Lo specchio di Dioniso: il “Grande Cugino”

INCONTRO CON L'AUTORE: Dario Fo


A cura di Cristina Marra (nella foto sotto con Dario Fo)


Come sulla scena teatrale, Dario Fo non si è risparmato al suo pubblico che lo ha applaudito ed avvicinato durante la cerimonia del premio Vittorini'99 a Siracusa. Ha conquistato la platea con affabulazioni ed improvvisazioni accompagnato dall'inseparabile Franca Rame, vincitrice del premio speciale Vittorini alla carriera per la cultura ed il teatro. Tra una lezione di dizione e una battuta esilarante, abbiamo parlato di teatro, di letteratura e del premio Nobel, saltando da un argomento all'altro per poi ritornare alla domanda iniziale, come in una scena del suo teatro. <> afferma Dario Fo, insignito del prestigioso riconoscimento nel 1997. E il suo interloquire dirompente e vulcanico era lo stesso che milioni di persone hanno visto in televisione alla cerimonia di premiazione a Stoccolma durante il suo discorso "Contra Jogulatores Obloquentes" che, presentato all'Accademia sotto forma di venticinque disegni, è stato una grande performance teatrale: prendendo spunto dal canovaccio di immagini, l'attore ha raccontato le sue battaglie, la sua vita, il suo teatro, ammaliando il pubblico con irruenza, forza mimica e gestualità. E quel discorso, interpretato magicamente in un'atmosfera surreale, ha travalicato il limite linguistico, trasformando il testo italiano in un'interpretazione universalmente comprensibile. Non si può scindere dalla figura di Fo quella della moglie Franca Rame. Li uniscono i quarantacinque anni di vita e di esperienze teatrali vissuti insieme, le battaglie sociali e politiche, le iniziative benefiche. << Quando mi sono trovato con quell'oro in mano a Stoccolma>>- racconta Fo- <>. Il premio ha suscitato non poche polemiche ed ha diviso il mondo culturale e politico del nostro paese. Un riconoscimento che anche Fo scherzosamente considera esagerato per un semplice giullare. Ma Fo non è soltanto un autore geniale che riprende la tradizione del buffone di corte poichè col suo teatro, come ha rimarcato l'Accademia di Svezia, << Fo dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi>>. Dario Fo ha riportato in teatro la farsa rinnovata con l'aggiunta della satira graffiante contro il potere; ha portato sulla scena le problematiche legate alla contemporaneità sociale e politica. Come non ricordare a questo proposito le disavventure di Lungo, protagonista di "Gli arcangeli non giocano a flipper" (1959) alle prese con la riscossione della pensione: IN CORSIVO <>. Questi temi tratti dalla quotidianità sono un fatto nuovo nel panorama teatrale italiano. Fo è un attore della Commedia dell'Arte e <>- come egli stesso spiega in un suo scritto-<>.Da "Il dito nell'occhio" (1953), "Gli arcangeli non giocano a flipper"(1959), "Settimo:ruba un pò meno"(1964), "Morte accidentale di un anarchico"(1970), "Pum, pum, pum! Chi è? La polizia"(1972),a "Non si paga, non si paga"(1974), il teatro di Fo viene conosciuto in tutto il mondo. Nel "Mistero Buffo" (1969) il grammelot, creato da Fo fondendo i dialetti padani dei secoli XIII- XV, diviene il punto di forza dell'opera che tratta satiricamente le vicende delle classi subalterne. Il nuovo linguaggio, arricchito da una recitazione assolutamente espressiva e da una possente mimica, può essere compreso anche dalle platee straniere. Come non essere d'accordo con Fo quando dice che <>?


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