SOCIALISTI: LA SINDORME DI STOCCOLMA!

Di Pino Rotta


Ma che pena questi reduci del socialismo italiano! Tanto timorosi di perdere il potere personale da creare fantasiose minacce comuniste, complotti giudiziari, attacchi egemoni da parte dei DS (poveri DS come se non ne avessero già abbastanza in casa di guai!). Tutto insomma pur di non ammettere di essere incapaci di avere una propria identità, storicamente fondata e radicata a sinistra.

"Né con la destra né con la sinistra!" ha dichiarato il Segretario del PSDI in questi giorni, a parte il "non senso" della dichiarazione, c’è l’evidenza dei fatti chiari ed eloquenti: stanno con la destra!

E di questa destra populista e demagogica sono una stampella fondamentale. Senza di loro e dei Nuovi Socialisti Italiani di Gianni De Michelis, questa destra non avrebbe nessuna copertura culturale per confondere le idee degli italiani. Sono proprio i cosiddetti Nuovi Socialisti a dare una pseudo legittimità riformista alla svolta reazionaria della destra italiana. Sembra di rileggere un vecchio copione della storia italiana quello che ha visto Mussolini affossare la democrazia nel nostro Paese usando, nei primi anni del ventennio, le sue origini socialiste (soreliane per la verità!) per far apparire il Fascismo espressione della volontà popolare. In fondo anche Mussolini prese il potere stando all’interno di un sistema giuridico "costituzionale" con la famigerata legge Acerbo riuscì a vincere le elezioni pur non avendo la maggioranza elettorale. Trucchetti giuridici che hanno permesso di prendere il potere in Paese in crisi e smantellare le istituzioni democratiche.

Mi piacerebbe tanto affermare le mie radici socialiste ed europee, ma davanti a questo spettacolo me ne vergogno un po’. Essere socialista è prima di tutto essere di sinistra, con tutti i limiti che si possono avere in questo periodo storico di crisi ideologica, di crisi di rappresentanza democratica, di divisioni, scissioni e ricerca di nuove forme di partecipazione democratiche alla politica, che sono problemi grandi, sul tavolo storico della sinistra, ma le soluzioni a queste grandi questioni vanno cercate dentro la sinistra, magari con un vero ricambio generazionale della classe dirigente della sinistra, non certo rinnegando le tradizioni, i valori ed i principi della sinistra senza i quali si può essere tutto tranne che socialisti, socialisti europei, la cui radice è dentro le grandi democrazie europee quelle stesse radici rivendicate ed avviate ad evoluzione da Enrico Berlinguer, il primo lider della sinistra ad avviare, non solo in Italia, la strada per un socialismo moderno e democratico che nulla aveva ed ha a che spartire con l’URSS, e sostenere il contrario può solo essere un argomento di propaganda per chi non vuole accettare che la civiltà europea non può essere cancellata in nome della tecnocrazia e della legge aggressiva del libero mercato spacciati per rinnovamento.


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