UN CAFFE' CON PETER PAN

Dialoghi immaginari quasi seri
(PARTE SECONDA)



di Pino Rotta - Edizioni Club Ausonia ©

CAPITOLO XI
Dialogo di Pablo con Don Chisciotte
OVVERO: DISCORSO SUL SOGNO CHE VINCE LA REALTA'

Da dietro il muro a secco di pietre e mota si sentivano le note ritmate ed armoniose di chitarre e charangos. Quando la macchina del tempo mi sintonizzò nella sua dimensione lo vidi così: seduto con la schiena appoggiata al muro di pietre, gli occhi socchiusi, sotto l'ombra di un mandorlo fiorito, ai margini di un pueblo spagnolo. Era esattamente come lo immaginavo, come lo aveva descritto il suo creatore. Alto, magrissimo, baffi lunghissimi e attorcigliati. Seduto sotto la scarsa ombra del mandorlo in un pomeriggio infuocato, a pochi chilometri da Gadalajara. Le prime cose che mi colpirono di lui furono l'elmo che teneva in testa e quella corazza di ferro sul petto. Come poteva stare dentro quel forno di ferro con il caldo incredibile che c'era? e quale poteva essere il pericolo tanto imminente da obbligarlo a quel sacrificio?
Pablo: - Ola, hidalgo. E' la musica dei charango che vi porta nelle braccia di Morfeo e nella fantasia del sogno.
Don Chisciotte: - A giudicare da quel che vedo, il sogno si è parato in piedi davanti ai miei occhi. Chi siete voi e da quale paese venite col vostro vestito straniero?
Pablo: - Non crederete alle mie parole.... eppure vi dirò la verità. Viaggio nel tempo per mezzo della mia televisione interattiva...
Don Chisciotte: - Non conosco televisioni... Ma perchè non dovrei credervi? Io lo faccio da molti secoli ormai, ed ho imparato, guardandolo da dentro il sogno, a conoscere il mondo e non a fare il contrario, cioè guardare il sogno con gli occhi del mondo.
Pablo: - Ecco che spunta la vostra strana teoria. Vorreste forse dire che non c'è differenza tra la realtà ed il sogno?
Don Chisciotte: - Certo che esiste differenza. Il mondo è tale solo visto con gli occhi del mondo. Lo sguardo sta fermo alla superficie delle cose e dei fatti. Il sogno si muove e muove le cose e le azioni, agisce da dentro la realtà e la cambia. La rende magnifica oppure tremenda. Mai insignificante.
Pablo: - C'è di vero invece che il sogno travisa la realtà, fino a farci illudere di cose che non dovremmo considerare affatto.
Don Chisciotte: - Non dovremmo illuderci? E perchè mai? Chi vi dice che la realtà non sia una grande illusione? Un sogno, appunto.
Pablo: - Ma noi nella realtà viviamo, ci muoviamo, agiamo. Non siamo immobili come quando sogniamo.
Don Chisciotte: - E' qui che si sbaglia amico mio! Solo chi sogna si muove. Chi guarda la realtà solo con gli occhi del mondo, tutt'al più può camminare, ma certo non si muove.
Pablo: - Ma insomma, signore voi mi state confondendo! Sono io che vengo, con un artificio mirabolante, nel vostro mondo e mi trovo io stesso ad essere in una dimensione surreale, non vorrete spiegare a me quale è la differenza tra sogno e realtà! So ben io in quali straordinari viaggi nello spazio stellare si avventura ormai l'uomo, nel mio tempo. Cose che solo ai miei tempi si riesce a pensare e che se solo le aveste raccontate ai vostri tempi vi avrebbero preso per pazzo.
Don Chisciotte: - Dovrò allora presentarvi il mio amico Icaro, ed altri amici come Esiodo o Antioro da Samostrata ed un certo inventore di nome Leonardo, fiorentino di Vinci... Ma perchè mai insistete?! Voi viaggiate con tutto il vostro armamentario di strumenti incredibili e non riuscite a capire la cosa più importante, la forza che spinge la vostra carrozza televisiva, non sta in quei marchingegni incredibili che avete mostrato, ma sta dentro la vostra mente, ciò che voi chiamate realtà altro non è che la vostra fantasia che si muove più veloce dei vostri piedi e dei vostri occhi.
Pablo: - Sì, d'accordo. La fantasia mi spinge a viaggiare, ma le cose che si conoscono viaggiando sono reali. Non sono sogni come i vostri. Voi che scambiaste dei mulini a vento per dei giganti e gli deste l'assalto...
Don Chisciotte: - A parte il fatto che ERANO GIGANTI E NON MULINI!... ma vi sembra realtà quella che vedete davanti a voi? Guardate... appoggiato a quel fiore di mandorlo. Vi sembra realtà quel battito d'ali colorate così delicato e fragile da apparire evanescente?!...
Pablo:- Ma è solo una farfalla! Splendida, colorata, ma solo una reale farfalla. Dove è il sogno?
Don Chisciotte: - Povero amico mio... forse che le farfalle parlano? Eppure non sentite quello che questa creatura del sogno vi sta dicendo?....
Pablo:- No. Non sento alcuna voce! Deve essere un'altra vostra allucinazione!...
Don Chisciotte: - Sì, è vero è un mia allucinazione... ma le mie farfalle parlano ed i miei mulini camminano e combattono; ed io non possiedo nessuna televisione e nessun marchingegno del futuro, eppure mi pare di riuscire a viaggiare molto più lontano e più a lungo di voi. Questo è il mondo che voglio, non rovinatemelo con la vostra realtà. Andate via. Ora che il caldo mi vince sono disposto a lasciarvi andare con i vostri piedi, ma se aspettate di più vi aiuterò a partire prestandovi i miei... e senza togliermi gli stivali!
Pablo: - Quali stivali, se non ne portate? Se siete scalzo e con i calli ben in vista....
Don Chisciotte: - Andate via! Anche i calli diventano buoni stivali per prendervi a calci!!!

INDICE
- Dialogo I: VOLTAIRE
ovvero: discorso sulla morale e l'eguaglianza pag. 2
- Dialogo II: SIGMUND FREUD
ovvero: discorso sull'erotismo " 4
- Dialogo III: PETER PAN
ovvero: discorso sulla fantasia " 16
- Dialogo IV: SOCRATE
ovvero: discorso sulla giustizia " 25
- Dialogo V: VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
ovvero: discorso sulla rivoluzione " 41
- Dialogo VI: MARCO POLO
ovvero: discorso sulla diversità culturale " 47
- Dialogo VII: CHARLES BUKOWSKI
ovvero: discorso sulla solitudine " 53
- Dialogo VIII: PAPERINO
ovvero: discorso sulla testardaggine, pigrizia ed improvvisazione " 58
- Dialogo IX: GESU'
ovvero: discorso sulla speranza " 62
- Dialogo X: CHE GUEVARA
ovvero: discorso sulla liberta' " 69
- CAPITOLO XI
Dialogo di Pablo con Don Chisciotte
- ovvero discorso sul sogno che vince la realtà" 74
INDICE " 80

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