Ci sono tanti modi per esprimere l’arte, per manifestare sentimenti, sensazioni, pensieri, prospettive. E Pierina Laganà, in arte “Piergemma” li utilizza tutti. La pittura, la danza, il teatro, la recitazione,  la poesia. Forme diverse di arte, anche lontane tra loro, ma con un denominatore comune, quello di comunicare qualcosa, coinvolgere l’osservatore, il suo pubblico, sempre numeroso alle sue performance. Un puzzle variegato, per forme, tecniche, espressioni, che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno l’ecletticità, la fantasia, il potere e la profondità di un’artista cresciuta nel tempo, se vogliamo, autodidatta.Piergemma

Una ricercatrice dell’arte, della cultura, che riesce sempre a rinnovarsi, a non essere mai banale, ma ripetitiva, mai la stessa. E’ questa la principale caratteristica di “Piergemma”, che fuori dal suo ruolo di funzionaria statale, la sua professione, di donna, riesce a rivelare con la sua arte, mondi sempre nuovi, a trattare argomenti anche inusuali, trasformandoli in immagini e poesia.

L’ho scoperta durante una delle sue esibizioni a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, in una brillante e divertente piece dal titolo “La Comédie Humaine – il magistrato e l’artista”, recitata assieme a Salvatore Cosentino, un magistrato votato all’arte che fa spesso del  diritto l’argomento principale delle sue produzioni. Un parallelo che ha come sfondo il teatro della maschera, dove ciò che è non appare, ma è travisato in qualcos’altro. L’artista ed il magistrato che impersonano se stessi in un botta e risposta satirico, a suon di versi e musica. Assieme hanno realizzato anche “Il vampiro ed il sogno” ed “Eva non è ancora nata”, nata da una famosa canzone di Giorgio Gaber, dove “Piergemma” recita assieme a Salvatore Cosentino, che  in questo caso tratta il tema, quanto mai attuale e controverso, della violenza sulle donne.

“Piergemma” ha un lungo e ricco curriculum di esposizioni, e rappresentazioni alle sue spalle.  Un suo dipinto “Idea” è esposto al Museo dell’Arte Moderna e contemporanea di Colelli di San Roberto, e con, “I frutti del deserto” e “Giallo, Verde,Arancione” è stata presente alla collettiva “Marguttarte”.  La sua arte è amore per la vita, ama dire, ma la sua è una costante ricerca del bello, in ogni cosa. “Ogni aspetto della vita, dal più importante, al più insignificante, ha qualcosa di bello. Il nostro scopo è quello di rivelarlo, farlo emergere, farlo notare”. La dimostrazione di una sensibilità profonda, di una ricerca spasmodica che spazia in ogni direzione. Ha iniziato scrivendo, ma la parola anche se può dire molto, con l’immagine diventa ancora più potente, reale, trascinante. La pittura diventa così un evoluzione naturale di “Piergemma”. Un bisogno, in un primo tempo, personale, intimo, poi da condividere con gli altri, da diffondere, attraverso la partecipazione a mostre e collettive che l’hanno fatta conoscere al grande pubblico, quello stesso pubblico che amando la sua arte “scritta”, l’ha stimolata, l’ha provocata ad andare oltre.Piergemma1

Non possiamo definire i confini di questa maturazione. “Piergemma” è in grado, e lo dimostrerà, di    andare ‘oltre’, di superare confini che per quanto ampi alla sua arte stanno sempre stretti. D’altra parte lo ha sempre detto: “Amo fare cose diverse”. E di cose “Piergemma” ne  vuole fare ancora tante. Tra le sue opere più importanti, la  silloge ‘Anelli di donna’, e poi ‘Il bottegaio dell’amore’, lavoro quest’ultimo caratterizzato dalla presenza di poesia, favola, prosa, pittura e fotografia.

La sua versatilità non si ferma alle diverse forme d’arte. Ciascuna  viene moltiplicata, diversificata, Nell’arte di “Piergemma” c’è sempre qualcosa di nuovo, di ‘mai visto’. La pittura, per esempio,  non si ferma alla tela. I colori di “Piergemma” inondano ogni cosa, ceramica, tela, tessuti, persino scialli. Ma c’è anche il canto, la danza, che sono come tasselli di un quadro da creare al momento, davanti al pubblico, in un crescendo di emozioni che inondano l’anima e la mente.