di Cristina MARRA
Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini - Macaronì - Mondadori
Un paesino dell'appennino tosco-emiliano alla vigilia del secondo conflitto mondiale, fa da sfondo al romanzo giallo scritto a quattro mani da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli. Due personalità diverse, quella di Francesco Guccini, noto cantautore e autore dei romanzi 'Croniche Epafaniche' e 'Vacca d'un cane', e quella di Loriano Macchiavelli, famoso giallista e inventore dell'ispettore Antonio Sarti, personaggio reso celebre anche da una fortunata serie televisiva.
Dalla loro collaborazione è nato un romanzo giallo del tutto originale e autonomo, che ricorda l'opera del fortunato binomio Borges-Casares. Ambientato tra l'Appennino tosco-emiliano e la Provenza, 'Macaronì', trae spunto da una leggenda cara a Guccini, che dice che se un ubriaco muore nella neve, questa non lo ricopre, ma se ne allontana spinta dall'odore e dal calore del vino, disegnandogli intorno un alone in segno di rispetto. E' proprio partendo da un episodio che riprende questa leggenda, con protagonista lo sfortunato don Quinto Magnanelli, parroco del paese, che, i due scrittori creano intrecci e morti misteriose. Quattro le vittime: il prete, il maresciallo Bargellaux, il francese e l'anarchico. Morti che si ricollegano alle passate emigrazioni dei giovani paesani verso la Francia, alle difficoltà di questi 'macaronì', così chiamati dai francesi, di inserirsi nel mondo del lavoro. Sarà compito del maresciallo Santovito indagare sui gialli tra la gente silenziosa, appartata e umile di quelle montagne. Gente, che la sera si ritrova in osteria a bere e giocare a carte.
L'abilità stilistica dei due scrittori, consente al lettore di immedesimarsi in quei paesaggi e in quelle situazioni e di sentirne quasi gli odori, i rumori e di condividere con loro il gergo e le usanze. Sarà proprio durante una delle tante partite all'osteria, che, Santovito troverà la pista giusta e la soluzione del giallo.
La verità, vi prego, sull'amore- W. H. Auden -Adelphi editore
Il poeta inglese W. H. Auden, definito dal Nobel Iosif Brodskij il massimo poeta del novecento, fu uno di quegli intellettuali europei, che, alla vigilia della seconda guerra mondiale per protesta si trasferirono in America. Auden si stabilì a New York , acquisì la cittadinanza americana nel 1939 e molta della sua produzione letteraria venne scritta nel nuovo continente. 'La verità, vi prego, sull'amore', il cui titolo originale è 'Tell me the truth about love', è lontano dall'endecasillabo scelto dal traduttore italiano, è una raccolta di dieci poesie che auden scrisse tra il 1932 e il 1939. Queste liriche, che come afferma Brodskij nella memorabile presentazione al libro, 'portano in sè l'odore della guerra imminente' e diventano lo specchio delnostro secolo. 'Canzone', 'Calypso', 'Oh cos'è quel rumore', 'Johnny', la cui musicalità e intensità non sono rese pienamente dalla traduzione in lingua italiana, meriterebbero un'attenta lettura del testo a fronte in inglese.
Le dieci poesie di questa raccolta rappresentano il frutto di una profonda conoscenza della condizione umana in cui l'amore si incontra e si contrappone alla disonestà. Un percorso, quello di Auden, che si conclude con "Funeral Blues", struggente e celebre lirica in memoria del suo amore: "non servon più le stella: spegnetele anche tutte;/ imballate la luna, smontate pure il sole,/ svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco,/ perchè ormai più nulla può giovare".
Vittorino Andreoli - Giovani - Rizzoli
Un libro dedicato ai giovani ma non soltanto rivolto ai giovani, è questo di Vittorino Andreoli, affermato neurologo e psichiatra conosciuto dal grande pubblico anche per importanti pubblicazioni tra le quali ' Un secolo di follia', ' Il matto inventato', 'Voglia di ammazzare'. Chi sono i giovani? E' partendo da questo interrogativo che prende le mosse il libro, immergendo totalmente il lettore nel mondo complesso e difficile dei giovani. L'universo giovanile è indagato da Andreoli con delicatezza e profondità, un viaggio il suo che permette di capire il disagio, le violenze, le frustazioni dei giovani, ma anche la loro voglia di fare, di costruire, di vivere per non essere inutili spettatori, ma attori in una società nuova e soddisfacente. L'analisi di Andreoli mira a dimostrare le cause culturali dello smarrimento e del mutamento comportamentale dei giovani. I capitoli, che scandiscono i vari momenti formativi di un giovane (Storia naturale della giovinezza,Anatomia del giovane del tempo presente, Dal disagio alla devianza giovanile, Il giovane, un prodotto della società), dalla pubertà al comportamento sociale e individuale, ai disagi, sembrano rivolti agli adulti, genitori ed educatori, ed ai loro comportamenti e rapporti con i giovani, condizionati dalla routine, dal conformismo e dai pregiudizi.