Poesia


STANOTTE

Stanotte - c'è - luna piena dicono, che nei boschi, si vedono strane sagome qualcuno - dice - strani fantasmi. Anche in noi stanotte c'è luna piena Strani sorrisi proibiti ed una gran voglia di parlare quando la luna è tonda sopra le nostre teste sembra che per un'antica magia, tutti diventano più scuri, più belli anche i discorsi, scivolano meglio, soprattutto quando fa freddo e vento le parole intercalate, tra una birra e un po' d'attenzione corrono con l'acqua ai bordi dei marciapiedi allagati. E' tanto che non è più luna piena e non si vedono gatti, in giro solo cani, che rispondono al vecchio signore e noi, adesso, tra la pioggia e le labbra in movimento, nella penombra di un discorso ammaccato, come la nostra pelle che ci vuole sempre svegli, coma la favola che ci vuole sempre bambini. Salvatore DE SALVO

UN PO' PER NEGLIGENZA

Spesso il silenzio ha un odore
per un gelato mangiato senza voglia
come quei bambini che perdono il gusto tra le loro mani
perchè distratti o impegnati
a toccare ed imbrattare
con le loro mani vanigliate
niente da dire o da fare di fronte ad un bambino
che imbratta i tuoi idoli adulti o poco meno
niente da dire o da fare
per intuire che ciò che hai
costa sempre una perdita
una macchia scura sulla pelle
una paura che calda dalle tempie
scende dalle spalle
fino alla schiena
quell'odore di vaniglia si confonde con la tua paura
quelle mani appiccicaticce toccano i desideri
e le screpolature si scoprono di un silenzio dolciastro
di una profondità che non è da raccontare ma da aprire
o curiosare come da un buco
lo sguardo malizioso
di una puttana che ti offre ciò che ha di piùcaro
e si fa bella, bella per te, per me,
per il beone che accetta il compromesso del "mezzo sogno"
lui dice non si incazza mai
lui che passeggia tra l'oggi e il non so, lungo qualche vetrina
non ancora spenta che conserva per proprio le sue linee diurne
che rimbalzano gli odori e le voci
addormentati nel rosso di lui che beve
nella risata di lei che ammalia con le sue vivaci scollature
annichilite dalle rughe della strada tra un livido e il rossetto
in quel bambino che vive il silenzio di chi lo guarda imbrattare
e toccare i sogni dell'altro
odore di vino, di piacere, di vaniglia
odore in cui arrotolarsi
un po' per gioco
un po' per negligenza.

Salvatore DE SALVO

PER NON MORIRE MAI

Il vento accarezza il silenzio
il corpo di lei piegato sul pensiero
ed ogni movimento è una goccia in un lago freddo
una sorpresa d'incontro, un profumo che esiste
o un bicchiere bevuto d'un sorso
senza neppure sentire il gusto al palato
nient'altro che un sorso di vita tutto d'un sorso
per un profilo sempre lì,
riflesso nel colore di qualcosa che non è
come una verità toccata solo per poco,
perché piccola, appena tastabile
quasi con soddisfazione la tua mano tocca, guarda,
sente questo arrotolarsi della sposa nel tuo silenzio,
questo gioco di gambe e di calze grigie
qualcosa che spezza ogni verità per sè stessa,
per non morire mai.

Salvatore DE SALVO

HO VISTO RUOTARE L'OMBRA DENTRO UN BICCHIERE

Ho visto ruotare l'ombra dentro un bicchiere la negligenza spogliarsi nei cessi della città ogni verità costa più o meno quanto le cose inutili tutti le comprano... quelle cose inutili, perchè viste dietro vetrine luccicanti come bottiglie inanimate in un bar dietro al bancone e la musica appiattita da occhi e da rumori di parole senza un preciso scambio, lasciate andare così, in fosche aperture all'altro pronte a smascherare e mascherarsi dentro ogni espressione... Ho visto ruotare l'ombra dentro un bicchiere, compiersi il cerchio completo della luna, di lei sola china, ad aspettare un sorriso. Salvatore DE SALVO


ONDE NERE

Il sole è
sul vulcano
le montagne bruciano
come i miei ricordi.
Sento voci venire dalle onde.
Voci
dell'inizio dei tempi
Guardo l'acqua.
Vorrei scendere nelle sue profondità
senza paura
senza tormenti.
Vorrei toccare le nuvole
senza timori.
Il mare si agita violentemente
mentre la morte entra in lui.
Lo tocco e le mie mani si infiammano.
Altre creature stanno per essere uccise stanotte
e le onde cambiano in nero.
Fuoco sulla sabbia la vita rinasce tra le fiamme
ombre mi danzano intorno
e le onde cambiano in nero e mi raggiungono.

Demetrio LAMMENDOLA
L'UOMO

Mi sorrideva.
Camminava da solo con i suoi vecchi pensieri.
Le sue erano storie sognate
notti diverse mai vissute.
In una notte afosa volò così in alto
e non volle più tornare
ed il vento e la sabbia entrarono nella stanza
mentre la musica si contorceva.
Lui andò via.
Lui è il bambino morto prima di nascere
lui è il bambino cresciuto
lui è l'uomo che piange.
Lui era l'uomo disilluso.
Lui era l'uomo disilluso.
Ma ora da qualche parte
nel silenzio
si guarda intorno
e sente nuovi cervelli che urlano
e sta decidendo di tornare.
Per il caos ed il disordine.

Demetrio LAMMENDOLA

L'UOMO

Mi sorrideva.
Camminava da solo con i suoi vecchi pensieri.
Le sue erano storie sognate
notti diverse mai vissute.
In una notte afosa volò così in alto
e non volle più tornare
ed il vento e la sabbia entrarono nella stanza
mentre la musica si contorceva.
Lui andò via.
Lui è il bambino morto prima di nascere
lui è il bambino cresciuto
lui è l'uomo che piange.
Lui era l'uomo disilluso.
Lui era l'uomo disilluso.
Ma ora da qualche parte
nel silenzio
si guarda intorno
e sente nuovi cervelli che urlano
e sta decidendo di tornare.
Per il caos ed il disordine.

Demetrio LAMMENDOLA


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