UN CAFFE' CON PETER PAN
Dialoghi immaginari quasi seri
di Pino Rotta
Vai al Prologo dei Dialoghi
DIALOGO DI PABLO CON CHE GUEVARA
OVVERO: DISCORSO SULLA LIBERTA'
PABLO: Quando tutto sembra crollarmi addosso e credi che niente puù fermare i pezzi della mia vita che si sbriciola, quando tutto mi appare freddo ed i miei sogni non riescono più a farmi volare lontano con la fantasia, in quel momento, come per incanto, mi viene alla mente una canzone che mi commuove e mi fa sentire accanto un amico ed un compagno di sogni, una presenza cara e forte: <...de tu querida presencia, comandante Che Guevara...>. Hasta siempre la Victoria, Comandante Che Guevara.
La tua immagine fa ancora sognare e mi da la forza di credere che la libertà nessuna puù fermarla.
IL CHE: Libertà è la voglia di lottare che ti scoppia dentro quando senti che vogliono toglierti la speranza di vivere in una società in cui la solidarietà e la voglia di amare sono il senso stesso della vita. Quando senti che vogliono coprire il sole ed il verde della montagne con il fango della morte. Quando senti che vogliono fermare la tua voglia di correre, gettandoti addosso tonnellate di rifiuti e di melma o con la paura che il domani sia peggiore dell'oggi.
Quando ti senti un'inutile rotellina di un immenso ingranaggio, allora capisci che la tua libertà non puù che essere la libertà di tutti.
PABLO: Oggi sembra che la libertà non interessi più a nessuno. Ogni persona oggi vuole solo soldi e benessere ed è disposta a sacrificare la libertà di tutti per avere in cambio il benessere solo per sè stessa. Gli altri non contano niente, conta solo l'egoismo. Se a te le cose vanno bene gli altri possono anche morire di fame.
IL CHE: La voglia di soldi e di benessere potrebbe essere la stessa voglia di libertà, ma questa è un'illusione perchè non c'è benessere nè libertà se non c'è pace e solidarietà, se non c'è amore.
Un uomo ricco e pieno di rabbia è l'uomo più schiavo che esiste al mondo. Ma un uomo povero è schiavo due volte, non ci facciamo illusioni.
La libertà, il benessere e la solidarietà non possono essere separati.
Se le tue mani stringono un fascio di banconote e sei solo dentro di te c'è solo angoscia e paura, ma se le tue mani stringono le mani dei tuoi compagni il loro calore ti da una forza straordinaria. La forza di cambiare il mondo e di avere un posto tuo in quel mondo nuovo.
PABLO: Ti ho visto correre sulle montagne della Bolivia, sempre da solo, sempre sfidando te stesso e la morte che ti inseguiva. Cosa ti dava la forza di correre e lottare?
IL CHE: Se non lo provi non puoi capirlo. Il vento che ti soffia in faccia, il profumo della resina, una donna che ami, un amico che ami, i compagni che ami, le tue idee che ami... Amore è forse il nome della magia che vivo in ogni istante ed in qualunque luogo.
PABLO: Quest'amore non sei riuscito a contenerlo, a limitarlo dentro i confini di un paese, tra la gente di un popolo, sei partito e dovunque hai potuto hai lottato per la tua idea, ed il tuo volto è rimasto scolpito negli occhi di gente tanto diversa quanto unita da quella voglia di vivere senza confini e senza padroni che tu portavi scolpita negli occhi.
IL CHE: Se avessi potuto sarei esploso come una granata e ogni pezzo del mio corpo lo avrei lanciato in ogni parte del mondo, perchè solo questo ho desiderato più di ogni altra cosa in tutta la mia vita, darmi agli altri, fargli sentire che li amavo, entrare dentro ognuno di loro e respirare dalle loro labbra l'aria di vita e di libertà, respirare il loro profumo ed i profumi che ognuno di loro respira.
PABLO: Mentre parli vedo i tuoi occhi accendersi dell'ebrezza della felicità: sono come fluorescenti di mille scintille luminose, accesi dalla fiamma di una fede cieca nella causa della verità, della giustizia, della libertà.
Leggo nelle tue pupille scure l'intensità, la passione infinita del messaggio d'amore, d'un sentimento immenso che valica confini e nazionalità.
Le tue braccia pesanti, le tue gambe spezzate dalla corsa verso un mondo pulito da ingiustizie, brutalità e limitazioni sempre si nutrono della linfa sprigionata dalla tua forza di volontà che cancella ogni traccia di fatica.
La lotta contro il male è il tuo strumento per costruire una volontà ferrea di cui ti servi per andare avanti nella vita.
IL CHE: Ho attraversato praterie interminabili, scalato montagne sempre più elevate, mi sono addentrato in foreste inaccessibili accompagnato solamente dal mio fedele Ronzinante, ho dormito all'addiaccio nel gelo delle notti invernali, con l'invincibile sensazione di dover compiere un dovere sacro: contribuire con i miei sforzi alla lotta per la libertà di tutti i popoli del mondo dalle ingiustizie, perchè ogni soppruso compiuto contro un uomo in qualunque parte del mondo si trovi è una freccia rovente che spacca il mio cuore, è un tamburo che percuote la mia mente e mi scatena dentro un dolore infinito.
Quella magia di cui ti parlavo prima mi pulsa nelle vene come parte del mio sangue, invade il mio corpo come fosse una molecola delle mie cellule, vitale, di cui non posso fare a meno.
L'amore per tutto ciù che è vita e che contribuisce alla vita mi ha portato per mano mentre attraversavo l'Argentina, il Cile, il Venezuela, il Perù, mi sosteneva quando avevo fame, quando toccavo con mano la miseria della gente, quanto cercavo disperatamente di mettere in pratica la mia arte medica per aiutare quanti lottavano con malattie e povertà.
Era la luce che illuminava la mia strada.
PABLO: La tua vita, le tue idee la tua fantasia ha fatto sognare tanti giovani; il tuo volto, i tuoi lunghi capelli neri sparsi al vento sono l'immagine di tanti ragazzi che oggi come un tempo, vorrebbero spezzare le catene che soffocano i loro polmoni e respirare profondamente una boccata d'aria pura, leggera, libera da ogni traccia di fumo.
Ho visto giorni addietro Roma colorata di rosso, e in mezzo al quel cielo infuocato dominare, forte e decisa, la tua immagine: il vento la accarezzava ed essa si lasciava sfiorare con infinita dolcezza trasmettendoci facilmente la tua estrema ed irriducibile forza d'azione.
Come puoi, in un mondo ormai dominato dalla ricchezza, dalla bramosia di successo, dal mito del più forte, avvolgerci in un abbraccio così caloroso?
IL CHE: Ricordi quella notte in cui insieme riposavamo nei boschi delle montagne di Vallegrande, dividendo, sorso dopo sorso, quella bottiglia di buon vino rosso.
Il fuoco rischiarava il fiume, e quei due piccoli pezzi di legno galleggiando, misteriosamente si attraevano. E senza la tua abilità non sarei sicuramente riuscito a liberare quella volpe dalla trappola straziante.
Il tepore di quei momenti condivisi, delle speranze, dei timori vissuti mentre armeggiavamo insieme intorno a quella debole vita in pericolo, mi riempie ancora il cuore di felicità.
E il viaggio che seguì alla volta di Cuba, quei lunghissimi 27 giorni costellati di avventure! Ti osservavo affrontare le cose. Difficoltà dopo difficoltà rimanevi tranquillo, sprezzante del pericolo: amico straordinario, valoroso, ti porgevi alle imprese più impossibili con la serenità e la padronanza di chi sa, a priori, di poterle risolvere. Odiavi le titubanze, schernivi le lamentele: nessun dubbio scalfiva la tua fede nella lotta.
Non attendevi vanamente che concorressero tutte le condizioni necessarie per sciogliere i nodi delle nostre funi.
Iniziavi comunque la marcia: lungo il cammino avremmo certamente trovato quanto serviva al nostro lavoro.
PABLO: Ho imparato che la forza delle nostre azioni proviene dalle nostre singole volontà, dal coraggio che riusciamo ad avere con noi stessi e con gli altri, dalla fiducia che riponiamo nel risultato, nel successo; ho imparato che tutto ciù che ci circonda, dai piccoli oggetti alle più grandi conquiste, è frutto delle nostre scelte, della nostra determinazione.
Ciascuno di noi è un granello indispensabile nell'immensa spiaggia delle possibilità: un granello che tende la mano ad un suo simile e, attraverso uno scambio di forze, costruisce il mosaico della vittoria.
IL CHE: Leggo nel tuo volto un pensiero luminoso da guerrigliero: come un condottiero sei sempre pronto a rischiare la vita per dimostrare ciù che ritieni sia la tua verità. Nulla blocca la tua voglia di vita, di libertà.
E' questo l'amore che ti conduce lungo il cammino del mondo: non ti importa dimostrare agli altri il tuo valore di uomo; quel che è veramente eterno è il valore del tuo esempio. E sai bene che se riuscirai a far giungere agli altri il tuo disperato desiderio di giustizia, di verità, di libertà, allora potrai veramente dire di avere raggiunto la meta.
PABLO: Il tuo sguardo si perde ancora in orizzonti lontani: eppure c'è in te qualcosa che riesce a sciogliere il gelo dell'indifferenza, della rassegnazione, che rischiara la notte dell'oppressione con la brillante luce della lotta per il trionfo della pace, della serenità.
IL CHE: Sono i fili colorati del tappeto volante su cui siedono tutti quelli che vivono d'amore, per l'amore, con l'amore, che stringono idealmente la mano di tantissimi altri uomini, che vedono con gli occhi del fratello messicano, respirano con i polmoni dell'americano, ascoltano come ascolterebbe un giapponese: tutti insieme ci nutriamo dello stesso cibo: la vita, la lotta per una vita che sia veramente la nostra.
Non è il mio nome che trasmette forza: è il messaggio che tu, io e tutti i combattenti del mondo mantengono vivo con le loro imprese. E' un messaggio continuamente attuale perchè sempre presente, è lo spirito di lotta.
Non riusciranno mai a fermare questo vento di libertà perchè esso è fatto del soffio di chi ogni giorno vive, ama e crede nel vento.