LOST FOREVER, WHY?

LOST FOREVER
my own sea, stones, white clouds,
why?
Watching, the sky remembering the past:
friends, faces, love,
lost forever,
why?

NOTTE D'ESTATE

Questa notte sopra di me
ci sono meno stelle;
forse sono influenzato
dalla mia immaginazione.
La mia mente
ha cancellato
una porzione di cielo
che ora mi appare
come un insignificante
soffitto bluastro.
Vorrei cancellare altre cose
intorno a me:
il cemento delle case,
le lamiere delle auto
parcheggiate in doppia fila;
simboli di un progresso
senza amore,
monumenti di una tecnologia
aliena.
Strani poteri
per un uomo che
mentre gioca con l'Universo
resta schiavo
del suo tempo.

(tratte dalla raccolta intitolata Il Principe Indovino)

Alberto Dedola

* Alberto Maria Dedola, nato a Rapallo (GE) 49 anni fa, artisticamente nasce come pittore e scultore.
(Il Principe Indovino - Premio Selezione 1995, edito da Libroitaliano, Editrice Letteraria Internazionale, Ragusa 1996).

HAIKU

L'haiku è un componimento poetico giapponese composto da un massimo di 17 sillabe.
Anticamente questo tipo di poesia veniva usata dai maestri zen come forma di insegnamento o come oggetto di meditazione. Esistono due scuole di haiku: la Tenro che lavora su tre righe con lo schema sillabico 5-7-5 seguendo la regola Shasei (è una composizione immediata riferita ad un oggetto preso a caso, sfruttando così l'automatismo puro) e la Soun che ha come unico obbligo quello di non superare le 17 sillabe, dividendole liberamente nel numero che si preferisce in due o più righe. I primi poeti haiku furono Sogi (1421-1502) Sokan (1448- 1546) e Bassho (1644-1694) quest'ultimo ritenuto tuttora il più grande poeta giapponese. La cosa che colpisce dell'haiku è la sua brevità; il motivo di questa ci viene spiegato in modo evidente dal Suzuki che in un suo saggio così scrive: " Quando un sentimento raggiunge il suo apice noi restiamo silenziosi, persino 17 sillabe possono essere troppe".

3 HAIKU,
di Gianni Ferrara

Non ti vidi più
trovai lacrime di
cose non dette.

Temo il sogno
che porta gli spettri
di una speranza.

Parole sagge:
di silenzio veste la
dea verità.

L'ENIGMA DELLA NUDA SCENA

Tutto è natura,
marinaio della notte
dai capelli dissolventi
e aspri.
Il pianto,
la pelle,
l'occhio
che inventa...
l'enigma della nuda scena.
Sul fantasma mare,
antico burattino,
respiriamo vuoti
e disegniamo punti.
Ed è sempre più cavo
lo spazio-vita,
la traccia,
noi...
le maschere nude!<

(tratta dal volume "In pallida quiete")

Clelia Montella

Clelia Montella, reggina, ha pubblicato: Schegge di vita (1982), Al di là della memoria (1990), L'occhio della maschera (1992), In pallida quiete (1996); vincitrice di numerosi premi a carattere nazionale, tra cui: Premio Accademia d'Europa per la poesia e narrativa (1986 e 1991), Premio internazionale L'Aquila d'oro (1981), Medaglia di bronzo "Libro di saggistica o di teatro" "Progetto letterario 2000" (1981), 1°ree; Premio Alba Jonica per la poesia (1987), 2°ree; Premio per la poesia "Carmelo Malara", Premio G. Calogero; ha ricevuto inoltre numerose segnalazioni per opere di poesia, teatro e giornalismo.



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