GARANTISMO DA RIPENSARE
di Mario Antonio PLUTINO
Nel 1764, proprio in piena età dei lumi, Cesare Beccaria pubblicava in Italia un breve saggio intitolato "Dei delitti e delle pene". Il libro suscitò un grande interesse. I filosofi di mezza Europa lo esaltarono per il contenuto innovativo. Il Beccaria teorizzò l'abolizione della pena di morte e individuò l'ancora oggi modernissimo concetto di prevenzione del delitto, avendo come obbiettivo la difesa della vita e della dignità dell'uomo, senza però perdere di vista gli strumenti più utili per la repressione del crimine.
Dovrebbe ricordare più spesso il suo pensiero l'illuminata nostra Italia, che in fondo è un Paese "strano", da un lato si autodefinisce la culla del diritto, ricordando i sui trascorsi storici dai romani in avanti, dall'altro inflaziona il suo ordinamento giuridico con leggi e leggine scoordinate che spesso appaiono ai cittadini, ed invero anche agli operatori del diritto, come esercitazioni giuridiche più che norme a difesa dei valori sostanziali di una società. Ed è proprio dall'individuazione da questi valori che si dovrebbe procedere per creare un ordinamento giuridico più "ordinato", più adatto ad uno Stato occidentale moderno, insomma per costruire un vero Stato di Diritto. Infatti è proprio cos", a parere di molti autorevoli commentatori: in Italia lo Stato di Diritto è in " profonda" crisi. Il motivo è innanzi tutto che lo Stato, come ci insegna Hegel , non può fondarsi su un contratto sociale e cioè sul semplice trasferimento dei diritti naturali allo Stato, poichè Esso non può desumersi dalla somma delle volontà individuali, Esso è valore universale è una totalità etica non riducibile in singole parti individuali. Parolone che riportate sul piano pratico significano questo: le norme di diritto hanno il compito di tutelare Valori Assoluti, la loro applicazione deve essere intesa in senso totale e cioè: sia nel senso che la norma deve raggiungere il suo scopo, sia che la norma deve raggiungere il suo scopo con la procedura prevista.
In uno Stato che perde la bussola, i Valori Assoluti sono persi di vista, cos", beni come la vita o come la libertà personale possono passare in secondo piano, quando v'è, ad esempio, l'emergenza di combattere un nemico. In Italia da ventisei anni abbiamo dei nemici da combattere, prima il terrorismo, dopo la mafia e la corruzione. Lo Stato allora cosa ha fatto, invece di ergere a dovere primario la difesa dei suoi Valori Assoluti, ha cercato di difendere le istituzioni scendendo, spesso, sullo stesso piano di chi le aggrediva. Il lettore certo ricorderà quando i bravi poliziotti hanno catturato Brusca, "la belva", scene da campionato di calcio sono apparse sui nostri televisori. Il poliziotto è un uomo, ha i suoi sentimenti, ma coloro che stanno più in alto come faranno a spiegare a loro ed ai familiari dei loro colleghi assassinati dal mafioso, che adesso Brusca si sta pentendo, non ucciderà più, non scioglierà più i bimbi nell'acido, e collabora con lo Stato scendendo a patti con Esso: " Sai, tu ti penti, ci dici un pò di cose e noi ti facciamo uno sconto di pena". Cosa dirà lo Stato ai parenti dei poliziotti della scorta di Aldo Moro? "Pochi terroristi hanno scontato interamente la pena inflitta loro, perchè in fondo erano uomini di cultura". E si, certo volevano solo trasferire la Rivoluzione Cubana nell'Europa occidentale, e hanno ammazzato un pò di gente che aveva il solo difetto di rappresentare lo Stato.
I valori dell'uomo sono troppo importanti per poter essere accantonati nel momento dell'emergenza, come l'uomo retto non si accompagna al delinquente, ne scende a patti con lui, lo Stato deve punire chi viola Valori Assoluti, del pari Esso Stato non può dimenticarsi di tali Valori, e perciò non può dimenticarsi: che la libertà personale è sacra, che il diritto alla riservatezza non può essere calpestato, che chi uccide o comunque commette delitti di sangue deve essere punito. Punito secondo leggi, regolamenti, procedure che devono garantire un'altra Valore Assoluto: l'inviolabile diritto alla difesa.
L'Italia è un paese davvero "strano", vige una legislazione sulla carcerazione preventiva degna di un paese del Sud America, (Valore Assoluto violato: la libertà personale), una disciplina premiale sui collaboratori di giustizia degna, del confessionale, con tutto il rispetto per il Sacramento della Confessione, (Valore Assoluto violato: la vita umana), un codice di procedura penale che, nato per spazzare via il codice Rocco ritenuto inquisitorio (codice nato sotto il regime fascista), con successive modifiche è stato stravolto nel suo spirito innovativo e garantista.
In Italia, purtroppo non si è compreso che le norme di diritto sono una cosa seria, sono esse stesse lo Stato, e non si possono modificare ad ogni emergenza si presenti, perchè essendo generali ed astratte, e, perciò, riferendosi alla generalità dei consociati, possono danneggiare o avvantaggiare chiunque, sia esso delinquente che buon cittadino.
Lo Stato non può essere definito Stato di Diritto, poichè Diritto e Stato sono la medesima cosa, e il Diritto si identifica con i Valori Assoluti, uno Stato che perde di vista questi Valori deve "di corsa" correre ai ripari e ritrovarli immediatamente!.
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Nota di Helios Magazine:
Nell'articolo dell'avvocato Plutino, che condividiamo in tutta la sua impostazione filosofica, è messo in ombra un punto che a nostro avviso è invece di estrema importanza per il dibattito su questo tema; infatti viene omesso di evenziare che dal secondo dopoguerra alla fine degli anni `80, il connubio antidemocratico di una parte della Chiesa cattolica, della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano ha creato un sistema politico "bloccato" con tali contaminazioni di tipo mafioso che il sistema d'illegalità è diventato sistema istituzionalizzato, con presenze fondamentali dentro le Istituzioni dello Stato, e quando la società è controllata dalla mafia e non dallo Stato non si venga a parlare di Libertà! Contro questo sistema è difficile operare con il concetto classico di "diritto" soprattutto se le leggi vengono fatte ed applicate nell'interesse di gruppi di potere e non nell'interesse generale del cittadino. Sull'altare di questo sistema sono stati immolati uomini come Falcone e Borsellino, ed il lavoro dei magistrati che oggi stanno continuando quell'opera va rispettato e tutelato. Ai politici il compito di creare le condizioni sociali perchè si affermino valori morali di civiltà e libertà.
Pino Rotta