2000 MA NON PER TUTTI!

Ricchi, poveri, cristiani e non, colti ed ignoranti: non per tutti il 2000 sarà la svolta epocale.

Di Pino Rotta mailto:protta


Eccoci al grande salto. Il Terzo Millennio dell’era cristiana è cominciato e tutta la società occidentale fa saltare il "Grande Tappo" dello spumante di CapoMillennio. Dalle finestre delle case a mezzanotte sono state lanciate le vestigia dell’era ante 2000, buttate via le cose vecchie per far spazio a quelle nuove. Tutto cambia oggi. Ognuno sente che la sua vita non sarà mai più come un tempo. Comincia la Nuova Era.

Questo più o meno è quello che è passato in televisione a mezzanotte del 31 dicembre 1999. In un certo senso, se è passato in televisione, una buona parte di verità in tutto questo c’è davvero. La televisione, vera rivoluzione arrivata proprio alla fine del Secondo Millennio, è in fondo il palcoscenico su cui assistiamo "in diretta" alla grande trasformazione di questa epoca.

Quanti scenari fantastici si aprono davanti a noi: la comunicazione interattiva in tempo reale, la colonizzazione di altri pianeti, la costruzione e la trasformazione della vita attraverso la genetica, la soluzione del problema alimentare grazie alle biotecnologie, la fine del lavoro che ci fa schiavi per necessità. E’ solo l’inizio di tutto questo, e non per il Millennium ma perchè il secolo passato è stato il secolo della Seconda Rivoluzione scientifica, da un secolo ormai non è più e non sarà più la stessa di quella che fino al XX° secolo ci aveva tramandato la concezione aristotelica.

Se ne è accorta anche la Chiesa e cerca di rimettersi al passo (in ritardo di 500 anni! Ma meglio tardi che mai!). La scienza oggi non si pone più il problema di spiegare tutto il mondo con una visione lineare, ma pone domande a cui non da risposte uniche ed inequivoche. La scienza oggi più che mai è la scienza del dubbio e non delle certezze. Ancora meglio: è la scienza delle risposte transitorie a schema aperto. Se chiedete alla scienza se una qualsiasi cosa è possibile la risposta sarà sempre sì: basta ricordare fino alla fine quale era la domanda, e questo, strada facendo, diventa sempre più difficile. La certezza che tutto ciò che è umanamente immaginabile è anche realizzabile ci mette davanti al più grande problema dei nostri tempi. L’infinita capacità dell’intelligenza umana gira soprattutto attorno ad una cosa che per troppo tempo è stata considerata o inutile o addirittura dannosa: l’immaginazione. Questa la via di libertà che è concessa all’uomo tra le mille sbarre della prigione dei determinismi biologici e culturali.

Certo ci sono anche molti problemi da affrontare per gestire al meglio i progressi della scienza, ma da questo punto di vista siamo ottimisti; da meno di venti anni si è posto il problema dell’inquinamento prodotto dal petrolio e da altre sostanze residuali e già si è corso ai ripari. La Terra ce la farà a sopportare il cambiamento del clima e l’inquinamento delle acque e dell’aria.

Ma possiamo dire che ci troviamo davanti ad una nuova era, ad una cambiamento epocale definitivo?

Ci sono dei segni che lo annunciano? E se ci sono, quali sono?

Chi ci ha letto fin qui sa che non ci definiamo nè possiamo essere definiti millenaristi, non fosse altro che per la nostra concezione filosofica del tempo e dello spazio che presuppone la casualità degli eventi; una casualità che trascende la storicità degli eventi stessi per inquadrarli in un contesto globale in cui il caos e l’ordine agiscono sulla realtà in un complessivo e continuo processo dialettico.

Ma sarebbe assurdo ignorare la storia o i cosiddetti eventi epocali. Il 2000 non è una data qualunque, sancisce simbolicamente ma anche di fatto una trasformazione che nel modo di essere della realtà e della vita quotidiana di miliardi di uomini, donne e bambini. Magari sarà un effetto psicologico momentaneo, ma di certo lascerà un segno forte in quelli che lo hanno vissuto (non dimentichiamo che solo chi guarda la TV ed è Cristiano vive il 2000 come nuovo Millennio, per gli altri è solo un altro capodanno e per moltissimi non è neanche capodanno!) .

E qui si presenta, a nostro avviso il vero nodo da sciogliere del Terzo Millennio: come sarà l’uomo nella nuova era?

Le analisi economiche più accreditate danno per certa una divaricazione sempre più profonda tra una minoranza ricca e potente ed il resto del mondo con problemi enormi addirittura di sopravvivenza.

Anche all’interno dell’Occidente, che contiene questa minoranza privilegiata, sono già presenti e sembrerebbero destinate ad accrescersi le diseguaglianze economiche e sociali.

Vediamo di riassumere in breve i rischi per la sopravvivenza dell’umanità nel Terzo Millennio.

Al primo posto (solo la chiesa cattolica finge di non vederlo!) c’è l’aumento esponenziale della popolazione mondiale.

Questo problema non è affatto eticamente inquadrabile in un problema di mancanza di beni di sostentamento alimentari e sanitari. Quando vediamo le scene strazianti dei bambini che muoiono di fare in Africa o in India ci viene spontaneo attivarci per raccogliere aiuti e cercare di dar loro una possibilità di sopravvivenza, ogni persona con una coscienza dovrebbe fare il massimo per contribuire a salvare dalla morte anche uno solo di quei bambini.

Ma paradossalmente più vite si salvano oggi più in fretta arriva il momento della catastrofe; infatti se all’improvviso si risolvesse il problema alimentare dei paesi poveri (si può fare e non lo si fa per mancanza di decisioni politiche) il numero di abitanti della Terra avrebbe un’impennata velocissima che nessuno sarebbe in grado di gestire nè in termini economici nè geopolitici.

A metà del secolo scorso Bertrand Russel, considerato a ragione un liberale progressista, nelle sue considerazioni sul matrimonio, metteva in guardia sui rischi che si correva consentendo il matrimonio tra persone ricche e persone povere. Rischi concreti non fantasiosi. Dal punto di vista patrimoniale una coppia di ricchi che si sposa accresce il patrimonio dei singoli e della famiglia in generale, se un ricco sposa una povera il patrimonio decresce e, per le norme di successione ereditaria, col tempo si dissolve.

Dal punto di vista sanitario, sosteneva Russel, se i ricchi sposano i poveri presto la società andrà in decadenza poichè i poveri sono portatori di malattie gravissime come la sifilide, la demenza, ecc., per la logica dei grandi numeri (non dimentichiamo che Russel era un grande matemetico) queste malattie si diffonderanno rapidamente portando un decadimento irreversibile di tutta la società. Questi erano i motivi di Bertrand Russel nel secolo scorso, lui stesso poi suggeriva di aumentare le opportunità di cura, educazione ed occupazione dei ceti più poveri perchè questo avrebbe avvantaggiato tutta la società, bastava non mischiare ricchi e poveri.

Chi può dire che Russel nel 1800 avesse torto a fare quel tipo di considerazioni e magari non considerarlo un ottimo profeta anche per quanto riguarda la situazione odierna rapportata a livello mondiale?

Ma le tesi di Russel sono state smentite dalla storia politica dell’occidente; quando infatti si sono poste le condizioni per avere un’organizzazione politica che rappresentasse ed imponesse gli interesse delle classi più povere, nacquero i partiti di ispirazione marxista e le camere del lavoro e di mutuo soccorso. La storia prese tutt’altra direzione da quella che Russel aveva previsto e l’occidente ha conosciuto progresso e benessere proprio per la democrazia, la capacità di autonomia culturale ed economica delle donne e non per l’aristocrazia classista.

Ma Russel aveva ragione nel porre al centro del dibattito il problema dei grandi numeri demografici, aveva solo il torto di essere nato in un’epoca in cui la scienza non aveva raggiunto i risultati che oggi conosciamo, quindi anzicchè consigliare politiche di contenimento demografico attraverso la diffusione della conoscenza e dell’uso degli anticoncezionali si era rivolto all’etica utilitaristica liberale.

Ed infatti non furono i miglioramenti salariali e delle condizioni sanitarie a fermare la crescita della popolazione nell’occidente del secolo scorso, ma rivoluzione sessuale degli anni ’60, l’affermazione del ruolo sociale della donna, risultati di una rottura con la morale cattolica in Italia e in molti altri paesi occidentali, e con quella leninista nei paesi a regime comunista. Da questo punto di vista non dimentichiamoci delle vittime che in entrambi i campi sono cadute sotto i colpi del potere costituito e della morale diffusa finchè non si è arrivati ad affrontare il problema dal punto di vista della tutela dei diritti della persona. Per fare solo due esempi: in Italia le donne, soprattutto meridionali, morivano per le conseguenze dell’aborto clandestino mentre in Cina si imponeva alle coppie, con una legislazione coercitiva, di non procreare più di un figlio.

Sta di fatto che dopo la rivoluzione sessuale e culturale in occidente e in Cina la crescita della popolazione si è arrestata o fortemente rallentata in entrambe le realtà sociali e politiche.

Il problema è di attuare delle politiche di sensibilizzazione, democrazia della distribuzione della ricchezza e della conoscenza e di persuasione al contenimento delle nascite rendendo disponibili ed accettabili anticoncezionali sicuri per tutto il mondo, soprattutto per il paesi poveri.

Senza queste condizioni il mondo non si salverà non perchè mancherà il cibo ma perchè mancherà lo spazio.

Ed è proprio guardando verso lo spazio che ci ritorna in mente Bertrand Russel.

Tra un secolo possiamo ipotizzare la reale colonizzazione di pianeti come Marte ed anche del nostro satellite lunare.

Ma chi andrà a vivere nel nuovo mondo? All’inizio non c’è dubbio che i pionieri saranno quelli che dovranno sopportare tutti i disagi della colonizzazione. Ma oggi i tempi sono molto veloci e i disagi lasciano presto il posto ai vantaggi, per questo crediamo di non sbagliare dicendo che non tutti potranno acquistare un biglietto sull’astronave ed un appartamento sul suolo di Marte; in questo caso la teoria di Russel non avrebbe più bisogno di essere applicata perchè solo i prescelti gli "idonei" avranno una possibilità, gli altri rimarranno sulla Terra a condividere un destino che non riusciamo ad immaginare positivo se non con una grande volontà di rivoluzionare l’etica e la partecipazione democratica alle decisioni che investono il destino degli uomini di tutto il pianeta.

Cosa per nulla facile, ma questa è anche una grande sfida, forse è La Sfida del Terzo Millennio.

 

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