Psiche- IDENTITA' E SESSUALITA'

IDENTITY and SEXUALITY: Carlo's kiss

di Pasquale ROMEO
Qualche tempo fa l'istituto di Psichiatria di Messina ha accolto calorosamente la venuta di Romolo Rossi.
Per chi non lo conosce dirò brevemente che insegna psichiatria all'università di Genova ed è membro didatta della società di psicoanalisi rappresentando egregiamente, uno tra pochi, il difficile connubio tra Università e Società di psicoanalisi.
La sua relazione, informale seminario, ha affascinato l'uditorio.
Prendo spunto da un caso clinico, che da lui esemplarmente condotto, è così intriso di elementi esemplificativi e rischia, da solo, di portarci fuori tema.
Il caso è di una adolescente.
Come si sa l'adolescenza ha in nuce tutte le problematiche dell'identità;
L'identità non si eredita geneticamente ma si acquisisce tanto da far assumere ad ogni persona una indiscutibile individualità, un modo di percepire, di autopercepirsi, di essere percepito, di sentire, di essere.
Io in questa sede non farò un'accurata analisi dell'identità così come è intesa in senso classico, costituita da una coscienza dell'Io, da un vissuto somatico, da uno schema corporeo rischiando di essere tecnico e poco comunicativo, ma mi soffermerò sul caso clinico traendo spunti da esso.
Romolo Rossi racconta, con il tono ed il calore della sua voce di "grande vecchio", di aver conosciuto la ragazza tramite la descrizione data dalla madre.
La madre la descrisse astenica, ipersonne, svogliata che egli stesso pensò fosse depressa, ma si accorse subito dopo che "non era così".
Quando la ragazza arriva non corrisponde alla descrizione della madre, anzi appare energica piena di vita. Nella prima seduta la paziente si racconta partendo dal "focus" della situazione: aveva un problema con il suo ragazzo. Il ragazzo è ingegnere, fisicamente grande e grosso e nel contempo molto delicato in quella sintesi mirabile di corposità e spiritualità quasi fiabesca riesce a tenerla come in un batuffolo di cotone, nell'ovatta senza farle avvertire alcun bisogno.
Succede qualcosa. La paziente racconta di avere conosciuto Carlo con cui si bacia.
Si potrà dire niente di strano.
Lo strano è che quel bacio diventa un problema, un problema così importante da compromettere la sua vecchia relazione. Il bacio con Carlo diventa un dilemma, tra il bisogno assoluto, vissuto nella dipendenza dalla madre e rivissuto nel suo ragazzo, la dipendenza dal sostituto materno "grasso e tenero", ad un rapporto di tipo contrattuale, all'esigenza di instaurare un rapporto adulto e come tale fatto di contratti, contratti scelti e dissolvibili.
Allora il terapeuta, Romolo Rossi, si spiega e da narratore impersonale diventa un commentatore, un terzo io romanzesco e dice di aver capito il suo dramma interiore, la voglia di rompere una dipendenza da un ragazzo che continua da 10 anni in diretta continuazione di una dipendenza genitoriale.
Ecco cosa costituisce per l'identità fragile della paziente il bacio di Carlo, costituisce un passaggio da una infanzia fatta di bisogni ad un'età adulta di scelte, diritti, doveri.
Allora Romolo Rossi, quest'io narrante che si inserisce nella storia della paziente e che diventa commentante, può raccontare al suo personaggio il suo commento? O deve astenersi dal farlo? Può raccontare al suo personaggio il dramma che sta vivendo?
E dice soltanto : "Il bacio di Carlo ha stabilito un prima ed un dopo".
In quella frase spiega Romolo Rossi a chi legge il romanzo della vita della paziente, ha voluto imprimere un segnale di Cut-off, per dirimere uno stato pregenitale da uno genitale.
La paziente alle successive sedute, che qui non si posso trattare, rimugina sul prima ed il dopo tanto che il focus si estende e si amplia.
Il focus non è più Carlo ed il suo ragazzo, ma la sua vita, si allarga l'area di conflitto.
Romolo Rossi ricorda ora la discrepanza tra la descrizione della madre e l'apparenza della paziente ed in questo taglia e cuce con il suo metaforico bisturi.
Il posto che la paziente non aveva accettato perché era troppo distante, solo 30 Km, diventa invece più vicino, come più vicina diviene la distanza con la madre.
La madre che sin quando la paziente era piccola non aveva saputo toccarla perché impacciata e rozza nell'accudire, così chè la paziente soffrisse per la mancanza del bisogno, un bisogno assoluto che cercava ed aveva ben trovato nel suo ragazzo, grande come un orso e tenero come un agnello che la coccolava dolcemente senza mai ricordarle l'altra area importante di conflitto: la sessualità.
Una sessualità che nel bacio di Carlo riemerge. Un bacio come un faro nella notte e che illumina tutta l'identità.
Una identità fatta fino allora di dolcezze e tenerezze materne, di bisogni da soddisfare in maniera imperiosa, contro una identità più adulta fatta anche di sesso, ma soprattutto di contratti, contratti che per la paziente sono sede di conflitti. Contro una dipendenza che uguale, costante, di conflitti è priva.
E' proprio quando dentro di lei riemerge la necessità di una identità più adulta, di lasciare il suo ragazzo, che diviene astenica, ipersonne, depressa come diceva la madre.
Dice Romolo Rossi nel suo fare forbito ed eloquente, non sappiamo quale via sceglierà, di certo la più semplice è quella infantile, materna, quella del suo ragazzo di sempre, quella della "restaurazione di un amore" ( a cui dice Rossi "io non credo"). Forse, continua lui, rimarrà con il suo ragazzo anche se in lei si è accesso un faro che le impedirà di vedere come prima, un punto di cut-off che come un crocevia apre nuove strade.
Ecco quindi una storia per l'identità, un crocevia, un riconoscimento della propria strada, che solo una può essere.
Dice Romolo Rossi "bisogna raccontare ad un savio la propria storia" e da questa storia, dalla storicizzazione di sè stessi che l'individuo ha già un sollievo, acquista un valore, un'identità.
Con la propria storicizzazione l'individuo ricerca la propria verità che non è quella storica ma quella narrativa, secondo un libro di Spence.
Un semplice accadimento così banale, come può esserlo un bacio, diventa un problema esistenziale importante.
In molti soggetti psichiatrici accade che dei fatti irrilevanti acquistano un importanza estrema ed inverosimile rispetto ad altri soggetti, o, nell'ambito dello stesso, in situazioni del tutto differenti.
Perciò il bacio di Carlo diviene in un contesto di una identità ancora poco definita come quella adolescenziale l'inizio di un processo di differenziazione che consente di stabilire un prima ed un dopo che prima non esisteva.
L'acquisizione della propria identità è un lungo processo che fermenta in età adolescenziale per realizzarsi in età adulta, un processo in cui bisogna stare attenti a tutti i più piccoli cambiamenti proprio come si fa con il mosto di vino.
Avete mai accostato l'orecchio su una botte che fermenta per sentire i cambiamenti da mosto a vino, ecco cosa succede in adolescenza, ed ogni cambio di umidità di temperatura ecc. diventano importanti per la realizzazione di un buon vino.
Se avete accostato bene l'orecchio avete sentito il fermento sul bacio di Carlo, l'ha sentito anche la paziente, ma senza la ricontestualizzazione, che un bravo terapeuta può fare, quel bacio sarebbe stato solo foriero di disagi distruttivi e non costruttivi.
Ecco che in questo subentra la storicizzazione, che il terapeuta deve condurre, alla ricerca della verità e quindi della identità del paziente.

ENGLISH VERSION


IDENTITY and SEXUALITY: Carlo's kiss

The purpose of this article is an exploration on identity. Starting from a case the author wants to express the difficulty to obtain personal identity. In fact the case is about an adolescent girl and her different way of being.
The whole article starts from Carlo' kiss, the new friend of the patient, that puts in evidence ancient fears. In fact the patient has had a relationship for ten years with her boyfriend, this relation is the direct continuation of the dependence from her mother. Her boyfriend is only a substitute of the mother : big and tender, satisfying her desire for tenderness and affection .
Naturally Carlo's kiss becomes a cut-off point, a borderline between the dependence, the infancy and the adult's world.
At the same time the world of the adults is made of contracts and conflicts that our patient doesn't want to accept. Carlo's kiss is like a lightning in the night.


HELIOS Magazine ANNO II - n.4 HELIOSmagazine@diel.it