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mercoledì, settembre 30, 2020

MARX NEI LIMITI DEL SOLO MARX


Questa intervista tende a mettere in evidenza il pensiero di Marx al di la del marxismo. Anche lo stesso Marx una volta dichiarò: “Io non sono mai stato marxista”. Dunque Gianfranco Cordì si pone direttamente in termini contrari al marxismo ma favorevoli all’originale pensiero marxiano. Dalla iniziale adesione alle teorie di Hegel (che poi critica) Marx passa a una considerazione speculativa che non lo fa caratterizzare solamente come filosofo ma anche come analista della società e come un classsico dell’economia politica. Le direttrici del pensiero di Marx iniziano e finiscono con Hegel. Infatti se si parte dalla considerazione della critica della dialettica hegeliana, per la quale l’ideale viene prima del reale: Marx postula un rovesciamento secondo il quale la realtà, la concretezza, la contingenza vengono prima dell’idea. A questo punto può passare al materialismo storico: analizzando quella realtà che ha contrapposto a Hegel vi ritrova i concreti bisogni dell’uomo (materialismo) declinati in termini di teoria sociale (storico): Ed è qui che si innesta il duplice risultato della sua speculazione: 1) come analista; 2) come profeta.  .VIDEO INTERVISTA In quanto analista della società (che si fa nella storia) Marx individua come preminente la situazione determinata dal capitalismo (e qui si innesta il suo pensiero economico); 2) in quanto profeta di un umanità nuova Marx innesta alla sua analisi un aspetto mistico e redentivo: e qui si innesta la sua adesione al comunismo. In definitiva siamo di fronte a un vero e proprio outsider della filosofia: non propriamente filosofo, non propriamente economista, non propriamente storico viene da chiedersi, stando strettamente nei limiti di quello che Marx ha detto, che cosa sia stata la sua esperienza di pensiero? Cordì individua tre linee guida che ci possono aiutare in questo senso: 1) l’aver messo in evidenza l’aspetto emancipativo dell’essere umano, la sua capacità di prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie capacità e di prodursi in una dimensione che superi in termini progressivi quello che egli stesso era stato; 3) l’aspetto della concretezza – mutuato da Fuerbach – attraverso il quale Marx pone nella filosofia come forse nessun’altro mai il sangue, le viscere, le ossa dell’uomo: pone insomma la filosofia sui piedi e non più sulla testa come aveva fatto Hegel; 3) l’aspetto innovatore nella teoria del capitale: l’aver messo in evidenza tre “macchine” (O dispositivi”): lo sfruttamento, il plusvalore e il feticismo delle merci. L’aver insomma individuato le caratteristiche più proprie del suo tempo e del sistema economico col quale ancora oggi noi ci troviamo a fare i conti. Proprio nella critica al “capitale” Marx rivela la sua lungimiranza nell’esattezza di alcune sue tesi: il capitalismo è costretto a crisi periodiche, il capitalismo per sua natura tende a espandersi, l’unica alternativa a questo sistema economico è un tipo di economia collettivista, comunitaria che parta dall’alto (da un piano economico emanato dallo stato) e non dal basso (dai consumi dell’economia capitalista). Infine c’è da mettere in evidenza che lo stesso Stato per sua natura tende a estinguersi. E qui si salda l’aspetto profetico. Non ci sarà più proprietà privata; non ci sarà lotta tra le classi. Dalla lotta tra borghesi e proletari (da cui è caratterizzata la storia) si passa al momento della rivoluzione (che è presa del potere di una classe a scapito di un’altra): in definitiva della classe sofferente, soggetta, succube. La quale prende il potere e fa la rivoluzione per necessità storica. Tutto il pensiero di Marx infatti è scientifico: le cose non avvengono a caso o senza una ragione ma sono tutte giustificate da leggi storiche. Infine dopo una fase chiamata di dittatura del proletariato si passa a una fase di transizione nella quale, per necessità storica, devono sorgere i germi e i sintomi del nuovo ordine. E si passa quindi alla fase finale del comunismo caratterizzata dal mantra: “A ciascuno secondo i suoi biosgni, da ciascuno secondo le sue capacità”. Ecco quello che effettivamente ha detto marx riletto nei limiti del semplice Marx.

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