Lo specchio di Dioniso: il “Grande Cugino”

ambiente e tecnologia

EOLOMANIA

Di Francesco LUCA'


E' da quando l'energia elettrica ha raggiunto la condizione sine qua non per la nostra sopravvivenza, sul pianeta terra, che ci si è arrovellati sui metodi per produrla, in quantità sempre maggiori, per soddisfarne la domanda, sempre crescente, ad un prezzo accessibile all'utente medio. E' un po' il problema del gatto che si morde la coda, in quanto, i generatori di energia elettrica, per produrla, abbisognano a loro volta, di una qualche forma di energia che li faccia funzionare. Fino a oggi, la stragrande maggioranza delle centrali elettriche funziona a olio combustibile di derivazione petrolifera, la rimanente parte è affidata all'energia idrica (ove vi sia un fiume da inscatolare). Chiaramente, lo scarseggiare della risorsa petrolifera nonché la necessità impellente di diminuire le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, hanno spinto verso l'individuazione di fonti energetiche alternative. Tra le fonti energetiche alternative quelle che destano maggiore interesse dal punto di vista ambientale sono le cosiddette fonti rinnovabili e cioè l'energia solare e l'energia eolica. Una centrale eolica è quindi un impianto che ha la capacità di convertire l'energia eolica in energia elettrica, dando luogo al raggiungimento di quell'importantissimo, se non vitale, obbiettivo che è l'emissione zero. Allora perché non nascono centrali eoliche in ogni dove? La risposta sta in tre punti fondamentali: a. la difficoltà nell'individuare i siti più convenienti (con situazione eolica più favorevole) dove installarle. b. l'elevato costo delle giranti eoliche oggi disponibili sul mercato. c. l'aleatorietà del sistema costi-benefici dovuta alla fluttuazione annua della produzione di energia elettrica e alla non certezza sulla remunerazione del kilowattora, dovuta alla sua ancora breve vita. Del primo aspetto ci si rende subito conto se si pensa al fatto che non si realizza una centrale elettrica, di qualunque natura essa sia, per poi dedurre quanti kilowattora è capace di produrre, ma, conoscendo a priori il numero di kilowattora di cui si necessita si vuole, in funzione di essi, dimensionare la centrale che li dovrà produrre E' intuibile da chiunque che una centrale eolica ha una produzione strettamente connessa con la situazione eolica del sito che la ospita e quindi è di vitale importanza effettuare un monitoraggio molto attendibile della situazione elica di un sito candidato ad ospitare una centrale eolica. Una campagna di misurazioni della velocità e della direzione del vento per un sito, perché sia attendibile, richiede dai tre ai dieci anni, con i costi che si possono immaginare. Tali campagne di misurazioni sono state comunque avviate (quasi tutte da privati) e al momento si intravede una concreta possibilità ad ospitare delle centrali eoliche per molte zone costiere dell'Italia centro meridionale e della penisola Iberica in Europa, e per moltissime zone dell'Africa. Il secondo tipo di difficoltà è legato sostanzialmente al bassissimo numero di aziende che producono giranti eoliche, quindi alla mancanza di competitività nel settore. Per il terzo aspetto c'è da dire che nel campo della produzione di energia da fonte rinnovabile le valutazioni economiche vanno oltre il semplice confronto costi-benefici. Nonostante tale principio debba essere rispettato, nelle aziende di produzione, pubbliche o private che siano, vi è un ulteriore confronto, da valutare: quello tra costo e valore dell'energia prodotta. Nel campo dell'energia eolica, ormai da tempo, sono state individuate, con precisione, le voci di spesa e gli algoritmi che le qualificano, si è in grado, quindi, di calcolare con sufficiente precisione il costo di un impianto esistente e di stimare il costo di un impianto da realizzare. La metodologia di calcolo del kilowattora eolico fa riferimento a quella adottata dall'IEA (Internetional Energy Agensy) . Tale metodologia è quella usata anche da molte società elettriche nelle proprie valutazioni. Si tratta del metodo basato sul cosiddetto "tasso d'interesse reale", definito come la differenza fra il tasso d'interesse di mercato e il tasso d'interesse d'inflazione, e perciò basato sulla stima del valore attualizzato dei costi sostenuti durante l'intera vita dell'impianto. E' qui che si innestano gli elementi aleatori dovuti alla previsione del divenire dei tassi, che può non essere fedele ad alcuna legge matematica, nonchè al divenire dell'energia eolica disponibile e ogni anno diversa. Aldilà delle difficoltà tecniche, tra le tecnologie alternative che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, quella eolica è la più sviluppata e disponibile sul mercato: a tutt'oggi risultano installati nel mondo aerogeneratori per una potenza globale superiore a 3000 MW (Megawatt) che producono ogni anno quattro miliardi e mezzo di kilowattora puliti, con un risparmio di un milione di tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera. In Italia lo sviluppo della tecnologia eolica è stato ritardato da carenze programmatiche e normative nonché dalla mancanza, almeno in passato, di efficaci incentivi economici; la potenza oggi installata sul territorio italiano ammonta a circa 17 MW. E' opinione diffusa che il vento sia, tra le fonti rinnovabili, quello che si sta avvicinando maggiormente alla competitività con le fonti tradizionali per produzione di energia elettrica. Questa opinione è confermata dal rapido sviluppo che gli impianti di generazione di fonte eolica collegati alle reti elettriche (le così dette "wind farm") hanno già avuto negli USA e in diversi paesi dell'Europa a partire dalla metà degli anni Ottanta. Fissando l'attenzione sui paesi industrializzati, è da rilevare che la maggioranza degli impianti eolici di produzione sono stati finora installati per scopi d'investimento da privati cittadini o da società private, a ciò incoraggiate dagli incentivi concessi dai rispettivi governi sotto varie forme (contributi in conto capitale, tariffe di favore per l'energia immessa nelle reti delle società elettriche, sgravi fiscali). Anche se attualmente si va registrando un crescente coinvolgimento delle società elettriche nel settore, è da ritenere che lo sviluppo della fonte eolica continuerà a essere affidato anche in futuro, per una quota consistente, ai privati. La fonte eolica, infatti, per le sue caratteristiche, si presta in modo particolare ad essere sfruttata dai produttori indipendenti mediante impianti di potenza anche modesta dispersi sul territorio. La speranza è che comunque una fonte di energia ad emissione zero non venga strangolata dalle squallide leggi di mercato.


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