Medicina - DIAGNOSI PRECOCE IN ONCOLOGIA

di Giovanni CONDEMI
(Presidente Ass. It. Oncologia Medica - Sez. Calabria)

In atto la diagnosi precoce in oncologia viene attuata attraverso diverse modalità:
  1. Valutazione del rischio tramite il medico curante (individuale)
  2. Screening di gruppi di popolazione a rischio (mirato)
  3. Screening di massa (screening classico)
Che nessun paese al mondo sia in grado di sopportare le spese derivanti da una politica di prevenzione sanitaria di massa è un dato ormai acquisito (rischi di carattere economico e sociale). Nei punti B e C su esposti si fa riferimento allo "screening", questo per essere corretto eticamente e dal punto di vista scientifico deve essere: La diagnosi precoce, dunque, in fase asintomatica deve consentire una diminuzione dei costi del trattamento a livello sia individuale che sociale con: In assenza di tali elementi l'anticipo diagnostico avrebbe soltanto effetti indesiderati quali: Oggi i dati scientifici di cui siamo in possesso ci dicono che due sono gli screening di massa da "raccomandare":
  1. Carcinoma della cervice uterina (Pap-test ogni tre anni per le donne di età compresa tra i 25 e i 69 anni).
  2. Carcinoma della mammella nelle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, (esame mammografico ogni due anni. Esame clinico all'occorrenza prima, e solo su richiesta specifica dell'oncologo e/o del senologo, indagini ulteriori. * A tale scopo è opportuno chiarire che non ci sono dati sufficienti scientificamente che dimostrino una diminuzione della mortalità per le donne comprese tra i 40 e i 49 anni).
Tutti gli altri screening, anche quelli mirati a piccoli gruppi divisi per età, attività lavorative ed altro, sono da considerarsi nell'ambito di progetti atti ad acquisire "dati certi" circa la rilevanza sociale, che deve essere in grado e non può prescindere da considerazioni relative alle risorse disponibili. Da tale quadro di impostazione deve discostarsi il Medico Curante o lo Specialista quando rilevi più elementi a favore di un approfondimento diagnostico "dovuto" in presenza di un sospetto.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto è augurabile, quindi, la realizzazione di una adeguata e continua informazione e formazione del Medico di medicina Generale, attraverso canali sia locali (Ordine dei Medici) sia nazionali (Corsi presso centri che si occupano prioritariamente di tematiche legate alle attività di prevenzione). Bibliografia:

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