di Gallicianò, di Chorio, di Roccaforte e Bova Superiore, specie quelli residenti nelle campagne devono affrontare quotidianamente lunghi tragitti per raggiungere le sedi scolastiche. Qui essi subiscono sovente, in condizioni di evidente svantaggio, il confronto con modelli culturali, ritenuti superiori, dei compagni della Marina. A Gallicianò sono gli studenti che vengono puniti quando parlano la loro lingua-madre a scuola e si vedono mettere dei cattivi voti solo perchè in un tema inseriscono spontaneamente termini in greco. Vorremmo sapere chi è nel giusto quando l'insegnante dice ai bambini di scrivere dei nomi che iniziano con la lettera P e i bambini scrivono pondici , che significa topo. Anzi una volta (1976) nacque una disputa tra l'insegnante che sosteneva l'inesistenza del pondici e i bambini che in coro hanno indicato col dito la figura del topo disegnato su un cartellone appeso al muro.
Tutti questi ed altri fattori hanno contribuito allo sgretolamento del sistema linguistico greco, assediato dalle diverse varietà locali del dialetto romanzo, la cui erosione si è fatta sempre più evidente ed efficace in quanto la particolare situazione linguistica delle sub-aree immediatamente adiacenti maschera la conflittualità.
I problemi dei greci di Calabria non sono solo di natura linguistica, sono di natura politica. La nostra cultura, lingua, tradizioni, potranno essere tramandate ai nostri figli e nipoti, se la nostra lingua sarà insegnata nelle scuole di ogni ordine e grado, altrimenti ogni sforzo sarà inutile.