di Franco LANUCARA
Nel 1864 D.I. Mendeleev scriveva: l'oggetto più immediato della chimica è lo studio delle sostanze omogenee, dall'unione delle quali sono formati tutti i corpi dell'universo, delle loro reciproche trasformazioni, e dei fenomeni che tali trasformazioni accompagnano.
Mi capita sovente nelle mie indagini di laboratorio, di mettere a contatto elementi e composti e di studiare i loro rapporti di combinazione, di verificare qualitativamente e qualitativamente i meccanismi che portano alla regolarità ed alle leggi in una reazione chimica semplice o complessa, come una reazione di neutralizzazione, tra due sostanze omogenee quali l'idrossido di sodio e l'acido cloridrico nelle loro soluzioni perfettamente molari, cioè quelle sostanze omogenee che in soluzione si corrispondono esattamente nei loro volumi e che conducono ad una soluzione acquosa di cloruro di sodio, o ad una difficile reazione di ossidoriduzione, dove i meccanismi di reazione si complicano, e dove, per la comprensione del processo ossidoriduttivo, si ha bisogno di conoscenze chimico-fisiche approfondite e di calcoli a volte complessi. Quasi sempre nella specificazione delle varie reazioni di combinazione, nel calcolo della molarità, nello studio dell'atomo, nei processi red-ox per esemplificare il mio lavoro consulto il sistema periodico degli elementi, ricco di mille notizie sulle caratteristiche specifiche di tutti gli elementi conosciuti, naturali o artificiali.
Esso da l'esatta dimensione dei 109 elementi fino ad oggi conosciuti. Per chi ha la chiave di lettura dei dati scientifici della tavola periodica, diventa intelligibile la "radiografia" di ogni elemento, dal primo della scala, il più importante, l'idrogeno, all'ultimo nato in laboratorio con numero atomico 109, l'Unnilennio. Il titolo di vademecum di chimica nel laboratorio, spetta senz'altro di diritto non ai manuali, anch'essi molto importanti, ma al sistema periodico di Mendeleev. Osservandolo di tanto in tanto, valuto che gli elementi realmente importanti per il pianeta e per la nostra vita sono solo 18 su 109. Costituiscono da soli il 99,99% della crosta terrestre e si trovano nei primi 4 periodi della tavola. 11 elementi su 109, invece, costituiscono dal soli il 99,99% di organismi viventi e si trovano anch'essi nei primi 4 periodi della tavola. Altri 15 elementi necessitano agli organismi viventi anche se in quantità molto piccole.
Tutti gli altri alla luce delle conoscenze attuali, non intervengono nei processi vitali. Per leggere la tavola periodica non solo con gli occhi del chimico, dimentico volontariamente strutture elettroniche, numeri d'ossidazione, energie di ionizzazione ed elettronegatività degli elementi. La ricerca si sposta così alla mia memoria.
Nella tabella proposta nel 1666 da G. W. Leibeniz "Dissertatio de arte combinatoria" sull'essenza e la qualità della materia, rappresentata dai quattro elementi di Aristotele, aria, acqua, terra, fuoco, erano già state individuate tante verità. In essa sono descritti i passaggi da un elemento all'altro per perdita o somma delle quattro qualità (secchezza, caldo, umidità, freddo) e tutte quelle combinazioni possibili e non possibili tra qualità diverse. Questa rappresentazione, secondo me costituisce una prima geniale intuizione empirica del sistema periodico.
Quattro elementi da soli costituiscono il 90% della crosta terrestre (idrogeno, ossigeno, alluminio e silicio) e solo 4 elementi costituiscono il 99% degli atomi del corpo umano (carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto).
Parte della crosta terrestre ha dunque elementi in comune con il nostro organismo. Inoltre le azioni più importanti di tutti gli organismi viventi siano essi semplici o complessi, hanno sempre il loro fondamento nei processi chimici. Possiamo dunque affermare che gli elementi chimici con le loro reazioni condizionano il nostro comportamento psicologico. Il sistema periodico, in qualche modo, diventa così lo specchio della natura e delle nostre pulsioni, dell'equilibrio e degli squilibri che riguardano la terra e l'uomo. I gruppi del sistema periodico presentano affinità che si differenziano nei vari periodi. Ogni periodo inizia sempre con un metallo che perde le sue caratteristiche peculiari con l'aumentare del numero atomico, come ad esempio nel terzo periodo che inizia con il sodio, con numero atomico 11 e con caratteristiche nettamente metalliche, fino ad arrivare allo zolfo con numero atomico 16 e con caratteristiche nettamente non metalliche. E per finire poi il periodo con un gas nobile. Nel primo gruppo, invece, (prima verticale del sistema periodico, escluso l'idrogeno) tutti gli elementi sono metallici, hanno caratteristiche simili, la loro configurazione elettronica esterna ha un solo elettrone nell'ultimo livello.
Anche le stagioni dell'esistenza umana e quelle meteorologiche possono differenziarsi in gruppi e periodi.
Così lo svolgimento della vita umana manifesta la sua affinità e la sua continuità con la vita dell'universo: parte della crosta terrestre ha elementi in comune con il nostro corpo che condizionano i nostri umori, così come la terra è condizionata dal caldo e dal freddo. La nascita e la fine della nostra vita non sono altro che una reazione red-ox dove tutto si trasforma e viene restituito al 90% della crosta terrestre ed al contenitore dell'universo: il sistema periodico di Mendeleev.