PSICOLOGO ALLA FINESTRA: Il padre, questo rivale da amare


Entro nell'androne del portone di casa mia. Sono appena rientrato da scuola, ho indosso il mio grembiule azzurro e la cartellina scolastica e mi sto accingendo a salire a casa mia, al 4°ree; piano. Poi tutto d'un tratto l'atmosfera diviene di colpo oscura e sento un rumore metallico provenire dalle scale site in fondo all'androne. Cerco di aguzzare lo sguardo e vedo scendere un lupo mannaro in armatura, con lunghi denti che fuoriescono dall'elmo privo di visiera. Nella mano sinistra ha uno scudo triangolare con la punta insolitamente rivolta all'insù e nella destra una mazza ferrata. Vorrei fuggire ma non posso; e come se le gambe fossero incollate al terreno e so' istintivamente che quel lupo mi vuol fare del male. A questo punto, invariabilmente, mi svegliavo ricoperto di sudore ed in preda al terrore. Guardando la mia psicoterapeuta le comunicai che spesso da bambino, attorno ai 5-6 anni, mi capitava di fare questo sogno. Fu cosi', che io, fresco di laurea in Medicina e Chirurgia e specializzando in Psicologia Clinica, durante il mio trainig di formazione, incontrai per la prima di innumerevoli volte, al di fuori delle pagine dei libri, Edipo ( e mi venne da pensare : " Carneade ! Chi era costui ?"). Il pensiero letterario greco fu il primo a cogliere "in nuce" il rapporto padre- figlio/a, anche se in modo limitato alla fase edipica. Nella Teogonia di Esiodo, Crono, con la complicita' di sua madre Gea, eviro' suo padre Urano, che aveva la non invidiabile abitudine di tenere tutti i suoi figli imprigionati nel ventre della terra. Fu cosi' che Crono si sostitui' al padre nel dominio dell'universo e nel talamo di Gea. Da essa ebbe molti figli che divorava subito dopo la nascita per paura di essere detronizzato a sua volta, così come gli era stato predetto. Uno dei figli, Zeus, fu pero' salvato dalla madre e, divenuto adulto, obbligo' il padre a restituire i fratelli ingoiati, ne prese il posto e quindi lo esilio' nell'isola dei Beati.
Nell'Edipo re di Sofocle, Edipo fu abbandonato ancora in fasce, appena nato, in seguito alle predizioni di un oracolo, il quale sosteneva che Edipo avrebbe ucciso il proprio padre Lario, re di Tebe, e sposato la propria madre Giocasta. Fu salvato da Polibo, re di Corinto e crebbe ignorando le sue vere origini. Incontrato casualmente per strada suo padre ed avendo avuto con lui un alterco, lo uccise. Risolvendo quindi l'enigma della sfinge pote', accedere al trono di Tebe e sposare la regina ( sua madre) dalla quale ebbe due figli: Eteocle e Antigone. Dopo la scoperta della verita' si acceco' e fuggi' a Colono seguito da Antigone.
Nell'Elettra, sempre di Sofocle, Agamennone, reduce dalla guerra di Troia, tornato in patria venne ucciso dalla moglie Clitennestra ( sorella della famosa Elena per la quale scoppio' la guerra di Troia) con l'aiuto dell'amante Egisto.
Elettra, figlia di Agamennone e Clitennestra, fece scappare il fratello Oreste. Dopo diversi anni Oreste, con l'aiuto della sorella, uccise la madre e il suo amante. Elettra sposo' quindi Pilade, amico del fratello, il quale le ricordava vagamente il padre.
Su queste basi Sigmund Freud elaboro' il concetto di fase edipica per indicare un particolare stadio dello sviluppo psicoaffettivo, compreso tra i 3 ed i 6 anni. Nelle fasi precedenti ( fase orale dalla nascita fino a 18 mesi circa e fase anale dai 18 mesi ai 3 anni) il ruolo del, padre è piuttosto marginale rispetto a quello della madre cosicche' il maschio entra nella fase edipica con l'oggetto primario d'amore complementare e cioe' il genitore di sesso opposto. Durante tutto questo periodo il bambino proietta sulla madre fantasie inconsce di possesso, prevalentemente di origine sessuale, e, pertanto, si mette in opposizione col padre. In breve, allorquando il bambino inconsciamente percepisce che questa posizione non è ulteriormente sostenibile e teme che la vendetta del padre potrebbe essere terribile finanche ad arrivare alla castrazione, l'Edipo volge alla fine ( ovviamente, s'intende, in soggetti privi di patologia psichica). Questa fase termina quindi con l'identificazione del bimbo col genitore del proprio sesso e la rimozione di tutto quel complesso di sensazioni ed emozioni proiettate sulla madre; tale insieme restera' rimosso durante tutto il periodo di latenza e riemergera', nel periodo adolescenziale spostato, pero', dalla madre ad altre figure femminili. Per la femmina il percorso è diverso; ella entra in questa fase con l'oggetto primario di amore ( cioe' la madre) non complementare : deve, pertanto, operare un primo distacco dalla madre per sostituirla col padre e quindi, in analogia con quanto detto, precedentemente, allontanarsi anche da questa figura, almeno nei termini voluti dall'Elettra; il resto del cammino è uguale a quello del maschio. Si puo', pertanto, sostenere senz'ombra di dubbio che la maturazione psicoaffettiva della femmina è sicuramente piu' complessa e travagliata di quella del maschio. In un'evoluzione normale, sulle macerie causate dalla risoluzione della fase sopra descritta nasce il Super-io, che si puo' considerare quindi come l'unico "erede" di Edipo e che si configura come una costellazione di norme, regolamenti e principii di natura moralistica; tale costellazione puo' quindi essere definita, in termini descrittivi, un codice comportamentale i cui canoni noi percepiamo provenire dai genitori e particolarmente dal padre ( ovviamente questi canoni morali non sono tanto quelli paterni veri e propri quanto quelli che il figlio crede che siano).
In psicologia si usano i due termini di " Complesso di Edipo" e "Complesso di Elettra", rispettivamente nei maschi e nelle femmine, quando la normale fase evolutiva sopra descritta subisce una tale distorsione da non permettere la catarsi delle tensioni emotive le quali si cronicizzano determinando la comparsa di uno o piu' meccanismi di difesa e scombussolando la dialettica intrapsichica delle varie istanze componenti la personalita' ( intese in senso psicodinamico): Es, Io e Super-io con un aumento del tasso di conflittualita' interiore, la quale poi determina l'ansia che quindi puo' essere definita un sintomo-segnale. Per amor di completezza diremo che l'Es si ispira al principio del piacere, l'Io al principio della realta' ed il Super-io, come gia' detto, al principio della morale.
Un secondo periodo, in cui il padre gioca un ruolo importante, è quello della latenza. Tutte le emozioni precedentemente descritte vengono rimosse anche perche' il bambino entra in un ambito sociale più' allargato rispetto alla famiglia e cioè quello della scuola, nel quale vigono regole ben precise. La sua attenzione è quindi protesa alla esplorazione di questo nuovo ed affascinante mondo, che tuttavia si presenta, a volte, minaccioso. Il ruolo del padre è quindi quello di fornire protezione e sicurezza al figlio ponendosi come uno scudo discreto e trasparente rispetto al mondo circostante. Questo aspetto protettivo sara' bene accetto e desiderato dal figlio il quale potra' quindi crescere senza il timore di rimanere solo nel momento di un eventuale bisogno. L'idillio di tale rapporto dura almeno fino al periodo adolescenziale.
Durante l'adolescenza nasce invece una forte contestazione del padre e, per generalizzazione, dell'autorita'. A questo proposito il '68 è stato illuminante: esso è infatti da considerarsi come una ribellione di massa al padre. I sessantottini, contestando la societa' nella quale vivevano, di fatto contestavano dall'esterno i propri inconsci precetti. Per potersi, infatti, allontanare dal padre e, quindi, costruirsi una nuova identita', è più' che mai necessario operare uno strappo col passato tanto piu' violento quanto piu' quest'ultimo è stato affettivamente intenso. L'adolescente, infatti, non essendo ne carne ne pesce si vuole allontanare in fretta dal mondo infantile per potere al più presto accedere al mondo adulto, ma poiche' non riesce, logicamente, ad arrivarci nei tempi previsti e disperando quindi di poterlo mai raggiungere, decide di distruggerlo per sostituirlo con un modello di riferimento vagamente anarcoide considerato a se piu' affine. La ribellione messa in atto dall'adolescente è praticamente direttamente proporzionale alle tendenze autoritarie ed/od iperprotettive dei genitori in generale, ma particolarmente del padre, depositario simbolico del potere e della conoscenza. E' da rilevare la ricomparsa delle pulsioni sessuali, rimosse nel periodo precedente, che viene proiettata sui membri del sesso opposto ( nei soggetti che statisticamente rientrano nella media). Per inciso è da rilevare analogamente come nel '68 si sviluppo' la cosiddetta rivoluzione sessuale.
Superata l'adolescenza ed entrando nel mondo del lavoro, spesso s'instaura un rapporto di coppia piu' o meno durevole. La diade maschio-femmina, con la procreazione s'arricchisce di un nuovo membro, e diviene triade. Essendosi ricostituita la triangolazione edipica il ciclo fin qui' descritto viene rivissuto " ab initio" dallo stesso soggetto, stavolta basato sul confronto ed da un atteggiamento non autoritario ma autorevole. Capita, purtroppo, che i genitori abbiano la sensazione di aver perso il controllo della situazione e provino un forte senso di estraniamento, non sentendosi più' capaci di stabilire un valido rapporto con i figli, praticamente immemori di essere stati a loro volta adolescenti.
Ora è opportuno tratteggiare la figura del padre, anche in senso sociopsicologico. La figura del padre, infatti, è oggi vissuta dallo stesso padre, oltreche' dagli altri componenti la famiglia, in un modo sicuramente diverso rispetto a qualche decennio fa. Il mito del padre forte è, in qualche modo, crollato assieme al mito della madre angelo del focolare, nonostante avvenga ancora che il maschio, specialmente in Italia, continui a chiedere alla moglie (che spesso lavora) prestazioni domestiche dalle quali, pero', egli, di fatto, piu' o meno consapevolmente si sottrae. Il primo colpo al prestigio, del padre è venuto dalla trasformazione della nostra societa' da rurale ad industriale con tutto quello che ne consegue. Finiva così la famiglia patriarcale estesa, tipica della societa' contadina e compariva il nucleo familiare ristretto, tipico della societa' industriale; si potrebbe aggiungere che con la crisi dell'industria e lo sviluppo del terziario è entrato anche in crisi il nucleo familiare ristretto per dar spazio allo stile di vita "single". Inoltre si notano oggi, dal momento che il grado di istruzione femminile medio si è notevolmente elevato, coppie in cui la moglie è culturalmente superiore al marito e magari percepisce uno stipendio maggiore e/o comunque riesce ad avere una migliore progressione nella carriera; tutto questo non puo' ovviamente non avere forti ripercussioni sull'imago maschile in una societa' dominata fino a questo momento da modelli di vita tagliati su misura per l'uomo: cio' ha fatto registrare negli ultimi anni da un lato una maggiore incidenza di patologie sessuali maschili quali impotenza, turbe della eiaculazione, disturbi del desiderio e dall'altra una sorta di rivalsa nei confronti della donna alla quale vengono spesso, con nonchalance, infilati bastoni dentro le ruote al fine di impedirele la scalata verso il successo. Ne consegue, come fatto mirabilmente rilevare da Barbagli, che la donna si "vendica" procreando di meno.
Per finire da dove iniziammo devo aggiungere che la mia psicoterapeuta mi aiuto' a capire il sogno che mi aveva tormentato da bambino: la punta dello scudo rivolta all'insu' cosi come la mazza ferrata, arma snodabile, erano probabilmente simboli fallici e stavano ad indicare le mie colpe. Pensai di aver capito tutto: il lupo mannaro era mio padre ed era corazzato perche' da bimbo io lo vedevo imbattibile. Le cose pero' non stavano così: il lupo mannaro altri non era che il mio senso di colpa per le mie fantasie edipiche inconsce e l'armatura era la mia resistenza a prendere coscienza di tutto questo. All'improvviso capii quanto fosse stato importante per la mia maturazione psichica e per il mio equilibrio emotivo il rapporto con mio padre e di quanto fosse profondo il mio affetto per lui ed il suo per me. Questo insight irruppe nella mia psiche con la stessa intensita' con la quale il primo raggio di sole mattutino penetra l'ombra della notte. Mentre stavo assaporando questa rivelazione, guardando i profondi occhi azzurri della mia psicoterapeuta, mi accorsi di colpo di quanto fosse attraente; stavo iniziando a provare un forte transfert, ma questa è un altra storia.

Bibliografia C. Brenner Breve corso di psicoanalisi Giunti Lisciani
R. Canestrari Psicologia generale Clueb
Esiodo, Teogonia , Rizzoli
S. Freud, Opere Bollati Boringhieri
A. Manzoni, I promessi sposi, Garzanti
A. Salerno, Intervista a Marzio Barbagli Reset 3/96
Sofocle, Edipo Re Astrolabio
Sofocle, Elettra, Astrolabio


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