In un libro che ricostruisce documentalmente la storia della `ndrangheta calabrese degli ultimi trent'anni, attraverso dati di cronaca ed atti processuali, collegati in maniera mirabilmente essenziale, Enzo Ciconte apre uno scenario per molti versi nuovo nello studio dei fenomeni criminali legati a quella che per molti anni è stata sciaguratamente considerata una consorteria minore, e che solo le pur controverse rivelazione dei pentiti hanno mostrato nella sua vera luce.
"Processo alla `ndrangheta" (Ed. Laterza, 1996) è un libro che svela come la mafia calabrese sia passata da un tipo di organizzazione fondamentalmente di carattere rurale ad uno che la vede protagonista di enormi traffici illegali, e, pur mantenendo in una morsa mortale il territorio calabrese, è riuscita, grazie ad una rete nazionale ed internazionale di connivenze, collusioni e complicità nel mondo della politica, dell'economia, della massoneria deviata e dei servizi segreti deviati, a diventare una struttura criminale tra le più potenti e pericolose del mondo.
Con il pregio di un intellettuale che non si nasconde dietro reticenti prudenze (vedi i richiami a personaggi come il marchese Zerbi, l'imprenditore Mauro, e il deputato di Forza Italia Amedeo Matacena J.), Ciconte, in questo libro denuncia i sistemi con cui la `ndrangheta ha organizzato il suo potere nella gestione dei flussi finanziari pubblici, del racket, del traffico internazionale di stupefacenti, dei suoi collegamenti con l'eversione fascista e della sua partecipazione diretta alla strategia della tensione. Fatti. Fatti orrendi che, sommati ai crimini brutali delle guerre intestine, hanno macchiato di sangue non solo le città calabresi, ma hanno portato morte e crimine in tutta l'Italia ed in moltissimi altri paesi nel mondo. Un quadro fedele del passato, del presente e forse anche del futuro della mafia calabrese.