EDITORIALE

di Pino Rotta
Un altro piccolo passo per arrivare assieme ai nostri lettori a varcare la soglia del Terzo Millennio è stata realizzata. Non è che questa “breccia nel tempo” ci dia particolari emozioni ma è innegabile che si senta il fascino del “passaggio epoca-le”. Maestra nella comunicazione, la Chiesa cattolica già da tempo si prepara al Giubileo del 2000, dove aver contribuito ad abbattere tutti i simboli del comunismo compreso il Lider Maximo, Fidel Castro, sconfitto sall’altare di Santa Clara.
Lo spazio si apre ormai concretamente a nuove esplorazioni e si ha sempre più netta la sensazione di essere usciti dalla sola fase del sogno per avviarsi verso una nuova stagione di pionieri che porteranno l’uomo a colonizzare altri mondi, con strumenti scientifici e tecnologici già reali quali le nanoteconologie e l’ingegneria genetica.
Purtuttavia su questo nostro mondo in trasformazione continua si accentua il divario nella distribuzione della ricchezza e nel possesso della conoscenza. Grandi aree del mondo vivono ancora condizioni drammatiche di miseria e di violenza, quali quelle che stanno a pochi chilometri da noi, nella vicina Algeria, che rischiano di fagocitare anche l’Occidente in un nuovo medioevo dominato dalle leggi del mercato, da teocrazie e mafiocrazie sempre più potenti e temibili.
Cosa potrà impedire il dilagare di una nuova stagione di barbarie dopo il fallimento dei sistemi capitalistici e comunisti?
Non abbiamo soluzioni da proporre e diffidiamo da quanti si dicono in possesso di verità miracolistiche; siamo convinti che un’antidoto alla barbarie ed alla fuga nell’irrazionale possa trovarsi nella democrazia della conoscenza. Con il nostro piccolo contributo.
Comincia così il terzo anno del nostro cammino. Affascinati dall’idea di metterci “in mare e navigare” tra la nebbia di una trasformazione culturale in atto, una trasformazione che sta coinvolgendo tutto il mondo in maniera sempre più veloce, abbiamo “spezzato le catene di Prometeo”.
Una nebbia salutare con il sapore dell’incognito in tutti i campi della conoscenza, dalla scienza alla filosofia, dalla dimen-sione biologica a quella tecnologica a quella psicologica.
Nei primi due anni ne abbiamo percorsa tanta di strada e ci piace voltarci un attimo indietro a guardare le sponde della conoscenza che abbiamo toccato, non per trarre conclusioni nè per cercare una “rotta” definitiva. Solo uno sguardo in-dietro “in movimento”, mentre stiamo ancora navigando.
Abbiamo gettato anche noi il nostro piccolo sasso contro il cristallo della filosofia delle certezze infrangendolo in quello che sembrava il punto più fermo di ogni certezza: il tempo. E adesso ne stiamo esaminando i frammenti; il loro spessore, le loro forme, le loro intersezioni.
Abbiamo aperto uno squarcio nella concezione del tempo e ci siamo chiesti che cosa può essere il tempo, se davvero ha un senso parlare di tempo.
Lanciando uno sguardo nell’infinito del spazio cosmico, abbiamo visto passare, ad un soffio da noi, comete provenienti dal buio degli spazi siderali, seguito i primi passi dell’umanità verso la conquista dei pianeti del nostro sistema solare. Abbiamo studiato gli elementi della vita inorganica.
Abbiamo esplorato nelle rocce le tracce delle specie viventi, che da milioni di anni non sono più sulla Terra, ed abbiamo cercato di ricostruirne l’aspetto ed immaginare l’habitat naturale in cui si muovevano, scomparendo quindi per lasciare posto ai primi ominidi e poi all’uomo.
E’ una ricerca sulle vie di evoluzione dell’uomo e delle altre specie naturali, ma è anche un’avventura nello studio dell’evoluzione della mente umana. Una ricerca che ci ha condotti nella nuovissima forma di evoluzione dell’intelligenza: dall’uomo alla macchina, alla macchina intelligente, dal funzionamento della mente umana, ai modelli di riproduzione ar-tificiale dell’intelligenza.
Tramite la psicologia, abbiamo cercato di capire il comportamento dell’uomo che sta vivendo queste trasformazioni, con le sue angoscie ed i suoi desideri, il linguaggio, lo spazio simbolico e creativo.
E abbiamo rappresentato questo nostro presente di sentimenti attraverso i racconti e la poesia, offrendo i fogli bianchi di Helios Magazine a quegli autori inediti, tanti, tantissimi, che rappesentano le fantasie, le paure e le espressioni più pro-fonde dell’animo umano.
Abbiamo fatto tutto questo ospitando tanti autori sconosciuti al grande pubblico dei lettori, ma anche personaggi noti e di grande spessore culturale come il premio Nobel per la poesia Derek Walckott, o come Mario Capanna, Paolo Conte, o scienziati come Paolo Degli Espinosa, Lotfi Zadeh, e Jaieme GIL-ALUJA e cominciamo il nuovo anno con uno dei mas-simi scienziati del nostro tempo il Nobel per la Chimica Ilya Prigogine.
Ed ancora torniamo a discutere del tempo e dello spazio e non sembri strano ma a quelli che, vivendo nel Sud d’Italia, ci segnano come estranei alle tradizioni culturali del meridionale, ci sentiamo di dire che proprio in questa nostra ricerca ci sentiamo fedeli continuatori di quella che possiamo definire la nascita della cultura occidentale: la filosofia classica elle-nistica. Quella sete di conoscenza della quale tanti “tradizionalisti” hanno smarrito definitivamente perfino il ricordo, sazi delle certezze preconfezionate o delle mode angoscianti del nichilismo di chi, guardando tanti bambini, vede sè stesso in-vecchiato, anzicchè vedere uomini e donne pieni di vigore che quei bambini diverranno, navigando verso l’ignoto, senza alcuna meta forse, ma padroni di scegliere qualunque direzione, da percorrere assieme, “parlando della luna, al chiaro di luna, non con la luna”.
Un saluto dalla redazione e da direttore di Helios Magazine.



HELIOS Magazine ANNO III - n.1 HELIOSmagazine@diel.it