di Franco LANUCARA
Il nostro secolo asseconda una dimensione di sviluppo non più riconoscibile, se confrontata con i sogni e le speranze che l'evoluzione socio-economica e scientifica aveva ottimisticamente prefigurato.
Così, un bene primario e imprescindibile come l'acqua, è stato danneggiato dall'uomo che, invece di prevenire i danni arrecati al prezioso liquido, inventa sempre i più complessi marchingegni per cercare di porre riparo ai "tradimenti alla natura", alla indifesa molecola d'acqua. I rimedi, pertanto, anzichè risolvere
il problema, diventano essi stessi, talvolta, pesanti fonti d'inquinamento. L'acqua diviene così dimora di organismi, a volte semplici nella loro molecola, a volte complessi nella loro vivacità biochimica, capaci di costruire castelli minati e durevoli, fortezze metalliche inattaccabili, in grado di riproporre nel tempo lo spettro della sete, già presente in molte popolazioni, e presente anche nelle ancestrali memorie degli esseri umani. È necessario perciò per "gli abitanti" dell'acqua un piano regolatore urgente che ne condizioni l'equilibrio, la
qualità e la quantità.
I parametri che si evidenziano da una prima analisi organolettica dell'acqua sono la trasparenza, il colore e l'odore. Tali dati spesso condizionano empiricamente il nostro giudizio. La verità diventa molto diversa quando devono essere accertate con prove di analisi scientifiche, lunghe e difficili, i parametri necessari per una cartella clinica completa sulla sua potabilità. Bisogna anche aggiungere che a volte le prove più complicate lasciano spazio a giudizi contraddittori.
Certo è che l'acqua ha "inquilini" di diversa estrazione chimico - biologica.
Più complessa diventa la vita su Gaia, più difficile la vita per la trasparente molecola d'acqua. Il suo cuore, con angolo a 104,5 gradi, nasconde verità e mistificazioni, nasconde processi che rendono tale liquido rivoluzionario nel mondo biochimico.
"Gli abitanti" dell'acqua variano come le popolazioni dei grandi agglomerati urbani, a causa di alterazioni naturali o artificiali. Gli interventi dell'uomo con l'avvento dell'industrializzazione hanno prodotto perturbazioni non facili da controllare, perchè le acque prelevate nei vari processi produttivi vengono spesso restituite all'ambiente profondamente alterate nelle loro popolazioni biochimiche.
La natura si difende, ma a volte combatte una battaglia persa in partenza. I processi naturali di autodepurazione spesso servono pochissimo, ma in ogni caso non sono sufficienti. Si rende dunque necessario l'intervento riparativo dell'uomo, con depuratori complessi e costosi.
Perchè si dica potabile, l'acqua deve rispondere a precisi requisiti di ordine chimico-fisico organolettico e batteriologico. I suoi abitanti naturali devono rispondere a parametri i cui valori sono riportati nelle tabelle (a fianco riportate) stabilite da direttive CEE concernenti la qualità delle acque destinate al consumo umano. Le caratteristiche sulla potabilità devono essere ben definite per tutte le acque imbottigliate o da rubinetto. Importante è il censimento degli "abitanti" dell'acqua misurato in milligrammi e microgrammi per l'analisi chimica, e con ricerche attente e rigorose sull'analisi microbiologica. Il concetto di potabilità risalente a qualche decennio fa, ha dovuto essere riveduto e corretto. È evidente. ad esempio, che in una zona ad alta concentrazione di fonti d'inquinamento, i vecchi concetti di potabilità che ricercavano solo la presenza di nitriti, corpi ammoniacali, coli, etc., avrebbero poco senso, considerando che, esclusi quei gruppi nocivi, esisterebbero tantissimi altri gruppi di veleni provenienti oggi da fonti diverse. Per tutti questi motivi le acque che usiamo per dissetarci vengono spesso acquistate nei supermercati. Si acquistano anche decalcificanti per elettrodomestici di vario tipo che affollano l'acqua di nuovi "abitanti" non sempre totalmente biodegradabili.
Le bottiglie d'acqua acquistate devono evidenziare nelle etichette le loro caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche e la data di imbottigliamento. Sarebbero da eliminare le bottiglie in PVC, sostituendole con bottiglie di vetro, che offre anche il vantaggio della riciclabilità.
La breve mappa sotto descritta ci da l'idea delle acque più comuni che acquistiamo per dissetarci. Esse si distinguono in: acqua oligominerale, acqua medio minerale e acqua minerale. Una distinzione è di prammatica per definire le caratteristiche che devono avere le acque sopracitate:
nelle acque oligominerali il contenuto salino non deve superare i 200 mg/l;
nelle acque mediominerali non deve superare i 1000 mg/l;
in quelle minerali può superare i 1000 mg/l.
Una scelta dell'acqua da acquistare diventa così più facile.
Per le acque meno nobili, quelle cioè provenienti dal rubinetto di casa o da fontane pubbliche, il discorso diventa problematico.
In genere ci si affida, qualora esistano, alle dichiarazioni dei competenti uffici, negligentemente taciute. Per saperne di più bisogna rivolgersi, a caro prezzo, a laboratori di analisi chimiche e microbiologiche. Il semplice esame organolettico, infatti, non può esserci d'aiuto quando nell'acqua sono presenti i coli o altri "invisibili animaletti".
La presenza di microrganismi patogeni (batteri, alghe, protozoi, virus) può provocare gravi problemi alla salute, come ad esempio una semplice infezione intestinale o, ancora peggio, malattie più gravi. Tra i batteri che incontriamo spesso nelle acque il più frequente è il gruppo coliforme, rappresentato dalla specie
classica "escherichia coli" ed "enterobacter aerogenes".Nelle acque più inquinate si possono trovare i generi salmonella e shigella; tra i protozoi, l'amoeba dissenterica. Da ricordare ancora, per ultimi, ma non per questo meno importanti, i virus, che possono essere veicolati dalle acque, tra cui i polivirus e il virus dell'epatite virale.
Le alghe presenti nelle acque alterano solamente il sapore e raramente sono tossiche. Pertanto, in genere, non danneggiano la potabilità dell'acqua.
Il censimento degli "abitanti" dell'acqua alcune volte è quasi impossibile, perchè spesso e repentinamente tale popolazione si può notevolmente arricchire di nuove molecole solubili e non facilmente rilevabili.
Ciò può essere dovuto alla falda acquifera cui l'acqua è collegata, alle alluvioni, alla stessa vegetazione e, in modo particolare, ad aspetti subdoli provocati dalle attività umane.
Le città dell'acqua addestrano da millenni eserciti capaci di depurarla. Essi sono formati da alcune specie batteriche in grado, ad esempio, di distruggere grandi quantità di rifiuti biologici immessi nei fiumi e nei laghi. Questi antichi soldati con l'aiuto dell'ossigeno presente nell'aria sono capaci di metabolizzare e, dunque eliminare, i rifiuti biologici, solo quando i detersivi scaricati nei fiumi e nei laghi non superano certi limiti. Sono perciò come guerrieri che combattono con la clava contro le armi più sofisticate. Sta all'uomo, a questo punto, restituire all'acqua la capacità di autorigenerarsi, tornando a considerare che la purezza di questo prezioso liquido è una grande ricchezza per l'umanità e di garanzia di benessere per la vita del nostro pianeta.