Società

editoriale - PROFANATORI DI CERTEZZE

di Pino ROTTA

Siamo arrivati al primo numero del quarto anno di Helios Magazine l’ultimo di queste Millennio, ben trovati e grazie a tutti coloro che ci hanno scelti. Speriamo di continuare a far meglio.

Il quarto anno è un passaggio importante, possiamo considerarci "svezzati". 1999, come dire quasi 2000, eppure il quarto anno non riesco a pensarlo se non in corrispondenza tra il terzo ed il quinto. Scusate non vorrei che sembrasse una banalità, ma questo clima da fine millennio mi ha un pò stufato, la vita non è un libro a capitoli; inizio, fine, anni o millenni sono tutti concetti che sappiamo bene ci servono per dividere i nonni dai nipoti, l’ultima busta paga dalla prossima, l’ultimo amore da quello che deve ancora venire o le righe che mancano alla numero 45 dell’editoriale.

Il tempo è una fonte di speculazione costante per Helios Magazine, ma in questo numero, forse anche noi presi dal clima da Terzo Millennio, ci siamo un pò lasciati andare a raccontare i fatti del tempo e della storia. La storia della Terra. La storia fatta dai vinti? La storia come casualità imperscrutabile? La storia che è solo quello che conosciamo, perchè ciò che non conosciamo, per noi, è come se non fosse mai esistito. In questo numero abbiamo cercato di mettere un pò di luce sulla storia fatta dalle Donne, tra sentimenti e contraddizioni, capire anche le contraddizioni serve a capire la storia.

Il rapporto di causalità degli eventi storici e la "amoralità" di eventi e fatti non hanno fautori unanimi.

L’epoca in cui viviamo è un momento in cui lo spirito critico, e quindi anche quello rivolto alla storia, sta vivendo un periodo in cui sono entrate in crisi gli strumenti tradizionali di indagine della realtà. Questo non è un male!

Le categorie di pensiero troppo rigide non riescono più a soddisfare ne i filosofi ne gli scienziati, figuriamoci gli storici che sono da sempre considerati dei "profanatori di certezze".

Ma se lo storico è uno che di certezze da smontare ne ha sempre avute a volontà, lo scienziato, che non vuole vedersi relegato al ruolo di stregone, rimane imprigionato da una parte nel suo essere scettico per vocazione e dall’altra dal bisogno di certezze (prove) che, soprattutto quando è in crisi, l’uomo manifesta con forza, e se la scienza non soddisfa questo bisogno questo cerca altri lidi, magari più esotici ed ammalianti, concettualmente di certo più "popolari".

Sembrerebbe una strada senza via di uscita.

Lo scienziato smonta pezzo a pezzo ed in continuazione la realtà, il filosofo la interroga senza soluzione di continuità, lo storico non accetta più di dare un senso determinato ed unitario degli eventi. Ne viene fuori un uomo frantumato, ancora e sempre perso nell’infinito di un’esistenza che non riesce a spiegare.

In questa situazione tutte le certezze, soprattutto quelle tradizionali, tutte le radici, tutte le appartenenze diventano steccati dietro cui si cerca rifugio. La razza, la famiglia, la religione, la patria tutti termini che avevano perso negli anni sessanta il loro senso di positività si ripropongono in questa fine di millennio come la classica ciambella di salvataggio in mare in tempesta.

Istituzioni e linee di pensiero che sembravano essere tramontate o comunque in ineluttabile declino, mostrano uno slancio insperato di vitalità.

Ecco che la storia diventa ancora paladina di morale, di senso di vita, di riferimenti etici e religiosi.

Ci chiediamo se così non si rischia di ricadere in tragiche rivisitazioni apologetiche degli eventi del passato?

La storia come maestra è uno dei fondamenti morali della società, ma se invece guardiamo la storia come strumento di indagine allora non c’è più una storia, allora dovremo parlare di "storia del...".

Ogni elemento della realtà fisica e spirituale non può essere decontestualizzato dal tutto in cui si manifesta ed agisce anzi interagisce.

Come si fa a parlare di ambiente se non si parla di scienza, come si può parlare di scienza se non si parla di religione, come si può parlare di religione se non si parla di storia. E di tutte queste cose non si può che parlarne in un contesto unico di lettura lineare, occorre cercare le relazioni in un continuum ininterrotto.

Con questo numero di Helios Magazine per noi la storia continua e speriamo che la nuova veste grafica e la nuova impostazione di alcune rubriche sia di vostro gradimento.

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