È ora esposta, presso i locali dello Spoleto Pavilion, “If Invisible Were Visible” (Se l’invisibile fosse visibile) l’opera dell’artista e giornalista reggina Domenica Cosoleto, selezionata per la Pro Biennale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, dall’Associazione Spoleto Arte. Ed è proprio a Venezia, alla Scuola Grande di San Teodoro, a San Marco, che la Cosoleto ha ricevuto il prestigioso Premio tv – Premio Canale 5, che le permetterà di partecipare ad una puntata di un programma televisivo del Gruppo Mediaset. Tale riconoscimento si colloca insieme a tanti altri che sottolineano il suo impegno artistico (e letterario) contro la violenza sulle donne. Un tema che, purtroppo, continua a farsi strada sulle pagine dei giornali, mostrando l’immagine di un’Italia messa in ginocchio dai numerosi episodi che distruggono la vita di centinaia di famiglie nel breve periodo. “If Invisible Were Visible” non è solo il nome del mio dipinto, ma si inserisce in un contesto molto più ampio – afferma la giornalista – è il titolo del mio progetto di sensibilizzazione ideato nel 2012 che parte dalla Calabria estendendosi ben più lontano. Una volta, scherzando ho detto che le mie opere avrebbero girato il mondo più di quanto avessi potuto farlo io, ed è stato proprio così. “What have you done”, dipinto in acrilico su legno, è stato selezionato e video esposto a New York, a Time Square, durante l’International Art Expo del 2018, un altro mio elaborato, vincitore dell’International Prize Cristoforo Colombo esploratore d’arte, sarà presto visionabile all’acquario di Genova. Il mio più grande sogno? Insegnare in un’Accademia di Belle Arti del Sud, quell’amato Sud, da cui molti giovani sono costretti a scappare a causa delle scarse possibilità di trovare il prediletto posto fisso. Chi mi circonda continua a dirmi di lasciar perdere, perché le occasioni per fare fortuna qui sembrano veramente poche, ma io continuerò a cercare finché sarà possibile. Continuo a dire che se il Sud vuole, resto al Sud.” In programma una presentazione delle proprie opere alla città e la pubblicazione di un nuovo romanzo contro la violenza fisica e psicologica. Un ciclo a circuito aperto che si insinua anche nel mondo dei più giovani, a partire dall’ambiente familiare, dai compagni, dal web.