L'indagine scientifica della letteratura neo-testamentaria mostra i segni evidenti della censura storica operata dai Padri della Chiesa nel redigere le basi teologiche del Cristianesimo.
Il Vangelo e la storia
Quanti si sono domandati se il racconto della vita e delle opere di Gesù Cristo, cos" come appare dalla lettura del Vangelo, è cosa che appartiene alla storia, alla leggenda, alla fantasia... o che altro? Non c'è dubbio: molti lo hanno fatto, laici e religiosi, redenti e non credenti, cristiani e appartenenti ad altre confessioni religiose.
Sorgono però altre importanti questioni: quanti hanno realmente compiuto degli sforzi per giungere ad una risposta? Quanti, pur desiderando istruirsi su questo punto, hanno trovato degli strumenti facilmente accessibili? E, soprattutto, degli strumenti che fossero estranei a dottrine religiose, ideologie partigiane, interpretazioni non prive di fascino, ma senza alcuna base storica e scientifica?
Questo è sicuramente l'aspetto più complesso del problema: tutto ciò che potrebbe servire per documentarsi sulle origini storiche del cristianesimo è stato sottoposto, da duemila anni fino ad oggi, ad un pesante controllo e monopolio culturale da parte delle istituzioni che della fede cristiana si sono fatte principali depositarie. Che cosa significa l'espressione controllo e monopolio culturale? Un primo esempio può illustrare gli aspetti più semplici della questione, anche se parziali e riduttivi: tutti sanno che durante il corso di lunghi secoli, in Europa, il tribunale della Santa Inquisizione ha cercato di reprimere ogni forma di devianza dalla dottrina ufficiale e di pensiero che in qualche modo potesse turbare l'egemonia culturale ecclesiastica. Uomini come Giordano Bruno, e centinaia di altri, hanno pagato col fuoco il prezzo della loro libertà di pensiero, e lo stesso Galileo Galilei dovette ritrattare pubblicamente le sue teorie, per avere salva la vita. Ora, già questo fatto dimostra in quale clima siano trascorsi molti secoli della nostra storia e ci permette di avere una prima idea sul pesante condizionamento che è stato esercitato sulla cultura occidentale. Ancora nel diciannovesimo secolo, e non raramente anche nel ventesimo, fino ai nostri giorni, formulare e sostenere la teoria dell'evoluzione biologica è stato difficile ed ha incontrato una spaventosa resistenza. Certamente questo clima di monopolio culturale ha avuto una profonda influenza sulla questione di cui intendiamo occuparci in questa sede: sull'interpretazione storica delle origini del cristianesimo. Basti pensare, per esempio, al semplice fatto che qualsiasi studioso che esegue ricerche non allineate alla interpretazione più comune ha gravi difficoltà ad essere creduto, ascoltato, preso in considerazione da un editore che voglia prendersi l'incomodo di pubblicare i suoi libri. Questo, e tanti altri ostacoli, impediscono una conoscenza più diffusa di alcune questioni storiche che riguardano le origini del cristianesimo, e che sono praticamente ignorate dal pubblico. Accenniamo allora ad alcuni aspetti più specifici del problema:Solo una parte ristretta della enorme LETTERATURA EVANGELICA è stata ammessa dalla Chiesa nel Canone Ecclesiastico, cioè ritenuta autentica ed attendibile; per il resto, molti testi (che possono chiamarsi a pieno titolo "Vangeli") sono stati definiti "apocrifi", cioè sostanzialmente falsi e non attendibili. Sui criteri di questa selezione si possono fare molte osservazioni significative.In un passato molto remoto tantissimi testi, contenenti notizie su Cristo, furono letteralmente cancellati dalla faccia della terra. Non si pretende in questo contesto di chiarire da parte di chi, e in che modo, però sappiamo per certo che il Vangelo dei Nazareni (o Nazorei), il Vangelo degli Ebrei, il Vangelo degli Ebioniti (LETTERATURA GIUDEO-CRISTIANA), il Vangelo di Pietro, riscoperto nel 1886, i numerosi Vangeli Gnostici, già pochi secoli dopo Cristo erano stati fatti sparire e di loro rimaneva solo una pallida traccia nelle feroci invettive con cui i Padri della Chiesa li bollavano nei loro scritti.La totalità dei DOCUMENTI STORICI, cioè non a carattere religioso come gli scritti del Nuovo Testamento, che possono offrire elementi interpretativi nell'indagine sulle origini del cristianesimo, sono passati attraverso la pesante mano censoria degli scribi i quali, se hanno il grande merito di avere trascritto e conservato quasi tutta la letteratura classica (greca, romana e paleocristiana), hanno anche la grande responsabilità di avere sempre operato tutti quei tagli e quelle modifiche che servivano a difendere e a sostenere il monopolio culturale ecclesiastico. Talvolta facendo sparire ciò che creava incomodo, o letteralmente inventando opere e autori che non sono mai esistiti (vedi Egesippo). Sia ben chiaro che dei documenti originali noi non possediamo nemmeno un manoscritto, ma solo le copie riscritte molti secoli dopo.Nel periodo immediatamente seguente la seconda guerra mondiale, due scoperte del tutto casuali hanno portato alla luce documenti di importanza fondamentale per lo studio delle origini cristiane: i VANGELI GNOSTICI, e i MANOSCRITTI DEL MAR MORTO. La loro esistenza non è mai stata divulgata al grande pubblico (che per di più li ignora completamente) e, per quanto riguarda i Manoscritti del Mar Morto, una pesante cappa di censura li ha tenuti segregati per venti anni; per poi pubblicare negli anni sessanta solo una opportuna selezione. Cosa non è stato pubblicato? Quali altre cose, oltre a quelle che ci è stato permesso di conoscere, sono contenute nei preziosi manoscritti?
Il racconto della PASSIONE E MORTE DI CRISTO, cos" come appare nei quattro Vangeli Canonici, presenta una innumerevole serie di incongruenze e di inverosimiglianze storiche, tali da mettere molto seriamente in dubbio la sua attendibilità storica e, di conseguenza, da avanzare il ragionevole sospetto che i redattori fossero spinti da precise esigenze dottrinarie e teologiche, se non addirittura ideologiche e politiche.
I due racconti sulla NASCITA DEL BAMBIN GESU', cioè la natività secondo Luca e quella secondo Matteo, sono cos" palesemente in contraddizione l'uno con l'altro da mostrare in modo più che evidente il loro carattere leggendario e l'atteggiamento culturale con cui i redattori evangelici hanno composto le loro opere.
Numerose fonti (bibliche ed extrabibliche) testimoniano l'esistenza di FRATELLI E SORELLE DI GESU', anche se, dopo che si era consolidata l'idea della nascita miracolosa voluta dallo Spirito Santo, è stato fatto di tutto per nascondere la presenza dei fratelli (alcuni dei quali appaiono nella stessa cerchia degli apostoli) e per far credere che Maria fosse una madre giovanissima, senza rapporto sessuale, rimasta vergine prima, durante e dopo il parto del suo unico figlio.
L'indagine storica del racconto evangelico ha sempre evidenziato un gravissimo problema (anche questo omertosamente negato alla conoscenza del grande pubblico) che riguarda la CITTA' DI NAZARETH, in quanto è più che evidente che il titolo Nazareno ( Nazoraios o Nazarenos nei testi originali scritti in greco antico), con cui il nome Gesù è spesso accompagnato, non significa affatto "cittadino di Nazareth".Molte evidenze tendono a mostrare il personaggio di SAN PAOLO (Shaul, cos" si chiamava per nascita) come il principale responsabile di un'opera di revisione teologica che avrebbe trasformato le idee della comunità messianica, formatasi intorno a Gesù, nelle idee del cristianesimo extragiudaico, cioè di una religione che aveva effettuato uno scisma dalla sua matrice ebraica (a cui i primi giudeo-cristiani appartenevano e dalla quale non avevano alcuna intenzione di separarsi).Potremmo continuare con numerosi altri argomenti, ma ciò esubera rispetto alle dimensioni di questa presentazione. In questa sede vogliamo aggiungere alcune considerazioni che riguardano le eventuali CONSEGUENZE PER LA FEDE che potrebbe avere una ricerca storica sulle origini del cristianesimo totalmente libera da pregiudizi ideologici e confessionali. Siamo proprio sicuri che la fede cristiana non possa avere altra base che il presupposto irrinunciabile della autenticità storica del racconto evangelico? Siamo proprio sicuri che una religione, per essere vera, debba poter soddisfare un requisito di unicità e di esclusività del proprio messaggio e della propria dottrina, in contrapposizione alle altre religioni? Siamo proprio sicuri che non c'è altro modo di essere cristiani che quello di accettare integralmente e acriticamente il dettato dottrinario ecclesiastico? Siamo proprio sicuri che le dottrine religiose, di ogni tempo e di ogni paese, come prodotto di una intellighenzia culturale che spesso ha coperto ruoli egemonici di carattere politico, sociale ed economico (quando non militare), siano le più autentiche espressioni di quell'anelito di spiritualità che, senza ombra alcuna di dubbio, è insito nell'animo di tutti gli uomini? Siamo proprio sicuri che le dottrine religiose non solo non possano ma addirittura non debbano liberarsi dalla fissità dei loro dettati e dogmi ed acquistare un carattere di elasticità che consenta una evoluzione coerente con lo sviluppo dei tempi, della società e della cultura dei popoli e dell'umanità intera? La più viva speranza è quella che a domande di questo genere si risponda, magari anche con estremo spirito critico nei confronti di chi ha scritto questa ricerca, ma non da cattedre in cui regna la presunzione di "verità", e la necessità primaria di difendere uno status quo, bens", piuttosto, dal bisogno sincero e dal desiderio genuino di cercare il giusto... La ricerca autentica di Dio non può che detestare le verità di regime e amare i regimi di verità.
Questo saggio è la sintesi di una ricerca effettuata dal dr. David Donnini, pubblicata in Italia nei seguenti volumi:
David Donnini, NUOVE IPOTESI SU GESU', Macro Edizioni, Sarsina (Fo), 1993
.David Donnini, CRISTO, UNA VICENDA STORICA DA RISCOPRIRE, Erre Emme Edizioni, Roma, 1994.
Profilo dell'autore.
David Donnini, nato il 11.01.1950 a Firenze, attualmente insegnante presso l'Istituto Professionale "L. da Vinci" di Firenze, è un Chimico ma si è sempre interessato di religioni comparate e Cristianesimo antico. In seguito ai suoi studi sui problemi della letteratura neotestamentaria e delle sue origini, condotti con spirito scientifico e da un punto di vista rigorosamente laico, ha pubblicato i volumi "Nuove Ipotesi su Gesù" (Macro Edizioni) e "Cristo, una vicenda storica da riscoprire" (Erre Emme Edizioni).
Le sue ricerche sull'argomento, iniziate più di dieci anni or sono, sono state condotte principalmente attraverso lo studio dei Manoscritti di Qumran, dei resoconti di Giuseppe Flavio e di Filone Alessandrino, delle opere di Eusebio di Cesarea, della letteratura neotestamentaria, canonica ed apocrifa, come i cosiddetti Vangeli Gnostici e i testi greci antichi del Vangelo, risalenti al quarto secolo, in cui sono presenti varianti di grande interesse che non compaiono più nelle traduzioni moderne.In ciò si è aiutato anche con l'uso dello strumento informatico, il quale ha consentito delle operazioni di analisi comparata altrimenti impossibili o spaventosamente laboriose. In questo modo è stato possibile evidenziare una mole non indifferente di contraddizioni e di incongruenze fra i quattro Vangeli, dal cui esame accurato si raggiungono importanti conclusioni sul modo in cui i testi sarebbero stati redatti. Per esempio può essere dimostrata l'esistenza di un atteggiamento censorio, da parte degli autori dei testi evangelici, finalizzato a nascondere intenzionalmente alcuni aspetti storici della figura di Cristo e della comunità che intorno a Lui si era venuta creando.L'autore, che per il carattere piuttosto spregiudicato della sua analisi è abituato a ricevere espressioni di caloroso dissenso da parte di coloro che non sono disposti a rinunciare al presupposto della storicità del racconto evangelico (almeno in una parte sostanziale della sua impostazione), desidera chiarire che lo spirito che lo ha mosso non appartiene affatto al classico anticlericalismo di stampo materialista. Affermando di non avere alcuna pregiudiziale nei confronti della spiritualità ma, al contrario, di custodirne una propria versione libera ed indipendente, della quale non parla assolutamente mai perché odia ogni atteggiamento di proselitismo e di propaganda, egli ha compiuto questo lavoro di analisi spinto dal semplice desiderio di cercare (nei limiti molto spesso ristretti del possibile) la semplice verità.
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