di Mario Antonio PLUTINO
La sicurezza pubblica è la condizione obbiettiva in cui versa uno Stato nel quale siano rispettati i principi che lo reggono onde garantire ai cittadini il tranquillo svolgimento delle proprie attività, garantendo, così, il prosperare di rapporti economici e sociali, e facendo progredire spiritualmente la società.
Al potere esecutivo, cui è destinato il compito di indirizzo politico e di realizzazioni dei fini particolari dello Stato, è assegnato il dovere di garantire la sicurezza del cittadino per mezzo delle forze dell'ordine.
Le Polizie degli Stati sono in sostanza una diga fra la società civile ed il crimine.
Le Polizie non solo hanno il dovere di rispettare le leggi e le istituzioni, ma hanno il difficile compito di farle rispettare ai cittadini "deviati".
Con quali mezzi lo possono fare?
Non v'è dubbio che nella storia delle Forze di Polizia, nei diversi paesi e nelle varie epoche, anche negli Stati moderni e democratici, vi sono attività svolte in "zone grigie", situazioni, cioè, in cui agiscono al fine di garantire il rispetto delle istituzioni e delle leggi sul "confine" di queste ultime.
Ciò non deve sorprendere, nè si deve pensare che ciò può e debba accadere solo negli Stati antidemocratici o totalitari. Anzi proprio in questi tipi di Stato le forze di Polizia hanno meno potere di ciò che appare, e, spesso, la violazione ai diritti dell'uomo e del cittadino sono commesse dal potere politico e dalla magistratura, i quali, in questi Stati, lasciano passare per atti legittimi, comportamenti posti in essere in aperta violazione di diritti sostanziali che sono destinati a garantire la libertà e la difesa del cittadino.
In uno Stato moderno, invece, l'attività delle forze dell'ordine, e quindi l'attività della pubblica amministrazione diretta alla conservazione della sicurezza e dell'ordine pubblico, si estrinseca in un complesso di attività volte a limitare i comportamenti dei privati facendo rispettare i divieti imposti dalle leggi nel pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali.
È pur vero che talvolta gli Stati democratici non riescono ad ottenere successi sul fronte della repressione sia del crimine organizzato, sia della piccola delinquenza.
I motivi sono sostanzialmente due: o un difetto di organizzazione o una disciplina giuridica garantista .
Gli Stati democratici non possono derogare al loro dovere di garantire i diritti e le libertà fondamentali, per cui è fuori dubbio che per combattere il crimine non può reagire ponendo in essere leggi limitative della libertà personale, nè tanto meno interpretando ed applicando leggi dallo spirito garantista, in senso restrittivo della libertà personale, poichè in tal modo destinerebbe a tutti i consociati sia criminali che non, i negativi effetti. Lo Stato, per ovviare a questi inconvenienti si dota, solitamente, di un'organizzazione più efficiente che abbia come sua punta di diamante le Polizie.
Ma se anche ciò non bastasse gli Stati democratici per tutelare la sicurezza pubblica cosa di solito fanno?
Mai come in questi casi i servizi di sicurezza, in senso lato del termine, vanno incontro alle altre istituzioni dello Stato. Il loro compito è quello di difendere, a qualsiasi costo, l'integrità delle istituzioni, la sicurezza del cittadino, il rispetto delle leggi.
A tal fine i "servizi" sono le sole forze che in uno Stato, moderno e democratico, dovrebbero potere, senza destare alcuno scalpore, agire, di iniziativa, sul confine fra il legale e l'illegale, lungo la trincea che separa gli uomini di legge dai fuorilegge, a contatto con questi, ma mai loro amici.
I servizi di sicurezza e le Polizie in tal modo, esercitando un maggiore potere discrezionale sulle indagini e sui metodi con cui queste vanno eseguite, avrebbero la possibilità di incidere come un bisturi su gli elementi deviati della società senza suscitare in questa allarme e preoccupazione .
Ciò è tanto più vero se si pensa che queste forze sono comunque sotto controllo, poichè sia il potere politico sia quello giudiziario, grazie alla loro intrinseca e maggiore capacità di riflessione circa l'individuazione degli interessi e dei valori da tutelare, possono sorvegliare il loro operato attraverso l'emanazione delle leggi e dei regolamenti e per mezzo della loro applicazione ed interpretazione.
Allorquando, negli Stati, invece è il potere giudiziario od il potere politico a debordare in quelle "attività di confine", che sono tipiche delle Polizie o comunque dei servizi di sicurezza, l'effetto e quello di rendere poco efficiente la lotta al crimine, di far apparire tali attività rivolte verso nemici politici o personali, di frustrare l'orgoglio delle Polizie.
Certamente è opportuno dire che queste "attività" devono essere poste in essere con accortezza e da persone "innamorate" delle istituzioni, in caso contrario, ci troveremmo a fare i conti con possibili "golpisti".
Efficienti Polizie, attenti servizi di sicurezza, più ampie facoltà di questi organi sono caratteristiche tipiche di Stati moderni, democratici ed occidentali, la loro frustrazione, i loro eccessivo assoggettamento agli ordini del potere politico e giudiziario, l'assenza di poteri discrezionali non fa altro che rendere meno sicura la Società con evidenti disagi per le persone oneste .