Lo specchio di Dioniso: il “Grande Cugino”

INCONTRO CON L'AUTORE:
CARLO LUCARELLI


A cura di Cristina MARRA


Parlare con Carlo Lucarelli di romanzi gialli, non significa soltanto saperne di più sulla sua tecnica narrativa o sui suoi personaggi, ma anche compiere un viaggio attraverso le modalità espressive del genere poliziesco dalle pagine di un libro, al cinema, fino alla televisione. L'iter formativo di Lucarelli passa attraverso fortunati romanzi tra cui "Carta bianca"(1990), L'estate torbida" (1991), "Via delle oche" (1996), "Nikita" (1997), "Almost blue" (1997), "Autosole" (1998) e si avvale della felice esperienza televisiva di "Mistero in blu" e "Blu notte". Le trasmissioni televisive curate e presentate da Lucarelli offrono un mix di cronaca vera e narrazione romanzata, ricostruendo una storia fatta di professionisti del crimine e dell'indagine, ma anche di persone e circostanze calate nella realtà sociale italiana, "per le trasmissioni televisive ho fatto esattamente e incoscientemente quello che scrivevo nei libri"- rivela l'autore- "ho scritto un copione per la trasmissione e poi lo imparavo a memoria. Ciò che ne è venuto fuori era da una parte letterario, perchè scrivendo mi sono accorto che all'inizio volevo solo appuntarmi le cose da dire, poi mi sono accorto che scrivevo letterariamente, sceglievo l'aggettivo giusto da mettere accanto ad una parola perchè mi suonava bene, ed è quello che faccio con i libri. Se mi metto a raccontare un delitto realmente accaduto o inventato da me, inizio con un mistero, scelgo le parole giuste, apro una finestra sul luogo, presento i personaggi parlando delle loro personalità, interrompo ogni tanto la narrazione per creare un effetto di suspense, poi verso la fine, concludo raccontando ciò che è avvenuto veramente". Il colore blu è una costante quasi ossessiva nelle opere narrative e televisive di Lucarelli ed assume un significato simbolico. E' un colore che conduce il lettore e lo spettatore, dal giallo del mistero, in un'atmosfera soffusa, nella quale il dramma si svolge senza mai cadere nel nero. I gialli classici anglosassoni ed i romanzi di Giorgio Scerbanenco, hanno avuto una notevole influenza nella formazione di Lucarelli, "il primo giallo che ho letto con la consapevolezza di leggere un giallo è stato "I ragazzi del massacro" di Giorgio Scerbanenco, e se adesso qualcuno volesse sapere che cos'è un noir dovrebbe leggere "Venere privata" di Scerbanenco perchè troverebbe un personaggio dalla doppia faccia, un buono che non è un buono, un cattivo che non è un cattivo e la descrizione nera di una città". Ma il primo romanzo di Lucarelli è stato influenzato anche dai suoi studi sul periodo fascista. "Ho letto un memoriale che parlava di un poliziotto della polizia politica nel periodo fascista"- mi racconta - "e mi è venuto in mente che poteva essere un bel personaggio per un romanzo ed ho scelto di scrivere un poliziesco perchè così potevo avere un personaggio ambiguo che si fa delle domande su se stesso e sugli altri. Poi, parlando di polizia e di periodo nero, mi è venuto spontaneo scegliere un giallo, e non perchè avessi deciso di fare il giallista, ma perchè dopo questa prima esperienza, la forma narrativa mi è piaciuta e mi è sembrata perfetta per raccontare le storie e non l'ho più abbandonata". Carlo Lucarelli, ambienta anche il suo ultimo romanzo, "L'isola dell'angelo caduto", su un'isola di confinati nel periodo fascista ed è una storia che contiene tre misteri, come spiega l'autore" uno è il mistero giallo vero e proprio che è di atmosfera e riguarda chi ha ucciso una camicia nera che sorvegliava i confinati sull'isola, l'altro è un mistero umano, sull'isola c'è un commissario mandato lì perchè ha arrestato dei fascisti e quindi non piace al regime, ed è quasi un confinato anche lui, se lui prosegue nell'indagine non lo richiameranno mai, se invece molla l'indagine forse sarà perdonato; il terzo mistero riguarda l'isola che è strana, oscura e misteriosa, ci sono tutti i climi e tutti i venti ed è diventata un'isola un pò diabolica e quindi il mistero riguarda la presenza o meno di un essere diabolico sull'isola". Ancora un romanzo giallo tra i libri più letti di questa estate che appassionerà i sempre più numerosi lettori di questo genere, infatti come lo stesso autore afferma: "adesso la gente compre un romanzo giallo poliziesco perchè è sicura di leggere un romanzo scritto con un certa perizia, con una certa tecnica narrativa. Quando si dice di un libro scritto come un giallo, si intende dire che è raccontato bene. Il libro sarà un romanzo appassionante, di tensione, in cui lo scrittore se è bravo sa usare tutte le giustapposizioni delle parti narrative per costruire una bella storia. Poi, in questo momento hai anche la certezza di leggere una storia in un periodo in cui molti scrittori non scrivono storie, e invece la gente ha voglia di sentirsi raccontare storie. L'altra ragione è che, come dice Camilleri, la vita si è fatta talmente strana, dura e avventurosa che la gente vuole sentirsela raccontare, ed il racconto di una storia è quasi sempre una forma di razionalizzazione"._


HELIOS Magazine

HELIOSmagazine@diel.it