di Alberto DEDOLA
Questa è una storia che ha come protagonista un'onda figlia prediletta e capricciosa del MARE.
L'onda se ne stava sdraiata e sonnecchiante sulla spiaggia di Port Royal in Jamaica; correva l'anno 1664 e Sir Thomas Modyford era appena stato nominato Governatore dell'isola mentre tra Spagna e Inghilterra regnava una pace armata.
Da questo momento, per rendere più agevole il racconto, chiameremo la nostra onda con il suo nome di battesimo "LUNA".
A Luna bastò un'occhiata per rendersi conto che Port Royal era un covo della filibusta inglese.
Sopra di lei un pontile, fatto di assi inchiodate su pali, dove si vedevano sempre navi sotto carico e scarico, scricchiolava sollecitato dall'andirivieni di mercanti e filibustieri che parlavano animatamente.
A Port Royal si barattavano oro e oggetti preziosi che sarebbero stati rivenduti, successivamente, ad un prezzo dieci volte superiore in Europa.
Luna segu" otto imbarcazioni che avevano levato l'ancora dirigendosi al largo. Pensò che ne valeva la pena; i bucanieri stavano senz'altro preparando una spedizione in grande stile.
I navigatori di quel tempo conservavano, con straordinaria precisione, nella loro mente informazioni e punti di rilevamento senza nessuna trascrizione sulla carta, probabilmente per non divulgare le loro scoperte.
Come previsto, il forte situato su un'isoletta all'entrata della laguna di Maracaibo, apr" il fuoco quando apparve la flotta dei filibustieri.
L'Ammiraglio spagnolo Don Alonso del Campo d'Espinosa aveva messo alla fonda all'entrata della laguna le sue tre navi che, a causa del loro pescaggio, non potevano entrare in porto, ma tagliavano la ritirata alle imbarcazioni dei bucanieri.
L'altissima poppa scolpita della nave ammiraglia spagnola "Magdalena" era ornata con un balconcino a colonnine dove Don Alonso passeggiava nervosamente avanti e indietro con il cappello piumato in testa. Da un lato e dall'altro dell'ammiraglia il "San Luis" e il "Marquesa".
Luna spumeggiando si allungò verso la flotta dei filibustieri ormeggiata nella laguna davanti a Maracaibo; otto bastimenti, di cui solo tre meritavano il nome di navi, gli altri erano dei relitti rabberciati alla meno peggio. Vide, blandendo la poppa dell'ammiraglia dei bucanieri, un uomo dai capelli rossi che parlava un inglese forbito, gesticolare.
Cercò di prestare attenzione alle parole pronunciate da colui che sembrava essere il "capo" di quella flotta improvvisata: "Se la città di Maracaibo non paga una taglia di 20.000 pezzi da otto, la darò alle fiamme; ora Luna sapeva.
L'ufficiale di guardia a bordo della Magdalena informò Don Alonso che le navi filibustiere ancorate nella laguna davanti a Maracaibo si stavano muovendo. Don Alonso sal" su ponte tenendo tra le mani una piccola maschera di giada proveniente dalla città di Cholula in Messico, frutto delle ruberie messe in atto più di un secolo prima dai soldati di Cortes; considerava quell'oggetto il suo talismano personale.
Mentre i cannonieri spagnoli stavano presso i loro pezzi puntati Don Alonso rigirava nervosamente la maschera tra le dita.
L'ammiraglia dei filibustieri avanzava, ma gli spagnoli esitavano ad aprire il fuoco. Luna si portò spumeggiando nello spazio di mare tra le due navi. La distanza diminuiva ancora, ora una sola bordata dei cannoni della Magdalena sarebbe bastata ad affondare la nave pirata.
La ripugnanza di Don Alonso nel comandare di aprire il fuoco aumentava poichè ora la sfida era chiarissima: i pirati si preparavano all'arrembaggio.
La Spagna non poteva farsi dare lezioni d'onore dai "fratelli della costa". Gli spagnoli cominciarono a sparare con i fucili e pistole contro gli assalitori. Bucanieri ormai vicini al Magdalena lanciarono ganci di accosto e poi si gettarono prontamente in acqua.
Gli spagnoli rimasero attoniti di fronte ai pupazzi ed ai cannoni di legno, ma ormai era troppo tardi. La coperta della nave pirata si apr" in un bagliore accecante, mentre una cortina di fuoco invadeva a Magdalena.
Don Alonso nel vedere la sua nave divorata dalle fiamme saltò in un'imbarcazione e si fece portare a terra. Nel trambusto la maschera di giada cadde in acqua depositandosi sul fondo.
Dall'alto del forte Don Alonso piangendo osservò il compimento della catastrofe: il Magdalena e il Marquesa distrutti, la terza imbarcazione il San Luis catturata dai filibustieri.
Luna, ancora in mare aperto, vide due delle più belle navi di sua maestà cattolica colare a picco in preda alle fiamme ed appoggiarsi sul fondo accanto al talismano di giada di Don Alonso.
Luna si allontanò, avrebbe lasciato quei mari, la sua curiosità la spingeva altrove, ma periodicamente sarebbe ritornata a visitare la maschera di giada; si riconosceva in quell'immagine, in quel viso ieratico di fanciulla.
Era il 1687 e Luna tornò a Port Royal. Il pirata dai capelli rossi che parlava un inglese forbito, nel frattempo, era stato nominato Ammiraglio anche se era un infermo in cattive condizioni; magro con una carnagione cerea, gli occhi giallastri e il ventre cadente.
Luna lo vide passeggiare sul pontile insieme al Duca di Albemare arrivato da poco per assumere le funzioni di Governatore della Jamaica.
Luna, che era tornata a Maracaibo per visitare la maschera di giada, senza trovarla, notò che il talismano pendeva dal collo del filibustiere legato a un laccio di cuoio. Pensò che i pirati, non contenti di aver affondato due navi spagnole e catturato la terza, successivamente si fossero immersi per recuperare il bottino all'interno delle imbarcazioni, rinvenendo sul fondo l'oggetto.
Capricciosa com'era, Luna corse subito da suo padre, il mare. Pianse, si disperò, rivoleva a tutti i costi la maschera di giada.
il mare sulle prime nicchiò, non diede importanza alle richieste della figlia prediletta, aveva problemi più importanti da risolvere.
Luna non si diede per vinta e, durante una tempesta, scatenò la sua furia inghiottendo un'imbarcazione pirata.
La Morte sopraggiunse quasi subito ringraziando per l'insperato bottino. Luna chiese il suo aiuto.
Un anno dopo, il 25 Agosto, il pirata dai capelli rossi moriva sorretto da parecchi cuscini. Il 26 agosto veniva sepolto nel cimitero di Palisadoes con al collo il talismano i giada mentre la fregata inglese Drake sparava ventidue colpi di cannone.
Quattro anni dopo queste insperate onoranza funebri il mare, come se volesse tributargli l'estremo saluto, sommerse Port Royal con un'onda mostruosa che distrusse ogni cosa. Quel giorno Luna dovette faticare molto per riprendersi la maschera di giada.
La penisola di Palisadoes ora è un'isola e l'antico cimitero è scomparso. Il talismano giace in fondo al mare insieme alla spoglia dell'ammiraglio e Luna periodicamente controlla che rimanga al suo posto.