ASTRONOMIA: La didattica interdisciplinare

di Angela Misiano
La sezione Calabria della Società Astronomica Italiana (SAIt) è stata costituita nel marzo 1987 con il proposito di promuovere e favorire sia lo studio e la diffusione delle materie scientifiche, fisica ed astronomia in particolare, che la sperimentazione in didattica.
I primi quattro anni di attività della Sezione sono stati rivolti essenzialmente verso iniziative di divulgazione mirate a soddisfare un generale bisogno di approfondimento culturale; non sono però mancate iniziative orientate verso uno specifico lavoro nell'ambito dell'innovazione didattica.
Nel gennaio del 1991 è stato formalizzato un protocollo d'intesa tra la SAIt da una parte ed il Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria, l'Istituto di Astronomia dell'Università di Pisa, il Dipartimento di Astronomia dell'Università di Bologna, l'Osservatorio Astrofisico di Catania, il liceo scientifico Leonardo da Vinci e l'istituto tecnico per geometri A. Righi di Reggio Calabria dall'altra, per la costituzione di un laboratorio di didattica nell'ambito della SAIt. Con tale protocollo d'intesa la Sezione Calabria della SAIt è diventata Laboratorio per la Didattica "Pitagora", il cui lavoro è coordinato da un comitato tecnico-scientifico composto dai rappresentanti degli istituti che aderiscono alla convenzione. L'obiettivo primario del laboratorio è quello di formulare tematiche nuove per quanto riguarda l'insegnamento integrato delle discipline scientifiche nella scuola secondaria superiore e, più in generale, di ricercare metodologie e contenuti per la costruzione di una consapevole cultura scientifica. Tale obiettivo deriva dall'ormai diffusa opinione che occorra rompere l'isolamento che oggi esiste nella scuola tra le discipline che vengono insegnate e proporre invece all'allievo un'immagine di unità del sapere. Affinchè ciò avvenga è necessario che il docente acquisisca una consapevolezza nuova per quanto riguarda l'apporto che la propria disciplina insegnata può e deve dare a tutte le altre; tutto questo richiede una cultura più articolata e precisa e la capacità e la volontà di collaborazione tra gli insegnanti.
D'altra parte, il concetto d'integrazione interdisciplinare è presente da tempo nel dibattito sulla didattica nella scuola e se l'applicazione di questo concetto è feconda in generale, lo è ancora di più nel caso dell'insegnamento delle materie scientifiche. Infatti, la presentazione separata delle discipline scientifiche nell'insegnamento curriculare rischia d'ingenerare nell'allievo un'immagine non corretta dell'evoluzione del sapere scientifico nel suo complesso: l'astronomia è una disciplina che presenta caratteristiche intrinsecamente interdisciplinari e quindi ben si adatta al ruolo di tema intorno al quale sviluppare un progetto di interdisciplinarietà.
La divulgazione e la conoscenza scientifica rappresentano un'esigenza sempre più importante in una società nella quale la tecnologia e le scoperte scientifiche assumono sempre più un ruolo determinante anche nelle scelte che ci coinvolgono come cittadini. La scuola oggi sembra incapace di fare fronte ai nuovi problemi imposti dallo sviluppo tecnologico ed allora è necessario un cambiamento dei metodi di apprendimento che devono rendere il meccanismo culturale capace di approfondimenti continui. Questi approfondimenti possono essere stimolati soprattutto dalla curiosità, per cui deve essere compito della scuola quello di innescare nei giovani il meccanismo della curiosità, il solo che può stimolare una vera crescita culturale. Il nostro lavoro mira dunque a far nascere nei giovani una genuina passione per la scienza che rappresenta, in ogni caso, un soggetto affascinante in tutti i suoi aspetti.
Sulla base di quanto sopra esposto il Laboratorio ha organizzato tutta una serie di iniziative ed attività , alcune delle quali in collaborazione con l'IRRSAE. Ad uno di questo corso di aggiornamento sul tema " L'astronomia nel sapere scientifico: un itinerario didattico" svoltosi a Santa Trada di Villa S. Giovanni (RC) hanno partecipato docenti provenienti da varie università ed istituti di ricerca italiani ed oltre cinquanta insegnanti di materie scientifiche ed umanistiche provenienti da tutta la regione Calabria. Ad esso è seguito un workshop al quale hanno preso parte dieci insegnanti di matematica, fisica e scienze presenti al precedente corso di aggiornamento. Con essi si è cercato di mettere a punto una prima serie di argomenti da trattare nei programmi di fisica, chimica e biologia per arrivare ad una sintesi finale adisciplinare.
E' stato organizzato un think shop con l'obiettivo di fissare metodologie ed itinerari specifici di questo percorso didattico innovativo; si è discusso operativamente sul progetto esaminando due applicazioni specifiche, una per il biennio degli istituti tecnici e l'altra per il triennio dei licei. Non è stato trascurato, nell'interno dell'attività, il problema della formazione culturale dei docenti che, pur possedendo una conoscenza degli argomenti fondamentali della fisica moderna, spesso non possiedono le tecniche didattiche per affrontare tale insegnamento.
Queste ed altre considerazioni hanno posto il problema della collaborazione tra Scuola ed Università e della necessità della programmazione di piani di aggiornamento nella scuola che mirino sia all'approfondimento disciplinare che alla messa in evidenza del particolare valore formativo delle discipline scientifiche attraverso metodologie didattiche e pedagogiche ben individuate.
Nel lavoro che è stato intrapreso dal Laboratorio è stato tenuto in considerazione tutto questo: l'iniziativa avviata è di ampio respiro e si inserisce direttamente nel dibattito attuale sul ruolo delle discipline scientifiche. Il progetto elaborato ed avviato dà organicità a contenuti che sono presenti in modo scorrelato e si avvale anche dei risultati più recenti della ricerca pedagogica nell'ambito dell'insegnamento scientifico.
La risposta positiva che è seguita al lavoro intrapreso ci spinge a continuare in questo nostro tentativo di dare risposta alla domanda generale di cultura, che proviene da vari ambienti, attraverso una rete di collegamenti tra i vari soggetti culturali e sociali, con lo scopo di moltiplicare le occasioni di confronto tra docenti e mondo universitario per il conseguimento dell'obiettivo della formazione iniziale degli insegnanti.
Il Laboratorio ha inoltre in programma la costruzione di "test" di rendimento, la produzione articolata di materiale didattico dei Quaderni del Laboratorio. Questi non vogliono essere un insieme di monografie destinante all'aggiornamento, ma anche e soprattutto una guida per gli allievi ed i docenti ed un veicolo di comunicazione con esperti disciplinari e pedagogisti.

HELIOS Magazine ANNO I - n.3 HELIOSmagazine@diel.it