di Clelia ZUMBO
Ed eccoci finalmente nell’iper-spazio, navighiamo nella Via Lattea, siamo magicamente sommersi da un’infinita susseguenza di luci. Qui, non abbiamo più la nozione del tempo, nè quella dello spazio; è tutto illimitato, infinito.
Ciò che mi circonda fa pensare a un superamento dei limiti che angustiano la nostra realtà terrestre.
Qui è assente la forza di gravità, noi (Io-Super Io) voliamo con la più assoluta libertà di movimento... Navigando in questo cosmo multidimensionale, incontro il tanto agognato amico E.T.: è alto un metro e quaranta centimetri, ha la pelle del colore dei sogni: il rosa, è ricoperto di madreperla, vengo attratta e incuriosita dalla sua diversità. E’ molto simile a noi umani nel cuore, ma nella mente è libero come lo spazio dove viaggia. E’ entusiasta di accompagnarmi nei suoi tanti pellegrinaggi attravrerso le stelle. Una luce abbagliante mi inonda: è il Sole, l’essenziale fonte di energia. E.T. mi spiega che la stella è simbolo di chiarezza e bellezza. Sulla stella vivino abitanti non di materia solida, ma di energia radiante, inviano radiazioni luminose che favoriscono la crescita dell’amore in tutti gli esseri.
Mi tornano in mente le regioni mediterranee in contrapposizione alle nordiche, meno soleggiate e spesso nebbiose.
L’alieno afferma che nel nostro viaggio incontreremo luce, nebbia, oscurità, ma tutto servirà come combustibile per la nostra vita, il nostro spirito.
Estasiata dall’alato pensiero accetto con fiducia la compagnia del nostro fratello cosmico.
Mentre mi nutro di un pò di polvere di stelle, finalmente non percepisco più la stressante competizione con un avversario invisibile: il tempo. Non ci corro più contro, non voglio più farmi afferrare dalla sua morsa inesorabile... La mia attenzione ora è riversata solo su questo gioco di oscurità e di luce, vengo rapita dal “tutto”, ogni tanto faccio qualche giro su una cometa o su una stella cadente per ritornare subito su, dove tutto mi è soave.
Penso che se non fosse mai notte non potremmo apprezzare l’alba... Pian piano anch’io divento amica delle stelle, sto liberando il cuore alato! E.T. mi sta facendo riscoprire la magia della vita, mi sento tornare bambina. Mi rispecchio nei suoi occhi grandi, pieni di bontà, le stelle si riflettono nelle sue pupille. Chiedo ad E.T. qual’è il nome del suo pianeta, mi risponde che non è confinato in nessuno spazio, in nessuna dimensione, è figlio dell’assoluto. Mi sento riscaldata e rassicurata, qui tutto è amore. Sono folgorata dalle sue sottili vibrazioni. Viaggiando fra le creature dell’universo il mio cuore riscopre quanto sia intenso meravigliarsi come bambini di ciò che ci circonda. Mi sto sciogliendo, E.T. mi aiuta a liberarmi dalle mie catene.
- E.T.: “Immagina che non ci siano paesi, non è difficile farlo...”.
Chiaccherando, facendoci trasportare dalle comete, scendiamo su un pianeta dai colori dell’arcobaleno: lì vi è una civiltà parallela alla nostra, ma si crede di più all’intelligenza del cuore.
E’ il pianeta “Erouc”. Non vi sono presenti città, gli abitanti sono vestiti di bianco, vi sono immense distese di verde con fiumi e laghi di un azzurro molto luminoso. Provo il desiderio di immergermi in quel rinfrescante mondo cristallino. Mi ci tuffo, sento che quell’acqua mi rigenera, mi ci specchio... E’ suggestivo vedere il mio viso rispecchiato insieme ai colori dell’arcobaleno!
Mi riappacifico con me stessa. Riesco a guardare la vita con occhi nuovi, freschi, innocenti.
Qui non esiste denaro, se qualcuno ha bisogno di qualcosa liberamente la prende: tutto appartiene a tutti.
In un avvallamento tra i prati c’è un piccolo anfiteatro, nel quale molti esseri rappresentano uno spettacolo di fronte a un pubblico, non sono simili tra di loro.
- “Suppongo che tutti questi esseri provengano da altri mondi...”, dico ad E.T.
- “Come hai fatto ad accorgertene?!”, scherza E.T.
Ogni gruppo presenta danze del suo pianeta. Ce ne sono cinque di ogni mondo, danzano prendendosi per mano al suono di una melodia sconosciuta, formando un allegro girotondo. Esprimono quello che sentono, stringono legami di amicizia. Il mio cuore accetta e ammira l’assenza di frontiere. Dentro di me percepisco tutto ciò come una specie di “danza della vita”.
Qui è festa tutti i giorni perchè vige il principio fondamentale dell’universo che è l’amore.
Principio scientificamente e spiritualmente provato dagli alieni.
Intanto mi accorgo che vicino a me vola un essere trasparente, irradia una sfera di luce che lo circonda. E.T. mi spiega che il nostro amico sta sperimentando l’amore, la forza più potente dell’universo. E.T. mi chiede se voglio visitare un parco dei divertimenti, acconsento con entusiasmo, in questi posti realtà, fiaba e fantasia si fondono per dare vita a un ambiente molto suggestivo. Arriviamo pian piano in quel magico mondo, vi sono tutti i tipi di divertimento: posti nei quali la gente fa piroette in aria. Sono riproduzioni di luoghi di favola e di esseri fantastici. Nel frattempo mi distraggo dalle rievocazioni della mia infanzia e mi concentro sul movimento delle galassie del cosmo: è una bellissima danza... la danza dell’amore.
Continuando a fluttuare nell’universo scendo su un altro pianeta. Appare un paesaggio idilliaco: una laguna rosa sulla quale scivolano degli uccelli simili a dei cigni forse bianchi, ma il lilla del cielo conferisce le sue sfumature a tutte le cose. Nei dintorni, in lontananza si vedono dolci colline tappezzate di fogliame e di fiori che sembra piccole gemme brillanti, dai diversi colori e tonalità.
Non capisco se sono io in quel paesaggio o il paesaggio è dentro me, o forse formiamo un’unità, ma quello che più mi sorprende è quel fogliame canta!
Due cigni con vari figli, mi guardano attraverso la mascherina azzurra con gentilezza e mi salutano piegando con eleganza il lungo collo. Ricambio inchinandomi appena, ma con grande affetto....