RICERCA ANTITUMORI: UN CASO DI BELLA IN CALABRIA?

Intervista con il dott. Italo Saladino

di Pino Rotta
Riprendiamo la nostra indagine sulle ricerche relative alla cura dei tumori (vedi Helios Magazine nr. 5/97) in un momen-to in cui la vicenda del professor Di Bella ha mobilitato l’attenzione dei mass media nazionali, creando tra l’altro qualche perplessità relativa alla conduzione “politica” della vicenda, come fa notare il premio Nobel Dulbecco, responsabile del progetto “genoma umano” del CNR, il quale nei giorni scorsi, forse riferendosi all’incontro che il professor Di Bella ha avuto con i parlamentari di Alleanza Nazionale alla fine dell’incontro con il Ministro della Sanità:”Sono abituato - ha af-fermato Dulbecco - a questioni di biologia, di medicina da risolvere verificando i dati e dando poi un giudizio su questi; mentre invece qui sembra che di dati non ce ne siano, quello che in questa vicenda io vedo è fondamentalmente politica. E questo, per me, è strabiliante.”.
La nostra ricerca continua con l’intervento del professor Italo Saladino.
D.: Mettiamo in evidenza il lavoro di un calabrese. Il caso Saladino come il caso Di Bella? Le sue ricerche hanno avuto un iter burocratico ministeriale?
R.: Certamente. E’ tutto legale. C’è l’autorizzazione del ministero della sanità a sperimentare sull’uomo il nostro vaccino TLP.
D.: Quindi voi avete avuto l’autorizzazione dal Ministero della Sanità per la sperimentazione. Ma state portando avanti questo progetto di sperimentazione?
R.: No perché la mia società di ricerche è fallita. E questo proprio perché ci siamo trovati difronte al muro disonesto del capitale.
D.: Quanto costa portare avanti la sperimentazione del farmaco?
R.: Allora ce l’avrei fatta anche con 500-600 milioni ed avrei dato il vaccino anti-cancro, che è una terapia immunologica. D.: La differenza con il farmaco di Di Bella qual’è?
R.: Non lo sappiamo. Io non conosco il meccanismo d’azione del farmaco di Di Bella o il cocktail o la composizione che lui fa in questi farmaci che somministra, che cosa ci mette.
D.: Il professor Di Bella sostiene che questo suo cocktail agisce attraverso una inibizione della riproduzione di alcune cellule.
R.: Potrebbe sfociare anche in un concetto di antigeno anticorpo, di reazione immunologica che praticamente difende be-ne se si forma una cellula killer.
D.: Rispetto a questo meccanismo che inibisce la nascita, il suo TLP, a che livello agisce?
R.: Il TLP è una proteina che noi estraiamo dal tumore umano. E’ un antigeno cosiddetto di superficie che noi usiamo come stimolante l’immunità naturale a cellula mediata. Cioè noi mandiamo in circolo una sostanza che stimola la capacità immunogena dell’organismo del soggetto a mandare avanti sentinelle che vigilano sulla cellula tumorale, sui vari tipi. Questi antigeni che producono questi anticorpi sono quegli anticorpi che riconoscono il nemico e lo mangiano subito. Avrà un’azione del genere anche il farmaco di Di Bella? Io non lo so. Lui lo potrebbe dimostrare. Ma noi siamo pronti ad usarlo.
D.: La sua terapia invece, su quanti casi è stata provata?
R.: Guardi io ho una casistica di oltre mille casi che ho curato, con molte sopravvivenze lunghe, anzi ho ancora molti casi di sopravviventi clinicamente guariti, però io dimostro che attraverso la terapia, da quando li abbiamo presi noi fino a tutto il periodo della terapia, i vari movimenti che ci sono stati sia dimostrati con le risonanze magnetiche, con le indagini radiologiche con le tomografie assiali computerizzate, con le ecografie e con gli esami di laboratorio principalmente, e anche con l’andamento bilico, l’aumento di peso, insomma tutte quelle cose negative che porta il tumore, la neoplasia, noi queste cose le abbiamo bloccate ed abbiamo dimostrato che anche i max, per esempio, tumorali miglioravano e scen-devano di titolo. Quindi nel monitoraggio che noi facevamo vedevamo che il quadro migliorava e il miglioramento clinico che noi vedevamo, l’aumento del peso, la ripresa del soggetto, il reinserimento nel lavoro, questi erano dati che comba-ciavano coi risultati delle ricerche di laboratorio.
D.:. Lei ha avuto l’autorizzazione ministeriale alla sperimentazione nel 1982. Per poterla ottenere quale tipo di documen-tazione scientifica ha dovuto presentare e che iter ha seguito il ministero?
R.: Allora riguardo all’iter, noi abbiamo fatto la richiesta, abbiamo presentato il prodotto, è stato pubblicato su molti la-vori scientifici, abbiamo detto come era prodotto, il ministero ha controllato attraverso il Consiglio Superiore della Sani-tà, l’Istituto Superiore della Sanità, ed ha visto che il prodotto che noi avevamo fatto era un prodotto organico e poteva essere somministrato ai soggetti in quanto era come un vaccino normale, come quello antipolio, antitifico, antitetanico ecc.
D.: Continuerà la sua battaglia per la produzione del vaccino?
R.: Certamente, questo è il mio lavoro.


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