LA MACCHINA DEL MOVIMENTO
I muscoli degli arti inferiori
di Paolo CALABRO’
La locomozione dell’uomo, marcia o corsa, presenta caratteristiche cinetiche interessanti, che per molti anni ha interes-sato studiosi di tutto il mondo, dalla medicina allo sport.
Bisogna ricordare che la locomozione dell’uomo è possibile nel modo in cui si attua, solo perché esiste una forza di gravità ed un conseguente attrito tra piede e suolo; muoversi significa quindi vincere continue resistenze e ciò è possi-bile grazie alla sinergia di tutti i fasci muscolari e dei vari apparati deputati alla locomozione.
Possiamo dire sintetizzando che il movimento umano è una funzione senso-motoria che si adatta e si modifica costantemente con il modificarsi delle condizioni ambientali ed individuali.
Fermiamoci ai movimenti più importanti che si possono effettuare con gli arti inferiori ed i muscoli che li determinano.
La posizione dalla quale si eseguono i movimenti, è quella ortostatica con le mani ai fianchi.
Nella flessione della coscia sul busto, si contraggono i muscoli psoas-iliaco, il retto femorale e del pettineo; nella fles-sione della gamba sulla coscia, si ha la contrazione dei muscoli flessori della gamba (il popliteo, il bicipite femorale, il semimembranoso, il semitendinoso; nella supinazione del piede, intrvengono il gastrocnemio (tricipite surale), il soleo, il plantare gracile, il lungo peroniero, il tibiale posteriore, coadiuvati dalla contrazione dei flessori lunghi comuni della dita.
Nel movimento di ritorno alla posizione originaria, intervengono gli estensori della coscia ( glutei, piramidale, i gemelli pelvici), gli estensori della gamba (quadricipite femorale).
Nella abduzione laterale (allontanamento dal corpo lateralmente) dell’arto inferiore, intervengono i muscoli abduttori della coscia (il piccolo e medio gluteo, il tensore della fascia lata, il piramidale); nel movimento di ritorno alla posizione di partenza (adduzione), intervengono gli adduttori della coscia (I, II e III adduttore) e l’estensore della gamba sulla co-scia propriamente detto quadricipite femorale, che agisce come muscolo ausiliario contrapponendosi alla forza di gra-vità.
Analizziamo adesso l’intervento muscolare durante il piegamento delle gambe, tale movimento avviene essenzialmente per l’azione della forza di gravità; ma, all’inizio del movimento, intervengono per ciascun arto i muscoli flessori della coscia, con intervento del grande gluteo che porta in abduzione le ginocchia; nel movimento di ritorno alla posizione di partenza, intervengono i muscoli estensori della coscia (glutei, piramidali, gemelli pelvici), e gli estensori della gamba (quadricipite femorale).
Nel movimento di slancio sagittale (direzione antero-posteriore) della gamba in avanti, intervengono il muscolo ileo-psoas, il retto femorale ed il pettineo con l’ausilio del quadricipite femorale che consente con la sua contrazione di mantenere la gamba distesa sulla coscia.
Invece, nel movimento di slancio dall’arto inferiore dietro, intervengono il grande gluteo, il bicipite femorale, il semi-membranoso, il semitendinoso, nonche’ il quadricipite femorale ed i flessori plantari per tenere l’arto teso.
Passiamo ad analizzare l’intervento muscolare nei movimenti di rotazione interna ed esterna.
Dalla posizione ortostatica, gamba sollevata avanti, si effettua una rotazione in dentro, i muscoli che consentono questo movimento sono: il tensore della fascia lata, i fasci anteriori del piccolo e medio gluteo e la porzione inferiore del gran-de adduttore (terzo adduttore).
Dalla medesima posizione, nell’effettuare la rotazione della gamba verso l’esterno, intervengono in tale azione il muscolo piriforme, i gemelli pelvici, l’otturatore interno ed esterno, lo psoas iliaco, il grande gluteo, i fasci posteriori del medio gluteo ed il secondo adduttore.
Dopo quanto detto, si comprende la necessità di mantenere allenati ed in equilibrio (con un allenamento mirato) i muscoli degli arti inferiori, per avere una economia ed armonia del gesto, che si concretizzi in una migliore sinergia mu-scolare.