Intervista a Giorgio LA MALFA

A cura di Giorgio Neri e Pino Rotta


D.: Il PRI si prepara al congresso, altri partiti in Italia celebrano i loro primi congressi.

R.: Il nostro è il 40, il partito tuttavia si sta rinnovando, qui oggi c'erano moltissimi giovani, stiamo portando avanti la battaglia sulla scuola, vediamo moltissimi giovani nelle manifestazioni, anche stamattina al Liceo Scientifico. La battaglia per la Scuola, la scuola pubblica, scuola di tutti. Gli insegnanti della scuola pubblica, come tutti gli italiani, fanno il loro dovere, bisogna incoraggiare il loro lavoro.

D.: Lei ha riportato oggi la lunga tradizione del PRI, una storia secolare con un grande bagaglio di idee.

R.: Beh, lei sa che noi abbiamo portato avanti tante lotte come... il suffragio universale, la lotta contro il fascismo, l'Europa, a ciascuna di queste tappe è legata la storia gloriosa del PRI.

D.: Voi siete in sintonia con le forze laiche e di sinistra.

R.: Sì, perché noi siamo alleati nella coalizione di centro-sinistra, sappiamo che ci sono dei valori che è necessario avere un partito che incarni questi valori laici, noi siamo un partito di minoranza ma un partito di idee e di valori ideali che ha avuto in passato e continua ad averli.

D.: Onorevole, una delle battaglie del PRI è l'entrata in Europa, condotta da sempre, ed oggi?

R. Si, noi oggi diciamo che l'Europa senza governo europeo, l'euro la moneta, senza la politica economica non è la risposta ai problemi. C'è una nuova battaglia, c'è la battaglia per il Governo e la Costituzione Europea, il tema della nostra campagna elettorale.

D.: Repubblicani e Risorgimento. Quest'anno si celebra il bicentenario della Repubblica Partenopea, che fu un pò anticipazione del Risorgimento. Lei pensa che si è compiuto il Risorgimento in Italia.

R.: In un certo senso, il Risorgimento in Italia si compie con l'Europa, si compie con la nascita dell'Europa. Quindi in qualche modo, in fondo, Mazzini aveva fondato contemporaneamente la Giovine Italia e la Giovine Europa.

Cattaneo dice: "L'Europa risolverà i suoi problemi quando ci saranno gli Stati Uniti d'Europa. Quindi in questi grandi apostoli del Risorgimento e della tradizione repubblicana c'era già l'anticipazione ...quindi, in un certo senso, sì la risposta è che la nascita dell'Europa è il completamento di un processo, però è anche l'inizio di un cammino. Quest'Europa, l'Europa della moneta, non è l'Europa che sarà sufficiente per dare un volto umano all'Europa, servirà l'Europa della politica.

D.: Due dei punti nodali e cruciali del Risorgimento hanno segnato la storia dell'Unità d'Italia, la conquista dei due grandi Stati che frammentavano l'Italia cioè lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. Oggi la questione della parità scolastica sta riportando a galla, anche vivacemente, la questione dei rapporti con la Chiesa: qual è la posizione dei repubblicani in questo momento?

R.: Abbiamo una posizione molto semplice. Senza entrare in queste questioni fino in fondo, la Costituzione non consente il finanziamento delle scuole private, lo dice l'art.33 e quindi chi ha voglia di dare questo finanziamento deve avere la dignità e il coraggio di produrre una modifica della Costituzione. I sotterfugi non sono la risposta a questo problema.

D.: Il rapporto tra la Chiesa e l'Italia è un rapporto che continuerà a fondarsi sui Patti Lateranensi, a distanza di quasi un secolo, la Chiesa cattolica, deve ancora essere una cerniera tra Stato e società italiana?

R.: Io penso che, nella coscienza dei cattolici più moderni, il concordato sia stato già superato e forse la Chiesa dovrebbe rinunziare al concordato. Certo, se continuano persistenti domande, come continuano a fare, per ulteriori vantaggi fiscali, economici ecc..., allora si porrà la questione se possiamo accettare il Concordato o se dobbiamo chiederne la cancellazione.

D.: Un'ultima domanda. In questo periodo, in questi ultimi mesi, due grandi forze che sono apparentemente contrapposti, la massoneria e la Chiesa, si stanno avvicinando e stanno tentando una strada comune. Non è una contraddizione, soprattutto per una forza laica come la massoneria cavalcare questo genere di cose; non è anche un elemento di contraddizione nella tradizione repubblicana?

R. Sì, la tradizione repubblicana non si identifica nella tradizione della massoneria. Molta presenza massonica nel partito c'è ma, naturalmente, è un'associazione che ha la sua storia, fondata su certi valori spirituali, può darsi che essa si voglia avvicinare alla Chiesa. Io credo che, comunque, i principi di uno stato laico vanno difesi indipendentemente dai rapporti che possono avere le associazioni spirituali

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