Paolo CONTE: IL POETA DELLA MUSICA

di Franco LANUCARA
Ho perso la dimensione del tempo nel piccolo teatro di Cittanova (R.C.) volando tra le note, la musica e le parole sublimate dalla voce dei sax, dei flauti, e delle trombe, dell'eccellente batteria e del dialogo con il pianoforte di Paolo Conte, di tutta la grande orchestra e della fisarmonica eccitante, quando è diventata la seconda voce dell'artista.
Dialogo colorato dalle note di Massimo Pitzianti, attento alle riflessioni della grande musica del maestro.
Un'eccellente orchestra lo ha accompagnato nella fantasia e nella genialità musicale, penetrante come freccia soffiata da una cerbottana.
Poesia e musica condensate tra note che raccontano storie d'amore velate di malinconia. Mai musica e parole sono state così stechiometricamente combinate.
Ho incontrato Paolo Conte nella biblioteca comunale di Cittanova. È stato un breve dialogo il nostro. Non ho voluto fare un'intervista perchè ho pensato non fosse necessaria.
Le stesse domande poste all'autore come altri giornalisti mi sono sembrate ovvie e stonate. Abbiamo parlato d'altro e commentato brevemente una poesia in vernacolo di un autore calabrese di Africo Vecchia. La fine dell'intervista l'ho vissuta nel teatro pieno di vera musica che mi ha fatto volare sugli aquiloni della mia infanzia.
Paolo Conte è apparso forte e attento nella ricerca di una musica che si rende visibile e che fa vibrare le onde mentali. Non a torto il concerto è stato definito dal Sindaco di Cittanova un evento storico musicale; anch'io l'ho vissuto come momento importante che certamente ricorderò prima che il plotone di esecuzione (per dirla alla Marquez) spari la sua ultima musica.
Il piccolo teatro è stato un'oasi dove ho provato, tra la vera musica, "la nostalgia al gusto di Curacao", questa volta con la presenza dell'autore.
Le sue smorfie cantate diventano necessità e fanno meglio comprendere l'arte del dire parole d'amore con la dolcezza e la timidezza dei tumulti del cuore.
Un artista con gli occhi da oceano, ricercato nei testi e nelle languide note che coinvolgono il corpo e la mente.

Mille e piu' volte ho ascoltato "Max", "Un gelato al limon" e tutte le altre sue poesie musicali. Mille altre volte ascolterò le sue note che raccontano la filosofia dell'amore e della vita.
Leggere ed ascoltare le poesie musicali di Paolo Conte è come entrare in una foresta tropicale, dove tutto diventa sogno, dove le forme ed i colori si trasformano in grande orchestra che accompagna e fa emergere ricordi ancestrali. "La grande musica frequenta l'anima, e non si sa perchè, e non si sa perchè".

HELIOS Magazine ANNO II - n.3 HELIOSmagazine@diel.it