SINCRONICITA' E CASO: IL DIVENIRE NELLA PSICHE COLLETTIVA

di Giuseppe TROMBETTA

C'è qualcosa che è indistintamente
perfetto,e precede la nascita del
cielo e della terra.
Quanto è calmo! E quanto vuoto!
Autonomo ed immutato, vaga in cerchio
senza ostacoli. Si può considerarlo
la madre del mondo. Non conosco il suo
nome. Lo definisco Tao e lo chiamo, ma
è insufficiente, Ciò che è grande.

Lao Tze, VI sec. a.C.



Ha molto colpito l'opinione pubblica di tutto il mondo la catena di tragici eventi che ha segnato questa lunga estate collegando in un triste destino persone così diverse eppure così in grado di suscitare con la loro morte emozioni collettive che travalicano la realtà mediatica per proiettarsi piuttosto in una dimensione archetipica più profonda e coivolgente dinamiche non sempre comprensibili se analizzate secondo una epistemologia della "causalità" di un evento.
Vien da chiedersi perchè la vicenda umana di una principessa inseguita da un malinconico destino o quella di un affermato stilista conclusasi così metaforicamente lontano dalla sua città, possano catalizzare l'attenzione di milioni di persone in quelli che i media ci hanno ormai abituato a definire "eventi planetari". Traspare da tutto ciò un malcelato malessere di fine millennio che si esprime anche nel bisogno di simboli unificanti e collettivizzanti. Ma ciò che colpisce è anche la dimensione "sincronica" della nascita di questi moderni miti attraverso un continuum spazio-temporale in cui la percezione collettiva di eventi paralleli acausali contribuisce a rendere il senso degli avvenimenti che hanno segnato questi personaggi in un lasso così breve di tempo.
Nella vita,come nella scienza,una catena di eventi può presentare un punto di crisi in cui piccoli mutamenti possono determinare effetti che, secondo gli studiosi dei Sistemi caotici, sono indeterminabili con i comuni modelli matematico-statistici proprio perchè essi si realizzano in un sistema aperiodico di quasi-riproducibilità. Un simile evento è noto come "effetto farfalla"(una farfalla che agiti le ali oggi a Pechino può trasformare sistemi temporaleschi il mese prossimo a New York) o, più tecnicamente, come "dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali", concetto introdotto negli anni '60 dal matematico Edward Lorenz nei suoi studi sulla prevedibilità meteorologica.
Le coincidenze significative e la loro capacità di influenzare gli eventi avevano tuttavia già trovato riscontro nel pensiero di Gustav Jung, il quale introdusse il termine di "sincronicità" per descrivere una connessione acausale fra stati psichici ed eventi oggettivi. Egli riprese inoltre una serie di esempi riportati dallo scrittore Wilhelm von Scholz (C.G. Jung, La sincronicità,1952 Boringhieri) di incredibile impatto sul lettore, che spesso vi ritrova piccole esperienze legate alla quotidianità. E' il caso di una madre che nella Foresta Nera aveva fatto una fotografia al figlioletto di quattro anni. Consegnò la pellicola da sviluppare a Strasburgo, ma subito dopo scoppiò la guerra e la donna non fu più in grado di ritirare la pellicola dandola per persa. Due anni dopo comprò a Francoforte un'altra pellicola per fare la foto alla figlia nata nel frattempo, ma all'atto dello sviluppo essa si rivelò impressionata due volte: la seconda immagine era quella fatta due anni prima poichè la pellicola non sviluppata era capitata per caso tra le pellicole nuove e rimessa in vendita.
Jung sostiene che "il principio causale ci dice che la relazione tra causa ed effetto è una relazione necessaria, il principio di sincronicità afferma che i termini d'una coincidenza significativa sono legati da un rapporto di contemporaneità e di senso".
Da migliaia di anni esiste nella filosofia cinese un concetto generale definito col termine di Tao ed interpretato in occidente come "senso". Ora Jung distingue la sincronicità dal sincronismo, in cui non esiste connessione significativa tra gli eventi. Tale distinzione è fondamentale per poterne comprendere i risvolti psicoanalitici: gli avvenimenti sincronici portano l'osservatore in ciò che sta accadendo e sono in qualche modo il riflesso della psiche soggettiva, un mezzo attraverso cui possiamo arrivare ad una migliore conoscenza dei nostri archetipi. Citando l'esempio dello scarabeo che sbatte contro la finestra mentre una sua paziente racconta un sogno in cui compare l'immagine di uno scarabeo d'oro, Jung ipotizza che un contenuto psichico possa venire contemporaneamente rappresentato da un avvenimanto esterno, senza che tra i due fenomeni vi sia una connessione causale. Il suo pensiero risultò essere in pieno accordo con gli studi di Pauli (con cui Jung iniziò una stretta collaborazione) sulla meccanica quantistica che valsero al fisico il premio Nobel per il suo "pricipio di esclusione".
Il "ciò che sta accadendo" presenta inoltre una forte connotazione "qualitativa": qualsiasi cosa sia fatta in questo tempo ha le qualità di questo (e solo di questo) momento di tempo.
1
energia indistruttibile
rapporto costante
mediante l'effetto
(causalita')

____|____

|

rapporto incostante
mediante contingenza
(sincronicita')
continuum spazio-tempo

Nella sua prefazione al "I King", Jung afferma che "quando si laciano le tre monete, o si contano gli steli di millefoglie, questi eventi casuali entrano a far parte sostanzialmente del momento sotto osservazione......la coincidenza di un esagramma con il momento precisoin cui è stato ottenuto non è solo temporale ma anche qualitativa, è l'esagramma l'indicatore dell'essenza della situazione prevalente al momento della sua origine.
E' il senso degli eventi quindi ciò che in ultima analisi può indirizzarci verso una dimensione conoscitiva più profonda dell'umano divenire. La vicenda della principessa triste che non diventerà mai regina ha quindi colpito, ben oltre le facili considerazioni da rotocalco, per essere "dentro il nostro tempo", icona di un mondo in cerca di miti , ma anche vicenda in cui scorgere un sottile ed impalpabile filo che accomuna nella sua imprevedibilità Storia e qutidianità, personaggi illustri ed oscuri cittadini.
Ed è proprio questa forse la forza dei miti, il loro saper andare oltre la loro dimensione terrena, cristallizzati in un destino non scelto ma fermo per sempre nella memoria collettiva.


HELIOS Magazine ANNO II - n.5 HELIOSmagazine@diel.it