L'IMPORTANZA DELLA MOTRICITA' NELLA SOCIETA' MODERNA

di Paolo Calabrò
Le trasformazioni economiche e tecnologiche, hanno cambiato le condizioni di vita, portando dei benefici, ma con essi anche nuovi pericoli per la salute e gli equilibri psicofisici dell'intera umanità. In una società semplice, le richieste rivolte ad un individuo, qualunque cultura ed età egli abbia, sono uniformi e più chiaramente definite, ma in una società così complessa come la nostra, i ruoli sono meno chiari e determinabili.
I continui mutamenti sociali, rendono sempre più complessi i rapporti interpersonali e le facoltà di adattamento degli uomini, non sempre si sviluppano parallelamente ad essi.
Questo adattamento avviene attraverso quella che viene definita "educazione", scopo della quale è creare le condizioni ottimali per lo sviluppo polimorfo dell'individuo, che si attuerà in termini di apprendimento sociale, pertanto occorrerà individuare ed attuare delle metodiche psicomotorie che consentano il miglioramento della sua vita di relazione e quindi il suo organico inserimento nel tessuto sociale.
Le scienze che studiano lo sviluppo dell'uomo, ultimamente, hanno rivalutato il ruolo che la corporeità e le sue manifestazioni dinamiche rivestono sia nella formazione di una armonica personalità e nell'aspetto comunicativo della gestualità intesa come linguaggio non verbale, che nella funzione di adattamento forzato dagli stimoli esterni; infatti, l'attività motoria favorirebbe l'equilibrio psicofisico minacciato dalle attuali condizioni di vita caotiche e frenetiche, scaricandoci dalle tensioni, dalle frustrazioni e dall'aggressività Quindi una educazione motoria, deve garantire una formazione psicomotoria ed organica adeguata, svolta nel rispetto degli equilibri dinamici e delle leggi fisiologiche, tenendo sempre presente che ogni attività fisica, costituisce di per sè una attività psichica. L'attività motoria è anche un mezzo essenziale ed insostituibile di prevenzione delle più frequenti patologie dei nostri tempi, quelle degenerative, che hanno nell'ipocinesi (carenza di movimento), una delle cause più rilevanti. Infatti, una corretta e mirata attività motoria, previene non solo molte gravi alterazioni morfo-funzionali che possono colpire l'adulto, come l'arteriosclerosi, una tra le cause principali dell'infarto cardiaco; le algie vertebrali (dolori alla colonna vertebrale) ed articolari, spesso causate da ipotonia muscolare o da eccessivo aumento ponderale (peso corporeo), ma soprattutto quelle che colpiscono i giovani.
Le statistiche, affermano che più del 60% dei giovani italiani, sono affetti da paramorfismi (alterazioni morfologiche legate a disquilibrio ed ipotonia muscolare), tra i più conosciuti, vi sono la "scoliosi, l'iperlordosi, l'ipercifosi" ect., che spesso, se non trattati in tempo ed adeguatamente, possono peggiorare e trasformarsi in dismorfismi (alterazioni morfologiche legate alla modificazione ossea e legamentosa), che vedono come soluzione la pratica di ginnastica "correttiva", integrata dall'utilizzo di tutori ortopedici (corsetti o gesso) scomodi da indossare, poco accettati dai giovani, poichè creano non pochi problemi psicologici e di relazione ed in fine, come ultima ipotesi, l'intervento chirurgico, che comunque non garantisce sempre la guarigione completa.
Molte delle patologie legate all'ipocinesi, potrebbero essere debellate o quantomeno lenite notevolmente, se solo riuscissimo ad educarci alla pratica di una attività motoria ed equilibrata che sia per noi igiene di movimento.
Sarebbe quindi auspicabile, che l'attività motoria iniziasse con la nascita dell'individuo (stimolazioni sensoriali), lo accompagnasse sia nelle fasi auxologiche (per evitare o ridurre al minimo eventuali paradismorfismi), che nell'età adulta (per limitare patologie algiche e funzionali) e si concludesse con l'attività geriatrica, praticando una ginnastica di mantenimento o l'antiginnastica (attività di movimento che contempla esercizi di allungamento muscolare moderato) con lo scopo di migliorare il tono muscolare generale e l'escursione articolare.

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