Società
'68 e LA STORIA CONTINUA...


di Pino ROTTA (nella foto in basso Mario Capanna,a Milano nel 1968)


Mario Capanna non è nuovo alle imprese letterarie, scrivere, così come parlare, per lui è un fatto "naturale", quasi una necessità per tenere vivo non un corpo ma un pensiero.
Ha 53 anni l'ex lider del Movimento Studentesco del Sessantotto. Ha la sua brava e molto "sudata" laurea in Filosofia, attivista continuo della politica per scelta di vita. Già Segretario di Democrazia Proletaria, Consigliere regionale della Lombardia, Europarlamentare e Consigliere comunale di Milano è, da sempre, prima di tutto, un pacifista ed un ambientalista.
Già dieci anni fa con "Formidabili quegli anni" (1988, edizioni Rizzoli) aveva tracciato un quadro tra la storia e l'aneddotica politica del Sessantotto, la narrazione di un periodo che lo si voglia o no ha cambiato il nostro modo essere e di sentire, non solo in Italia ma nella stragrande maggioranza dei Paesi di tutto il mondo.
Leggendo quel libro, ma anche gli altri che lui ha scritto (Arafat (1989, Rizzoli), .... e la Terra sia un colloquio universale (1993, Petruzzi), Speranze, il Fiume della prepotenza (1996, Rizzoli) si ha l'impressione che Capanna non parli, non voglia parlare, ne di storia ne di politica sono le persone che lo interessano. Lui racconta storie di uomini e di donne e tramite le loro storie racconta la storia e la politica.
Oggi, a trent'anni dal Sessantotto, Mario Capanna pubblica "Lettera a mio figlio sul Sessantotto" (Ed. Rizzoli) e non si smentisce, non vuole fare una celebrazione (nel libro-diario, dopo la premessa, a pag. 19 dice: "Il Sessantotto, da noi non è mai esistito.", con questo che sembra un paradosso inizia a spiegare "gli anni" del Sessantotto, prima e dopo) ma lo racconta a suo figlio per come lui l'ha vissuto, con i suoi dubbi, ma anche con la cruda descrizione di una realtà di quegli anni sclerotizzata ed autoritaria.
Il centro del diario-racconto naturalmente è il mondo studentesco, l'università, ma i personaggi che sono italiani e stranieri studenti, docenti, rettori, politici. Capanna racconta a suo figlio non solo quello che è stato il Sessantotto in Italia, come lui lo ha vissuto in prima persona, con le scuole e le università occupate, e poi gli operai e gli studenti insieme nelle piazze e gli scontri con la polizia, ma racconta anche il Sessantotto nel resto del mondo e non poteve che essere così perchè il Sessantotto è dilagato in ogni angolo del pianeta dovunque ci siano stati studenti, il Sessantotto è stato il Movimento Studentesco e la sua voglia di cambiare il mondo.
Anche nel modo di affrontare la narrazione Capanna è un sessantottino, usa il linguaggio per forme di sintesi e di simboli, quasi con degli slogan, ma sono slogan, in questo caso citazioni, che toccano sia la ragione che i sentimenti, proprio quello che accadeva nel Sessantotto.
I capitoli del libro, dieci in tutto, iniziano con altrettante citazioni di personaggi storici.
Credo che sia proprio il caso di trascrivere queste citazioni, perchè in esse per come vengono inserite nel libro e per quello che voglio significare vi è il senso di come Capanna vede la realtà, la vita che si muoveva in quegli anni ma anche il suo modo di essere rimasto fino ad oggi coerente a quei valori che esprimevano voglia di cambiare per amore della vita e degli altri, l'amore come apertura al mondo, senza retorica, anzi quasi timidamente.
Capitolo I
"Che cosa, dunque è il bene? E' la conoscenza della realtà. E il male? L'ignoranza. (Seneca)"
Capitolo II
"Seminare non è così faticoso come raccogliere. (J.W. Goethe)"
Capitolo III
"Che cosa vi aspettavate quando si sciolse il bavaglio che aveva reso mute le loro bocche? Che cantassero le vostre lodi? (J.P. Sartre)"
Capitolo IV
"I grandi ci sembrano tali solo perchè siamo in ginocchio... Alziamoci! (Les Révolutions de Paris)"
Capitolo V
"Abbiamo fratelli in tutto il mondo. (S. Carmichael)"
Capitolo VI
"Il possesso della forza corrompe inevitabilmente il libero giudizio della ragione. (I. Kant)"
Capitolo VII
"E' da allora che il potere va in giro nudo. (E. Balducci)"
Capitolo VIII
"Quante strade un uomo dovrà percorrere, prima che possiate chiamarlo uomo? (B. Dylan)"
Capitolo IX
"I successi del capitalismo non riusciranno a seppellire la domanda democratica di un' società. (F. Furet)"
Capitolo X
"Contestate e create. (L. Geymonat)

Se il Sessantotto è una storia, possiamo sicuramente dire che... continua.....


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