di Antonella Cinzia Marra
Il Mesozoico, ovvero l'Era di Mezzo, dovrebbe meritarsi l'appellativo di Era dei Dinosauri. In questo arco di tempo, che va da 235 milioni di anni fa fino a 65 milioni di anni fa, questi Rettili hanno dominato la Terra diversificandosi in numerosissime specie e occupando differenti spazi ecologici, molti dei quali resi disponibili dalla crisi biologica del Permiano e dai cambiamenti climatici. Sin dai primi rinvenimenti, le ossa di dinosauri hanno evocato suggestioni e leggende oltre allo straordinario interesse scientifico. Il Mondo Perduto dei Dinosauri rappresenta sicuramente un momento del tutto particolare nell'evoluzione della vita della Terra, tanto da suggerire a chi scrive di introdurlo come una rappresentazione teatrale, di cui conosceremo personaggi, interpreti e sceneggiatori.
Prologo
La fine del Paleozoico è segnata da una importante crisi biologica che interessa tanto le terre emerse quanto i mari. Numerosi gruppi di Anfibi e di Rettili, tra cui i Pelicosauri, si estinguono. Le faune marine subiscono un duro colpo con l'estinzione di alcuni vertebrati marini e di gruppi di Brachiopodi, Briozoi ed Echinodermi. I Trilobiti, grandi protagonisti dei mari paleozoici, scompaiono del tutto.
Le terre emerse durante il Mesozoico sono riunite in un unico supercontinente denominato Pangea, in cui si insinua un amplissimo golfo, il mare della Tetide. I margini del supercontinente ospitano mari epicontinentali. A questa distribuzione di terre e mari fa riscontro un clima generalmente caldo e umido. La connessione tra le terre emerse, la comunicazione tra tutti i mari e l'abbondanza di mari epicontinentali, accompagnati dal clima favorevole, favoriscono il rigoglio della vita ed il superamento della crisi biologica del Permiano.
Il sipario si alza su una scena in cui i sopravvissuti sono pronti ad espandersi e a moltiplicarsi in migliaia di nuove forme, tra cui spiccano i Rettili. Il Mesozoico è infatti soprattutto l'"Era dei Rettili", o meglio delle "Lucertole Terribili": i Dinosauri.
Personaggi
I personaggi del nostro dramma sono innanzitutto i Dinosauri, Rettili che mostrano particolari caratteristiche, che il paleontologo Micheal Benton ha così sintetizzato:
1. Una delle ossa del palato, il vomere, è allungato
2. L'osso sacro è formato da un minimo di tre vertebre
3. L'omero si articola con lo scapulo-coracoide con una faccetta situata posteriormente
4. L'omero ha una cresta deltopettorale bassa ed estesa per un terzo o per metà della sua lunghezza
5. Il quarto dito della mano ha al massimo tre falangi
6. La cavità acetabolare del bacino, che si articola con il femore, è aperta
7. La testa articolare del femore è orientata verso l'interno del corpo, è ben distinta e ha un collo che la collega al resto dell'osso
8. La fibula è ridotta
9. L'astragalo (osso del piede) ha un processo ascendente molto pronunciato.
Questi caratteri, illustrati in figura, conferiscono una certa efficienza all'apparato locomotore ed alla postura del corpo, consentendo il successo evolutivo dei Dinosauri.
Il personaggio principale della nostra rappresentazione e capostipite di tutti gli altri può essere Lagosuchus, un piccolo Rettile ritrovato in Argentina e ritenuto da molti aurtori molto simile alle prime forme di Dinosauri. E' piccolo ed agile, con uno scheletro leggero. Gli arti posteriori sono più lunghi degli anteriori e probabilmente talvolta l'animale poteva assumere un'andatura bipede. Già queste prime forme presentano una notevole evoluzione nell'apparato locomotore, il cui successivo perfezionamento sarà uno dei punti forti dei Dinosauri.
I Rettili primitivi possedevano arti collocati in posizione laterale rispetto al corpo, con articolazioni rivolte lateralmente e dunque poco efficienti nel sostenere il peso del corpo. Per questo motivo l'andatura era soggetta a oscillazioni laterali e sinuose del corpo. Nel corso dell'evoluzione dei Rettili gli arti hanno acquisito una posizione via via più verticale e nei Dinosauri questa tendenza si è perfezionata. L'efficienza delle articolazioni tra arti e cinti scapolare e pelvico rendono i Dinosauri competitivi tra i Rettili e offrono loro notevoli possibilità evolutive, facendoli divenire le forme di vita più rappresentative per tutto il Mesozoico.
Nella folta folla dei Dinosauri si possono tuttavia individuare subito due grossi ragruppamenti: Saurischi ed Ornitischi. I Saurischi hanno un bacino simile a quello degli altri Rettili, con tre diramazioni: l'ilio in direzione dorsale, il pube in direzione antero-inferiore, l'ischio, in direzione postero-inferiore. Gli Ornitischi, invece, hanno un bacino che ricorda quello degli Uccelli con quattro diramazioni: l'ilio orientato dorsalmente; l'ischio orientato postero-inferiormente; il pube parallelo all'ischio in posizione postero-ventrale; il processo anteriore del pube, diretto in avanti e diversamente sviluppato nei differenti gruppi.
Ecco dunque i protagonisti, che impareremo a conoscere nelle nostre successive escursioni nei Mondi Perduti:
Dinosauri Saurischi
Teropodi
Sauropodomorfi
Dinosauri Ornitischi
Tireofori
Ornitopodi
Pachicefalosauri
Ceratopsi
Soggetto
Il soggetto del nostro dramma può essere tracciato seguendo due linee: il mito e la scienza. E come spesso accade, il primo è antefatto della seconda.
Prima che scientifico, infatti, l'interesse per i Dinosauri è stato fantasioso e mitologico, come in genere è successo a tutti fossili prima che la loro genesi fosse chiarita. I resti di Dinosauri, soprattutto quelli di grandi dimensioni, hanno notevolmente colpito l'immaginario dei primi scopritori.
In Cina, nei primi secoli d. C., le grandi ossa rinvenute in località oggi conosciute come grossi giacimenti di Dinosauri sono state attribuite a dragoni il cui accesso al cielo era stato negato e che erano ricaduti a terra per poi spofondare nel sottosuolo. Alcuni studiosi ritengono che le leggende di draghi siano nate da ritrovamenti di crani di Dinosauri, soprattutto Ceratopsi, dotati di un'ampia squama ossea a semicerchio sul cranio.
Anche gli Indiani d'America trovavano spesso ossa di Dinosauri e gli attribuivano poteri malefici. Essi, infatti, ritenevano che appartenessero a mostri del sottosuolo uccisi dal fulmine del Grande Spirito le cui ossa apparivano a causa di tale punizione e riversavano il loro influsso negativo su chi le raccoglieva.
Le leggende e l'alone di mito intorno a queste creature non sono scomparsi nemmeno dopo che la scienza ha fornito studi esaurienti e continuano ad impregnare il cinema, i romanzi e l'immaginario collettivo.
La paleontologia suggerisce un soggetto più rigoroso, fatto di animali veri, che si sono sviluppati ed hanno vissuto seguendo le dure leggi della selezione naturale. Dalle ossa si ricostruiscono animali che hanno brucato nelle praterie o nelle foreste, che hanno predato i branchi di erbivori, che hanno avuto corpi giganteschi o piccolissimi e tra questi forse qualcuno ha imparato a volare e ha dato inizio alla storia evolutiva degli Uccelli. L'attenzione per ogni minimo dettaglio che può venire dalle ossa fossili di dinmosauri è quasi maniacale, ogni indizio è utile non soltanto per ricostruirne l'aspetto ed individuarne il ruolo ecologico, ma anche per chiarirne la fisiologia e la biologia. E qui la scienza si divide in ipotesi e deduzioni: i dinosauri erano a sangue freddo o caldo? come erano distribuiti gli organi interni? come funzionavano gli apparati? erano intelligenti o stupidi? erano veloci o lenti?
Ecco che dalle certezze inconfutabili dettate dall'anatomia di ciascun osso e di ciascun frammento, il nostro rigoroso soggetto scientifico si suddivide in tante affascinanti microstorie, alcune delle quali ci riportano al soggetto mitologico.
Sceneggiatori
Nell'affascinante saga dei Dinosauri gli sceneggiatori sono migliaia. Il mito e la scienza hanno autori diversi e interessanti. Tra questi però, assumono particolare interesse coloro che per primi hanno segnato la demarcazione tra fantasia e realtà scientifica.
Il riconoscimento stesso dei Dinosauri come grandi rettili del passato ormai estinti si è ovviamente subito incontrato con la discussione sulle estinzioni e sul passato della vita, dibattito molto fervido e animato nelle comunità scientifiche ottocentesche, prima che la teoria darwiniana dell'evoluzione aprisse prospettive del tutto diverse.
L'eminente paleontologo francese Georges Cuvier, convinto creazionista, all'inizio dell'Ottocento riteneva che tutti gli animali fossero stati creati direttamente da Dio e che quelli trovati allo stato fossile ma non più viventi sulla Terra fossero stati uccisi da un evento catastrofico. Egli stesso si trova davanti ad ossa di Dinosauro e le determina come ossa di grossi rettili estinti. Nell'ottocento i cacciatori di fossili sono numerosissimi, soprattutto in Inghilterra, e le ricerche incessanti portano alla luce molti resti di dinosauri che vengono via via attribuite a rettili estinti.
Sceneggiatore importante della nostra storia è senz'altro Gideon Mantell, medico inglese che, avendo portato alla luce numerosissimi resti fossili, conclude che in passato la Terra è stata abitata da grandi rettili ormai scomparsi e comincia a parlare di una "età dei rettili". Con il succedersi dei ritrovamenti si rende necessario riunire in una denominazione sistematica i resti di questi rettili estinti ed è la definizione di Richard Owen ad imporsi. Owen presenta nel 1841 una relazione alla "British Association for the Advancement of Science" in cui molti dei ritrovamenti di rettili mesozoici vengono individuati come rettili dotati di particolari caratteri e vengono denominati "Dinosauria".
"Dinosauria": Lucertole Terribili. Il nostro eminente sceneggiatore Owen ci presenta i protagonisti con un nome scientifico capace di sollevare domande e di solleticare l'immaginazione.
Da qui in poi i dinosauri fanno parte della nostra vita e del nostro mondo reale e fantastico. Gli sceneggiatori scrivono, cancellano, riscrivono ... appaiono nuovi protagonisti ... il mito e la scienza si uniscono e si separano in una rappresentazione sempre accattivante.
Sipario!
Ecco che il sipario si apre sulla scena dei Dinosauri: interi ecosistemi popolati da animali dalle forme più varie, di dimensioni spesso gigantesche. Enormi erbivori e agili carnivori combattono la loro quotidiana battaglia per la vita. La vita, la riproduzione e la morte seguono i ritmi di sempre, gli stessi da 4 miliardi di anni. I protagonisti adesso sono i Rettili, ieri eano gli Anfibi, domani saranno i Mammiferi. E tra faune e flore che si rinnovano, specie che compaiono mentre altre scompaiono per sempre, il sipario rimane aperto sullo spettacolo della vita sulla Terra.
Il Mondo Perduto dei Dinosauri ci offrirà, nei prossimi tre numeri, creature strane e affascinanti che si avvieranno verso un epilogo tanto tragico quanto inquietante: la completa estinzione.