INCONTRO CON IL SEN. ANTONIO DI PIETRO
Intervista a cura di Pino Rotta


L'intervista che il sen. Antonio Di Pietro ci ha concesso, è stata registrata durante una tappa del suo giro per la raccolta delle firme per la promozione del referendum abrogativo della legge elettorale per la parte che prevede l'assegnazione di una quota dei seggi con il sistema proporzionale.

D.: Perchè l'abolizione della quota di proporzionale dovrebbe essere un vantaggio per la democrazia? in fondo il proporzionale significa: una testa uguale un voto.
R.: Perchè il proporzionale prevede un aumento indiscriminato di partiti, noi non siamo contro i partiti siamo contro i troppi partiti, con il sistema proporzionale ogni partito ha necessità di mantenere la propria visibilità e quindi all'interno delle coalizioni opera e lavora per avvantaggiare innanzitutto sè stesso, la sua esistenza i suoi obiettivi. Abbiamo così che quando si formano delle coalizioni, le coalizioni subito dopo le elezioni, i singoli rappresentanti più che rappresentare la coalizione finiscono per rappresentare sempre e solamente i propri partiti. Abbiamo quindi che le coalizioni non sono delle coalizioni omogenee ma soltanto di tipo elettorale, abbiamo quindi che dal giorno dopo delle elezioni ricominciano a litigare tra di loro. Noi vogliamo delle coalizioni omogenee, stabili e durature per questo vogliamo una riduzione del numero di partiti, 47 sono veramente troppi.
D.: Non vede nel sistema maggioritario un rischio per la partecipazione dei cittadini alla politica?
R.: No il rischio non c'è assolutamente. I cittadini non partecipano alla politica se e quando vedono che non funziona, allora essi si disaffezionano. C'è da notare una cosa. Io sono da due mesi che giro piazza per piazza, città per città, e ho sempre trovato le piazze piene ad accogliere e ad ascoltare quello che avevo da dire, quindi questo è un appello che bisogna rivolgere a tutti i politici: meno stanze, meno palazzi, meno mass media normali, più gambe, più piazze, più paesi, più contatto diretto con le persone; i cittadini hanno bisogno di contatto diretto, non di un contatto mediato attraverso la carta stampata o attraverso patinate interviste televisive.
D.: Però nei paesi dove il sistema maggioritario puro è ormai affermato c'è un calo della partecipazione ai momenti elettorali, un calo della partecipazione dei cittadini...
R.: Anche in Italia dove il sistema maggioritario non è affermato c'è un calo della partecipazione dei cittadini, ciò vuol dire che il problema della partecipazione dei cittadini non è legato al maggioritario o al proporzionale, questo è un falso problema di chi vuol falsamente rappresentare la realtà dei cittadini. Ripeto la diminuzione dell'affluenza dei cittadini alle urne è dovuto alla disaffezione dei cittadini verso il sistema politico, non verso il maggioritario piuttosto che il proporzionale. Non c'azzecca proprio niente questa questione!
D.: In prospettiva lei vede il sistema istituzionale italiano più indirizzato verso un modello di tradizioni europee o americane?
R.: E' una domanda troppo generica, deve permettere. Di tipo europeo vuol dire tutto e vuol dire nulla. Dipende da quale paese o se si riferisce direttamente alla Comunità Europea. Il nostro paese fa parte della Comunità Europea, ci è entrato proprio adesso a pieno titolo, quindi sicuramente è un paese che lavorerà per l'Europa, ma anche l'America è un paese che lavora ormai per la globalità, dipende quindi dal punto di vista. Io però sarei meno esterofilo in queste cose; il nostro paese è un paese che deve rivendicare una sua individualità, la sua sovranità ma deve ovviamente partecipare, perchè ha deciso di partecipare all'Europa e quindi deve rispettare le regole europee. Io personalmente, oltre ad essere ovviamente tra quelli che sono estremamente favorevoli alla costruzione dell'Europa unita, sono anche favorevole a che l'Italia in nome di interessi europei possa anche rinunciare a momenti di affermazione, non della propria sovranità perchè questa è irrinunciabile evidentemente, ma per esempio alla moneta unica, per esempio all'economia che deve più globale, per esempio la fiscalità che deve essere uniforme da tutte le parti... a proposito, stiamo parlando di una grande Europa e poi all'interno dell'Europa ci sono tante isole ancora di paradiso off shore, quindi tante volte andiamo a cercare sistemi paralleli di persuasione all'esterno quando ce l'abbiamo dentro casa, non solo dentro l'Europa ma anche dentro casa propria.



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