di Franco LANUCARA
L'autunno mi porta una grande voglia di percorrere le vie della natura in compagnia delle mie reflex e con la speranza di tingere le emulsioni con il colore del vento che odora di pulito.
Le grandi nuvole bianche volano, e componendosi e ricomponendosi formano strane ombre e riflessi che chiudono angoli d'azzurro cielo che oscura per attimi il verde brillante dei prati.
L'aria della campagna trasporta odori di essenze che dopo la pioggia distillano sulla pelle profumo di fiori spontanei.
L'idea della campagna libera da "distorsioni" fotochimiche mi fa pensare ai gas naturali che compongono l'aria, agli urti elastici delle loro molecole, alla loro danza sfrenata fra terra e cielo.
Vedo così danzare le molecole dell'azoto e dell'ossigeno trasportate su ali di vento, mentre veloci passaggi di gas nobili lasciano scie di stelle cadenti.
Si dondolano sulle foglie degli alberi molecole biatomiche di azoto (N2) e di ossigeno (O2 ) presenti nell'aria che respiriamo.
L'azoto e l'ossigeno presenti nell'aria, possono per processi naturali, reagire tra loro, ad esempio durante i temporali, sotto l'azione dei fulmimi che catalizzano la loro combinazione (N2 + O2 2NO).
La reazione tra i due gas avviene quindi ad elevate temperature portando alla formazione di due molecole di ossido di azoto (2NO) che si decompongono in azoto (N2) ed ossigeno (O2 ), restituendo così all'aria i suoi componenti quando la temperatura si abbassa. Le piccole molecole di ossido di azoto alle alte temperature reagiscono ancora con l'ossigeno dell'aria formando il biossido di azoto (NO2 ).
L'NO2 che si forma reagisce sia con l'umidità dell'aria che contiene acqua allo stato di vapore, sia con la pioggia, formando acido nitroso (HNO2 ) ed acido nitrico (HNO3) che si depositano sul terreno diluitissimi e che vengono utilizzati dalla terra che li assorbe come fertilizzanti naturali.
La natura è sempre capace di organizzare la propria esistenza senza nulla chiedere, gratuitamente.
Il problema assume valori drammatici quando la reazione tra azoto ed ossigeno non è più gestita dal candido autunno della campagna, dall'energia che la natura spontaneamente e generosamente fornisce.
I motori delle automobili e di tutte le macchine che utilizzano la combustione della benzina, fa salire di molto la temperatura nelle grandi metropoli e costringe l'ossigeno e l'azoto a combinarsi, con produzione di ossido di azoto non più facilmente scindibile in N2 ed O2.
Così l'aria stagnante e bollente della città si arricchisce di ossido di azoto (NO), che ha facilità d'urto con nuove molecole di ossigeno.
Nell'atmosfera, normalmente, la concentrazione di ossido di azoto (NO) non è tale da provocare la formazione di NO2 (biossido di azoto).
È improbabile infatti che due molecole di ossido di azoto urtino e reagiscano con una molecola di ossigeno.
Il problema diventa invece sensibile quando la metropoli, densa di aria inquinata (NO, CO, SO2) svegliata dai componenti quando la temperatura si abbassa.
raggi del sole, mette in movimento gli elettroni disponibili a reazioni veloci tra NO e O2. Si forma così nell'aria una miscela di gas (NO, NO2) ad alta concentrazione che danneggia la nostra salute.
La miscela NO, NO2 è il componente principale dello SMOG, dove l'NO2 svolge il ruolo di gas più nocivo.
Lo SMOG fotochimico inizia il suo "lungo cammino" quando le molecole dell'NO altamente concentrate vengono colpite dai raggi solari. Ancora una volta si decompongono e liberano l'ossigeno che avevano intrappolato.
L'ossigeno viene restituito non più come molecola biatomica (O2 ) ma come ossigeno atomico (O) altamente reattivo con elettroni disponibili su livelli energetici più alti, pronti a facili combinazioni.
L'ossigeno atomico incontra necessariamente nell'aria l'ossigeno molecolare e reagendo produce l'ozono (O3), forma allotropica dell'ossigeno. (O + O2O3 ozono).
Nella campagna, dove l'aria è ancora pulita e le temperature normalmente stabili nei valori stagionali, è possibile la formazione d'ozono durante i temporali.
L'odore acutamente agliaceo di questo gas si forma sotto l'azione di intense scariche elettriche associate ai fulmini. L'aria diventa profumata d'ozono secondo un processo che non arreca danni alla natura.
Un'altra storia vive l'ozono prodotto nelle nostre città.
Di certo non ne avvertiamo l'odore. La giungla d'asfalto con i suoi molteplici "profumi", non permette una chiara distinzione e catalogazione al nostro olfatto.
Tra l'altro, l'ozono metropolitano è molto reattivo tanto da poter trasformare mediante ossidazione l'azoto nella molecola dell'NO2, ed anche decomporsi sotto l'azione della luce in ossigeno atomico (O) ultrareattivo ed ossigeno molecolare (O2 ). L'ossigeno atomico può reagire ancora mediante complesse reazioni con l'acqua che provoca trasformazioni che hanno l'effetto immediato di combinazioni con ossido di azoto (NO) e biossido d'azoto (NO2 ) ed anche in radicali liberi di elevatissima reattività.
La luce solare intanto, produce "esplosioni" nell'aria, in quanto questa contiene le molecole ricche di energia di NO ed NO2.
Queste a loro volta producono agenti ossidanti potentissimi come l'ozono (O3).
Questi energici ossidanti possono attaccare gli idrocarburi della benzina volatile e si combinano sintetizzando prodotti chimici altamente nocivi.
L'ozono prodotto dagli ossidi provenienti dagli scarichi dei motori inoltre, libera anch'esso ossigeno atomico.
L'ossigeno liberato, reagisce ancora con l'acqua presente nell'atmosfera sotto forma di vapore e provoca la formazione di radicali liberi ed anche veloci ossidazioni dell'ossido di carbonio (CO) presente innaturalmente nell'aria che si trasforma in anidride carbonica (CO2 ) ed ancora la formazione di idrogeno molto reattivo.
L'idrogeno reagisce con l'ossigeno presente nell'aria e ripropone radicali liberi, che reagendo con l'ossido di azoto (NO), formano biossido d'azoto (NO2) ed ancora altri radicali liberi che facilitano lunghe reazione a catena, che ancora una volta, coinvolgono nella combinazione molecole organiche, libere e volatili, già presenti nell'atmosfera.
La decomposizione fotochimica del biossido di azoto (NO2) può ancora dare origine a specie chimiche di grande capacità reattiva, rese possibili con la luce del sole, e con i suoi caldi raggi inconsapevoli, attraversa l'aria inquinata, "regalando" così alle nostre città il velenoso SMOG.
Il problema, di sicuro, non riguarda l'aria della candida campagna.
Ogni processo chimico fisico le cui reazioni vengono amministrate nei laboratori della natura, e sempre a favore della salvaguardia di qust'ultima e capace di autorigenerarsi combattendo gli agenti inquinanti che gli umani irresponsabilmente producono.
L'inquinamento può ancora essere autogestito dalla natura, se la produzione dei gas nocivi derivanti da rapide combustioni non superano certi limiti.
Il processo di autodepurazione può diventare irreversibile se la quantità e la qualità degli agenti inquinanti incontrollati supera la capacità dei tamponi che la natura mette a propria difesa.
Se la quantità di ossido di azoto e di tutti gli altri gas derivanti da combinazioni non più gestibili dai laboratori naturali e non più capaci di riconvertirsi in gas puliti, allora il problema dello SMOG può diventare allarmante.
Il ricordo dei 4000 morti nella città di Londra del 1952 a causa della cappa di SMOG che rese l'aria per alcuni giorni irrespirabile, dà l'esatta dimensione del problema.
L'autodepurazione subisce un grave danno quando i laboratori naturali devono fare a meno del dio dei venti.
Le città soffocate da eccessive quantità di ossido di azoto e lunghe catene molecolari di veleni stagnanti per innocui movimenti d'aria, mettono a dura prova la loro vivibilità.
Lo SMOG dilata con tutti i suoi componenti che vengono immobilizzati al suolo.
Quando il fenomeno non supera certi limiti, le sostanze inquinanti vengono diluite e disperse grazie ai venti ed alle correnti che mettono in movimento l'aria inquinata formando così un ricambio alle sostanze nocive.
Questi prodotti gassosi si accumulano nell'aria e stabilmente ci accompagnano rendendo in qualche modo labili i nostri umori.
I gas dell'aria, liberi e leggeri, costretti a combinazioni innaturali, reagiscono, restituendo agli esseri umani le loro ansie sotto forma di SMOG fotochimico.