STORIE DI VAMPIRI- John POLIDORI: IL VAMPIRO

di Cristina MARRA
La fama dello scrittore inglese di origine italiana John William Polidori (1795-1821) legata al suo fortunato racconto "The Vampire", (edizione italiana: Il Vampiro, Newton Ed.) il cui macabro protagonista, il Vampiro Principe delle Tenebre, ispirer molta della produzione letteraria dell'800.
Ma cosa spinse il giovane medico Polidori a fare di un vampiro il protagonista del suo racconto? La scelta dell'autore e la stesura del racconto, apparso per la prima sul "New Monthly Magazine nel 1819, sono alquanto singolari e risalgono al 1816. In quel periodo Polidori soggiornava a Villa Diodati sul lago di Ginevra insieme a Byron, Shelley e Mary Wollstonecraft. Durante una gara di scrittura che prevedeva la composizione di un racconto dell'orrore e in occasione della quale la futura shelley scrisse il suo "Frankenstein", Polidori elabor il frammento di un'opera di Byron e cre il personaggio di Ruthven, l'affascinante vampiro assassino delle sue amanti. Ruthven era anche il nome del protagonista del romanzo di Lady Caroline Lamb "Glenarvon", ispirato a Byron.
Il vampiro di Polidori alto, pallido e tenebroso un aristocratico e si allontana dall'orrenda figura del vampiro rozzo e ignorante delle leggende del tempo. Il personaggio di Lord Ruthven, l'incarnazione satanica di Byron, col quale Polidori visse un rapporto ambiguo di amore-odio, interrotto per volont dello stesso Byron. Ruthven un uomo macabro e attraente che vaga di festa in festa attirando l'attenzione delle donne inevitabilmente' attratte dal suo apparente odio per il vizio'.
Polidori lo descrive come un ' nobiluomo degno di attenzione pi per le sue stranezze che per il rango' e narra in terza persona i suoi viaggi in Europa in compagnia del giovane e ricco Aubrey. Ruthven attratto dai luoghi pi squallidi delle citt che visita e stranamente le sue generose elemosine non sono rivolte agli afflitti e ai bisognosi, ma ai viziosi e ai dissoluti, i quali per misteriosamente verranno colpiti dalla cattiva sorte. Strana influenza quella di Ruthven su ' il perdigiorno, l'accattone e il vagabondo', sue vittime ma in realt vittime di loro stessi, dei loro vizi e debolezze.
Polidori descrive il suo macabro protagonista dal 'pallore mortale' come un frequentatore di tavoli da gioco e di belle e giovani donne e fa aumentare, cos", la curiosit del lettore che aspetta di scoprire pagina dopo pagina le mosse e la vera identit di Ruthven, sul quale gravano velatamente i sospetti del giovane Aubrey. La separazione dei due compagni di viaggio dovuti alla consapevolezza ' che un potere maligno allignasse nel suo compagno', sembra allontanare per sempre Ruthven dalla vita di Aubrey, che, in Grecia trova persino l'amore nella giovane Iante. Le leggende sui vampiri conosciute da Iante e il misterioso luogo di 'ritrovo di vampiri', contrastano con la felicit dei giovani amanti e con la serenit che regna nel villaggio greco, sconvolto di l" a poco dalla tragica morte di Iante, vittima di un vampiro. la fluida narrazione di Polidori povera di particolari ma carica di quella tensione e mistero che caratterizzano il riavvicinamento tra Aubrey e Ruthven, la morte di quest'ultimo e la strana e compromettente promessa di silenzio accettata e mantenuta da Aubrey.
Promessa che graver come un macigno su Aubrey e che riporter prepotentemente la figura del noszferatu Ruthven nella sua vita. La presenza nefasta del vampiro impedir al giovane di evitare la morte della sorella, che, come Iante e le altre giovani fanciulle, aveva ' appagato la sete di un vampiro''!

HELIOS Magazine ANNO II - n.3 HELIOSmagazine@diel.it