CAVALIER CALABRESE":

MATTIA PRETI A MALTA

di Gloria OLIVETI
Mattia Preti, nato a Taverna (CZ) nel 1613, morì nel 1699 a Malta. Pittore di molteplici esperienze di formazione si colloca artisticamente nel periodo Barocco, momento storico-artistico molto importante, poiché fu influenzato, tra l'altro, da avvenimenti come i conflitti religiosi, Riforma e Controriforma. Tale periodo fu caratterizzato anche dalle scoperte di Galileo che rivoluzionò il sistema cosmico classico che rimase invariato per secoli. L'arte in questo momento si aprì verso una concezione moderna e la pittura si libera dai condizionamenti del potere ecclesiastico e di conseguenza dal condizionamento che questo esercitava sull'arte facendo dello stile classico uno strumento propagandistico della Chiesa. L'arte si libera così per raggiungere forme movimentate, fantasiose, che si diffondono sia in Italia che in Europa. Nel Barocco l'assoluto non fu più identificato con l'equilibrio statico dello spazio ma fu slancio prospettico, dinamico verso l'infinito. Il punto di fuga, condizionato dalla prospettiva rinascimentale non fu più elemento centralizzante, si innalzò in un punto variabile dell'infinito e tutte le linee di profondità che partivano dal piano, concorsero verso l'alto. Le volte delle chiese e dei palazzi privati si smaterializzarono nelle illusionistiche rappresentazioni delle "glorie dei Santi" o delle famiglie patrizie.
Ho voluto fare questa breve premessa per inquadrare il contesto storico-artistico nel quale operò l'artista.
Mattia Preti si formò culturalmente a Napoli, e giunge a Roma già cavaraggesco ed ivi inizia una rivoluzione coloristica che lo porta a costruire i volumi facendo uso del colore anziché del chiaroscuro. Ancor più, al rientro dal soggiorno fatto in Emilia ed a Venezia, dove trasse la pittura larga del Guercino e del Lanfranco, per poi ampliare gli spazi costruendo composizioni teatrali. Le esigenze della decorazione lo indussero a ridurre gli sfondi scuri ed a usare gamme di colore sempre più luminose così facendo si avvicinò alla pittura del Veronese. Nel 1661 partì per Malta dove visse quaranta anni dedicandosi interamente all'Ordine dei Cavalieri e alla sua attività artistica realizzando così splendidi lavori. Nel '60, durante un soggiorno romano, già lavorava intensamente preparando un progetto da eseguire nella chiesa di San Giovanni di Malta (Chiesa dell' Ordine dei Cavalieri). L'ultimo periodo vissuto a Roma fu per l'artista un momento di grave difficoltà e sofferenza fino a quando non giunse a Malta dove egli ebbe modo di far vedere i lavori preparatori eseguiti. Fortunatamente furono accettati e gli fu accordato l'impegno per poter realizzare il progetto. Lavoro che gli diede merito di essere promosso Cavaliere di Malta. Gli anni compresi tra il 1663 ed il '74 per Mattia Preti furono molto intensi non solo per l'arduo lavoro che comportò la realizzazione delle pitture di San Giovanni ma anche per le attività che svolse all'interno dell'Ordine dei Cavalieri. Tra il '63 e la fine del '66, il Cavaliere calabrese dimostrò la sua eccellente grandezza non solo nel tempio dell'Ordine ma anche in altri edifici dell'isola. Ebbe come compenso mille scudi, dono che non fu equiparabile ai sacrifici ed all'immane lavoro che il nostro artista fece per l'arte e la religione, egli era infatti dotato di una grande fede. L'ultimo ventennio del tavernese a Malta, fu dedicato ad attività amministrative connesse all'Ordine dei Cavalieri ma l'attività artistica fu sempre presente nel suo cuore e nella sua vita. Si dedicò all'illustrazione di opere sacre, decorò edifici pubblici e religiosi in ogni angolo di Malta, si occupò anche di architettura e perfino di fortificazioni militari. Tra le chiese che ospitano le sue opere oltre alla già citata San Giovanni, si possono citare la Chiesa della Valletta, il Duomo della Notabile, le chiese e cappelle di Floriana. Gli archivi di Malta parlano di un quadro dell'artista "L'arrivo di San Paolo a Malta", mandato nel 1687 dal Capitolo della Cattedrale al Cardinale Colonna in Roma, il quale alla sua morte fu donato al papa Innocenzo XII, Sua Santità lo fece riporre nel palazzo del Quirinale. L'amore per l'arte accompagnò sempre il tavernese, anche quando fu afflitto da una cancrena al viso procuratagli per un taglio maldestro del barbiere. Lavorava alacremente per poter essere di aiuto alla povera gente, ai mendicanti. Il popolo maltese venera il nome di Mattia Preti per ciò che il maestro diede: amore, cultura, arte, che da Lui si tramanda nel tempo. Si spense a ottantasei anni all'una dopo la mezzanotte, il tre gennaio 1699.


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