Le algie vertebrali, possono definirsi il male del secolo, poichè, circa il 90% degli appartenenti alla popolazione ne soffrono almeno una volta nel corso della loro esistenza e il 75% in età lavorativa. In considerazione del fatto che colpiscono l'uomo in età produttiva, dai 30 ai 50 anni, che hanno un costo sociale e sanitario enorme per spese mediche e per giornate di lavoro perse,possiamo affermare che le rachialgie (dolori alla colonna vertebrale), sono tra quelle affezioni che più colpiscono le persone e maggiormente ne influenzano la sfera sociale. L'80% sono algie comuni, non correlate a cause specifiche. Fra le cause più significative riferite dagli studiosi per queste forme, vi sono le posture sbagliate, i movimenti incongrui, il sovrappeso, lo stress psicologico, l'accentuazione delle curve fisiologiche, l'instaurarsi di alcuni paramorfismi (modificazioni della colonna vertebrale causati da uno squilibrio muscolare) legati in gran parte al consumismo, alla sedentarietà ed ai ritmi frenetici ai quali siamo sottoposti giornalmente nel vivere quotidiano. Le proposte di trattamento sono numerose e ciò anche per l'impossibilità di una sicura scelta terapeutica legata alla provata efficacia di un metodo piuttosto che un altro. All'avanguardia nella prevenzione delle algie vertebrali troviamo la Svezia, dove è stato approntato, a partire dagli anni 70, un programma denominato BACK SCHOOL (scuola della schiene), successivamente sviluppatosi negli U.S.A. La Back SCHOOL è una vera e propria scuola per mezzo della quale si impara letteralmente a utilizzare nel miglior modo la propria schiena. Il corso teorico pratico, è rivolto a coloro che hanno una predisposizione al mal di schiena, consta di alcune lezioni nelle quali vengono fornite semplici nozioni di anatomia e fisiologia della colonna vertebrale, inoltrevengono consigliati comportamenti quotidiani di igiene posturale, esercizi di prevenzione e rieducazione motoria con una duplice finalità: l'acquisizione e l'interiorizzazione di corretti schemi corporei e la diminuzione delle algie vertebrali. In sostanza, per condurre una vita di relazione più serena e con meno dolori di schiena, bisognerebbe eseguire esercizi di:
basculamento pelvico, utile quale protezione del rachide nelle attività quotidiane;
mobilizzazione del rachide (colonna vertebrale);
rinforzo della muscolatura addominale;
rinforzo dei muscoli quadricipiti;
rinforzo dei muscoli paravertebrali;
allungamento dei muscoli ischio-crurali, adduttori, ileo-psoas, tricipite surale.
Per rendere più chiaro quanto appena esposto, soprattutto per i non addetti ai lavori, illustriamo la metodica da seguire e le posizioni da assumere per praticare correttamente alcuni esercizi antalgici. Il programma antalgico, dovrà quindi comprendere prima di tutto esercizi di rilassamento, di respirazione, di mobilizzazione lenta e dolce, di controllo posturale con presa di coscienza delle posizioni corrette e di scarico dei vari segmenti corporei e si attueranno con principio di gradualità per ritmo, intensita, numero di ripetizioni e dovranno essere personalizzati, tenendo sempre in considerazione che inizialmente i tempi di riposo tra un esercizio e l'altro saranno più lunghi. Al movimento che non dovrà causare dolore (esecuzione lenta e controllata), sarà abbinata la respirazione appropriata, con lo scopo defaticante e rilassante, affinchè non si accumulino tensioni negative che possano nuocere al paziente. Moltissima importanza riveste l'esrcizio respiratorio in presenza di sintomatologia dolorosa, poichè riesce ad aumentare la soglia di eccitabilità con conseguente diminuzione del dolore. La posizione ottimale per l'esecuzione degli esercizi antalgici, di facile apprendimento, è quella supina a gambe semiflesse. Questa posizione ha il vantaggio di mantenere la colonna vertebrale in scarico e quindi rende più facile l'esecuzione degli esercizi:
Esercizio Nr.1) posizione di decubito supino, gambe semiflesse, si portano alternativanente le ginocchia al petto e cingendole con le mani si tirano verso le ascelle espirando (soffiando), lo scopo è quello di ridurre e mobilizzare la lordosi (curva) lombare, di allungare i muscoli lombari e retrovertere il bacino al fine di ridurre le tensioni al tratto basso della colonna vertebrale;
Esercizio Nr.2) posizione di decubito supino, gambe semiflesse, si portano contemporaneamente le ginocchia al petto e cingendole con le mani si tirano verso le ascelle espirando, ciò che si vuole ottenere con questo esercizio, è l'inversione temporanea della lordosi lombare con conseguente retroversione meccanica del bacino, mobilizzare e migliorare l'escursione dell'articolazione coxo-femorale (dell'anca), allungare i muscoli lombari, e diminuire la compressione degli spazi intersomatici tra i metameri (vertebre) lombari.
Esercizio Nr.3) posizione di decubito supino, gambe semiflesse, sollevare le gambe portandole in posizione parallela al suolo, mantenendo gli angoli coscia bacino, coscia gamba e gamba piede a 90°ree; circa, tenendo in considerazione che la colonna lombare deve essere a contatto con il suolo, il mento in retroposizione (attaccato al collo) e le braccia lungo i fianchi con il palmo della mano a contatto con il suolo, la respirazione durante l'esecuzione di questo esercizio è disinibita, quindi si deve respirare evitando di stare in apnea (trattenere il fiato), lo scopo di questo esercizio è principalmente quello di rinforzare i muscoli della parete addominale, che quando tonici, sostengono la colonna vetebrale e riducono la possibilità di ptosi addominale (rilassamento del ventre) e di accentuazione della fisiologica lombare; durante l'esecuzione di questo esercizio è importante respirare non solo per allenare i muscoli respiratori ma soprattutto per impegnare il muscolo diaframma nella respirazione, facendo così lavorare in modo puro i retti addominali.
Abbiamo cercato di dare solamente qualche indicazione su quest'importante terapia, senza nulla togliere alla validità delle altre metodiche, tenendo sempre in considerazione che non esiste una soluzione univoca e che l'unico obiettivo da raggiungere è il benessere della persona.