" il trauma della nascita annulla la memoria
delle vite precedenti, restano le reminiscenze che ci guidano verso la realizzazione di
ciò che è rimasto incompiuto, facendoci apparire casuali incontri che non lo sono
affatto. C'è da dire che il passaggio da una dimensione senza tempo ad una temporale può
portare alla rinascita in epoche diverse e quindi senza che, due persone che si sono
amate, possano mai incontrarsi, oppure, con notevoli differenze d'età che rendono
impossibile l'unione."
MILLE ANNI
(La Zingara)
Il tempo sembrava essersi fermato in quel paese di circa mille anime ,
arroccato alle pendici del pollino. Persino i saraceni che nel corso dei secoli, non
avevano risparmiato dal saccheggio neppure un metro della costa, si erano mai accorti
della sua esistenza Ma non era stato sempre così, soltanto dieci anni prima c'era stato
un violento scontro con il paese della sottostante pianura, a causa di un corso d'acqua
che era stato deviato, per cause naturali (un terremoto) sostenevano gli uni,
artificialmente, accusavano gli altri.
L'evento aveva modificato l'economia dei due paesi, basata sul lavoro
nei campi, rendendone uno florido, l'altro in carestia. Quando una delegazione del paese
di Vallechiana si recò dai maggiorenti del paese di Belpasso per rivendicare le proprie
ragioni, gli animi erano surriscaldati e si arrivò presto alle mani, furono bastonate e
sassate, finchè la delegazione non venne ricacciata a valle. I giovani più coraggiosi
insieme agli anziani più saggi si riunirono nella taverna del guercio e vennero decise
una serie di rappresaglie che avrebbero dovuto condurre a più miti consigli i confinanti.
Quella notte stessa un gruppetto di giovani armati di roncole e accette devastò una
grande quantità di alberi d'ulivo che così non avrebbero dato frutto per molti anni.
Seguirono rappresaglie alle vigne ed ai campi di grano. I capi dei due paesi si resero
conto che cosi facendo avrebbero compromesso seriamente la loro esistenza, alcuni, infatti
, manifestavano l'idea di trasferirsi altrove, alla ricerca di un posto dove vivere in
pace. Vi fu un incontro nel corso del quale la saggezza contadina ebbe il sopravvento e
venne deciso che il corso del fiume sarebbe stato deviato a valle cosi da servire entrambi
i paesi, con buona pace di tutti. gli uomini validi dei due paesi, lavorarono alacremente
e nel giro di pochi mesi l'opera venne realizzata, coordinatore dei lavori era Andrea,
figlio del capo del Paese di Belpasso, egli era un uomo maturo che aveva trascorso gran
parte della sua vita in giro per il mondo, imbarcatosi giovanissimo su di un veliero
genovese, era passato tra mille avventure che lo avevano segnato e delle quali non amava
parlarne. La fine dei lavori venne festeggiata con grande risalto, si imbandirono tavole
nelle piazze principali dei due paesi e ci si scambiarono doni e venne stabilito che ogni
anno, quel giorno, sarebbe stato ricordato con dei festeggiamenti. Per coronare la pace
raggiunta, si celebrò Il matrimonio tra Andrea e Antonia, giovanissima figlia, appena
sedicenne, del cerusico del paese di sotto. Antonia era affascinata dall'uomo maturo e
colto il quale aveva accettato il matrimonio perché pressato dal padre, ormai , anziano e
che sperava così di far mettere radici all'unico figlio che credeva di avere perduto nel
corso dei lunghi anni che questi era stato in giro per il mondo. Trascorsero così dieci
anni di pace e prosperità, Antonia aveva dato ad Andrea tre figli rispettivamente di
nove, sei e Tre anni. Anche quell'anno il 24 giugno dell'anno mille si festeggiava la
riconcialiazione tra i due paesi e come era, ormai, consuetudine, , giungevano in paese
attori e saltimbanchi per allietare la festa. Il cavallo, tirava a fatica un grosso carro,
sulla salita che portava al centro del paese, un uomo gigantesco lo incitava a frustate,
il cavallo con la testa piegata in avanti, la bava alla bocca, i muscoli tesi e sudati
sembrava non farcela, quando l'uomo scese dal carro, il cavallo, liberato dagli oltre
cento chili di peso, ebbe uno slancio e raggiunse la piazza del paese. Giovani e vecchi
erano per le strade ad ammirare le attrazioni e a fare compere dai mercanti che vendevano
le cose più svariate, da unguenti miracolosi ad attrezzi da lavoro, ma ciò che più
attirava erano i saltimbanchi che con le loro acrobazie strabiliavano i presenti, anche
Andrea insieme ad Antonia e ai figli era in piazza, nel frattempo, l' omone ,con il carro
ed il cavallo sfiancato, aveva trovato una postazione bene in evidenza, per la propria
esibizione, l'attenzione dei ragazzi era stata subito attratta dal gigante che stava
tracciando un grande cerchio per terra e preparava gli attrezzi per il suo spettacolo, era
un mangiafuoco. Si era già formato un nutrito gruppo di persone, quando, dal carro uscì
una figura esile di giovane donna, alta , magra i capelli lunghi e neri cosi come gli
occhi, tipici di una regione della Spagna, la Catalogna, ed eccola in movimento, con un
sottile ancheggiare si avvicina all'energumeno, porgendogli una corda, vi presento la mia
assistente, urla l'uomo, è una gitana che viene dalla Spagna , ed è qui per predire il
vostro futuro che riesce a leggere nelle stelle, ad ascoltarlo nel vento ed a scrutarlo
nei vostri cuori , se non avete nulla da nascondere fatevi avanti, niente per lei è
sconosciuto.
I ragazzi, seguirono con interesse le esibizioni di forza, ma la loro
maggiore attenzione era concentrata su quando avrebbero potuto interrogare l'affascinante
gitana. In particolare un giovane quattordicenne, non riusciva a staccarle gli occhi di
dosso, era rimasto come incantato e quando lei si avvicinò, con un piccolo canestro, per
raccogliere le offerte del pubblico , lui rimase immobile. Tu non offri niente?- non ti è
piaciuto lo spettacolo?- lo svegliò- lei- Giovanni ebbe un piccolo sussulto- farfugliò
qualcosa e scappò via, suscitando l'ilarità dei coetanei e il sorriso bonario dei più
grandi. Quando Lorena iniziò
Le consultazioni, si era formata una lunga fila, per ognuno, trovava le
parole giuste, d'incoraggiamento e di conforto e tutti andavano via soddisfatti. I giovani
maschi sfiorati dalle mani con le dita lunghe e affusolate andavano in estasi e non
riuscivano a nascondere il proprio turbamento. I più grandi sfogavano i propri ardori
andando a trovare la mammona , una donna appesantita dall'età e dalle numerose maternità
che per mantenere la prole , faceva scuola di sesso , in cambio di polli, conigli e
alimenti vari, gli altri, i più giovani, si riunivano in gruppo, al chiaro di luna e con
gli occhi al cielo lasciavano andare la mano, non prima però, di aver fatto apprezzamenti
sulle dimensioni
di ognuno. Soltanto Giovanni non si univa al gruppo e per questo veniva
schernito.
Il mangiafuoco, chiese ed ottenne il permesso di potersi accampare con
il proprio carro all'interno di un uliveto nel mezzo del quale si era formata una radura
per gli alberi abbattuti, residuo delle vecchie rappresaglie. I ragazzi presero
l'abitudine di andare a trovare Lorena tutte le sere, ad ascoltare le storie che parlavano
di paesi lontani e di usanze diverse ed a sentirla cantare con voce dolcissima canzoni
d'amore. Lorena teneva a bada i più intraprendenti, senza tuttavia scacciarli e ciò
rafforzava in loro la convinzione che prima o dopo, avrebbe ceduto ai loro desideri.
Giovanni rimaneva a distanza, nascosto tra gli alberi ed il suo cuore impazziva dal
desiderio di potere stare in mezzo a loro e di godere della presenza di Lorena.
Giovanni aveva scoperto che tutte le mattine lei si recava al fiume e
si immergeva in un ansa, sotto un costone di roccia e lui, rimaneva li a guardarla,
fintantochè, lei, non si rivestiva e ritornava al carro. In paese si cominciava a
mormorare, il comportamento dei ragazzi , soggiogati dal fascino misterioso della zingara,
Fece sì che il capo villaggio chiedesse al figlio di accertare la fondatezza delle
dicerie. Tu-disse-sei un uomo che ha vissuto - conosci gli uomini e saprai certamente
riconoscere cosa c'è di vero in quel che si dice della zingara.
Andrea, di buon mattino, si reca nell'uliveto e la incontra mentre lei
e di ritorno dal fiume, indossa una tunica leggera che aderisce al corpo bagnato e nudo e
ne fa intravedere le forme, i seni piccoli e sodi le gambe lunghe e affusolate un corpo
all'apparenza gracile ma che emana una forza insospettabile , i capelli lunghi scomposti
sul volto bagnato , le labbra carnose e gli occhi che emanano un fascino magnetico - sono
venuto per conoscere il mio futuro - ho sentito dire che sei molto brava -lei rimase in
silenzio per pochi minuti che sembrarono interminabili -allora -mi dai ascolto? - voglio
conoscere il mio futuro - lei fece una inspirazione profonda - poi tutto di un fiato
disse: no a te non ho niente da dire - e fece per andarsene, lui la trattenne per un
braccio - non puoi andartene- tutto il paese ha avuto risposte da te ed anch'io voglio
sapere -si divincolò con forza e corse verso il carro -Andrea-la inseguì e quando stava
per raggiungerla, nei pressi dell'accampamento, si sentì sollevare in aria e le gambe
scalciare nel vuoto- lascialo andare- disse lei rivolta al gigante che tratteneva Andrea
sospeso a mezz'aria- il gigante mollò la presa e Andrea cadde a terra,
come un sacco di
patate,lei gli si avvicinò all'orecchio e disse con voce ferma-
vattene e non farti più vedere- ascoltami - disse lui - rivolgendosi in lingua spagnola,
la zingara che stava per rientrare dentro il carro si arrestò di colpo - conosci la mia
lingua? - si - sono stato per molti anni nella tua terra e conosco molte cose - vieni con
me nel carro - cosa vuoi da me? - voglio capire chi sei e perché i nostri ragazzi sono
tanto affascinati da te - in paese si mormora , dicono che usi arti magiche e come mai
vivi con uomo molto più grande di te e che possiede una forza sovrumana? - cosa c'è fra
te e lui? - va bene risponderò a tutte le tue domande , dopo però te ne andrai senza
farti più vedere da me - daccordo - fin da piccola cominciai ad avere delle visioni
che puntualmente si verificavano ed erano visioni di morte, riuscivo a sentire se le
persone che venivano in contatto con me avevano delle malattie e cosa sarebbe accaduto
loro nella vita, questo mi ha procurato molte noie, perché la gente mi evitava, anche la
mia famiglia mi abbandonò per poter vivere in pace,
ho iniziato il mio girovagare ed ho imparato a dire alla gente ciò che
la gente vuole sentirsi dire , qualche volta mentendo, altre volte dicendo la verità , ho
capito che così sono tutti soddisfatti, ti apprezzano ed io posso vivere tranquilla. I
ragazzi mi stanno ad ascoltare perché interpreto i loro desideri e glieli faccio vivere
sia pure nell'immaginazione
e l'uomo che è con te? -Urtain è un basco, nella sua regione di
spaccapietre sono tutti uomini fortissimi e lui è il più forte di tutti - l'ho aiutato a
fuggire di prigione dopo che era stato condannato a morte per avere ucciso un uomo durante
una rissa - lui voleva solo difendersi - non si è reso conto della sua forza è l'uomo
colpito è rimasto ucciso - da allora è rimasto con me ed ha giurato di proteggermi anche
a costo della sua stessa vita -
mentre io continuo a girovagare ,forse per sfuggire al mio destino che
è l'unica cosa che non posso conoscere - o forse per andargli incontro - sei soddisfatto
adesso ?
si - posso incontrarti ancora? - non ne vedo il motivo - fa parte forse
di ciò che non puoi conoscere ? - lei rimase esitante , mentre Andrea le sfiorò la mano
si alzò ed uscì.
Allora cosa mi dici della zingara - non fa nulla di male padre - tra
qualche settimana
Si trasferirà altrove - però prima voglio incontrarla ancora -
I ragazzi , intanto, insospettiti dai movimenti di Giovanni , decisero
di spiarne le mosse.
Il giorno dopo Andrea ritorna a trovare Lorena, non riusciva a
togliersi dalla mente quello sguardo, risentiva il profumo della sua pelle simile al
muschio selvatico,
Il suono della sua voce dolce e suadente, il contatto con la sua mano
appena sfiorata.
Non partire - le disse appena la rivide - lo sai che non posso - il tuo
destino è qui forse, Mentre le parlava si avvicinava sempre di più, poteva respirare il
suo respiro e le sue labbra erano cosi vicine che bastò un leggero movimento per
sfiorarsi, dapprima, poi si appoggiarono e dolcemente si schiusero abbandonandosi al
piacere di un bacio, le mani ora sfioravano la pelle nuda delle spalle e poi giù lungo la
schiena, la tonaca scivolò via, ed il suo corpo nudo aderiva a quello di lui, continuò
ad accarezzarla a lungo, soffermandosi sui punti teneri che si aprivano al piacere,
trasmettendo gli umori caldi del desiderio , ora erano in un intreccio profondo, infine
sdraiati, continuò ad accarezzarla fino a quando non la vide dormire tranquillamente.
Quella notte non tornò a casa ed era la prima volta che succedeva in
dieci anni di matrimonio. Quando rientrò ,la moglie, capì subito che qualcosa non
andava, ma le donne erano abituate a non fare domande e a non chiedere spiegazioni se il
marito non gliele forniva e Antonia tacque. Il giorno successivo, Andrea, ritornò da
Lorena e le disse - io non so se mi sto innamorando di te è trascorso così tanto tempo,
da quando è successo l'ultima volta che non riesco a riconoscerne i segni, certamente, so
che desidero accarezzarti, senza mai stancarmi, tenerti in braccio, cullarti, vegliare sul
tuo sonno e raccogliere il primo bacio al tuo risveglio - l'abbracciò teneramente e
trascorsero un'altra notte insieme e poi un'altra ancora e ancora un'altra, trascorse
Una settimana senza che Andrea facesse ritorno a casa. Antonia ritornò
da suo padre e gli raccontò dello strano comportamento del marito, spiegandogli i
sospetti che nutriva nei confronti della zingara e del fatto che ,il marito, potesse
essere stato vittima di un incantesimo. I ragazzi, quella mattina, avevano seguito
Giovanni che accovacciato sul costone di roccia, si affacciava sullo strapiombo, nella
speranza di vedere Lorena bagnarsi, quando lo videro sistemato, vennero fuori dai
nascondigli e cominciarono a schernirlo, chiedendogli cosa ci facesse in quel posto a
quell'ora. - Giovanni si alzò in piedi spaventato e indietreggiando ma, il costone non
resse il peso, sia pur lieve e il ragazzo, precipitò giù, morendo sul colpo - gli altri,
spaventati, ritornarono in paese, tacendo sull'accaduto - I due paesi interi si
mobilitarono alla ricerca del ragazzo scomparso , quando venne ritrovato la disperazione
fu tanta , l'ira annebbiò la mente e il passo ad accusare la zingara fu breve. A morte la
strega - si cominciò ad urlare -Tutti insieme, armati di roncole, forconi e accette si
avviarono verso l'uliveto - il vociare si faceva sempre più insistente - i due amanti si
svegliarono, Andrea scese dal carro e vide la folla inferocita andare verso di loro, prima
ancora di capire cosa stesse succedendo, si erano fatti intorno dimostrando chiaramente le
intenzioni, il gigante proteggeva la zingara nascondendola dietro il proprio corpo, Andrea
cercava di placare gli animi, chiedendo le ragioni di tale rivolta e mentre si protendeva
per calmare i più facinorosi, un colpo di accetta gli spaccò il cuore, cadde supino,
improvvisamente, la folla ammutolì, da dietro la montagna umana venne fuori la zingara
che si chinò su di lui abbracciandolo - non abbandonarmi adesso che ti ho ritrovato - se
c'è anche un solo modo per ritrovarci, noi ci incontreremo ancora -
I ragazzi, intanto, confessarono come si erano svolti i fatti e la
zingara ed il gigante con il carro trainato da un cavallo stanco ripresero il girovagare.
Trecento anni dopo................ (la concubina)
Bernardo non sapeva ancora cosa cercava, quando aveva lasciato la
propria casa,
per seguire quel cavaliere dall'enorme croce sullo scudo e
sull'armatura.
Eppure, suo padre contava su di lui, primogenito, ed unico figlio
maschio, per continuare il nome della famiglia ed occuparsi delle proprietà che sarebbero
diventate
Ancora più grandi, con il matrimonio stabilito sin dalla sua nascita
con l'erede della
famiglia confinante.
Angelica era una bella ragazza, bionda, occhi azzurri, ben fatta, era
stata la sua compagna di giochi e con lei aveva scoperto i primi turbamenti amorosi, anche
se poi, al sesso venne iniziato da una giovane governante.
La decisione di abbandonare tutto, fu sofferta ma irrevocabile.
La spinta interiore che lo indirizzava verso nuove strade era troppo
forte per poterla ignorare.
Adesso che veleggiava verso terre lontane, con l'entusiasmo dei suoi
vent'anni, per combattere i mori e liberare il Santo Sepolcro, sentiva, comunque, che il
suo obbiettivo era diverso.
Il gruppo di cavalieri, di cui faceva parte il suo maestro, si
distingueva dal resto degli armati e lui era affascinato dall'alone di mistero che li
circondava, dallo spirito di sacrificio che dimostravano in tutte le situazioni avverse e
dalla solidarietà che sapevano esprimere. Tuttavia, si chiedeva se fosse giusto andare a
casa d'altri per portare guerra e distruzione ed appropriarsi di qualcosa che stava sulla
loro terra.
Quando sbarcarono sulla costa africana la prima cosa che lo colpì, fu
il riverbero del sole sulla spiaggia, poi il deserto sconfinato, solo chi c'era nato
poteva conoscerlo e sopravvivere. A marce forzate giunsero nelle vicinanze di Gerusalemme
e si accamparono in attesa di sferrare l'attacco alle mura della città. La notte prima
della battaglia venne invitato dal suo maestro in una tenda appartata e lì vi rimase
tutta la notte a meditare su quali fossero i suoi doveri verso l' Essere Supremo, verso se
stesso e verso l'umanità. Del giorno dopo, ricorda il rumore assordante delle spade, le
urla di guerra e quelle di sofferenza, riuscì a distinguersi superando anche questa prova
e alla fine del giorno si immerse nel fiume per purificarsi. Una volta entrati nella
città resistevano solo alcuni gruppi sporadici e sebbene ancora accecato dalla battaglia
i rumori erano adesso più lievi e passò indenne anche da questa prova, la sera il soffio
del vento del deserto spazzò via la sabbia che gli si era depositata sul corpo
purificandolo, quindi si avvio verso il fuoco acceso dal suo Maestro e concluse il giorno.
Il cavaliere dall'enorme croce sullo scudo si complimentò con lui per come si era
comportato è lo premio facendolo inginocchiare ed appoggiandogli la spada sulla spalla lo
nominò Cavaliere Templare.
I Templari, si dice, conoscessero i segreti dei costruttori delle
piramidi, a Bernardo
Vennero comunicate le parole di passo ed iniziò ad apprendere l'arte.
Con la conquista di Gerusalemme i cavalieri cristiani divennero custodi
del Santo Sepolcro, ma Bernardo sentiva che non era lì per questo.
Qualche notte si ripeteva il sogno che più volte aveva fatto a casa
sua e risentiva il profumo e rivedeva il volto di donna che aveva cercato senza trovare
tra la sua gente e forse cercava ancora.
Le donne dell'harem del sultano preparavano Jasmine, quella notte era
lei la prescelta, aspettava da mesi questo momento. Da quando era stata condotta
nell'harem strappata alla sua famiglia, non aveva fatto altro che pensare a come sarebbe
potuta scappare da quel posto. Si era fatta amica di un eunuco, tacendo sulla relazione
che questi aveva con un guerriero del Sultano, li aveva sorpresi in atteggiamenti
inequivocabili e la sua comprensione le diede dei vantaggi, riuscì a farsi procurare un
pugnale che adesso stringeva nascosto tra le vesti e ad organizzare un piano di fuga
concordato con i due amanti. Così portata al cospetto del sultano si mostrò seducente e
smaniosa - vedo che sei cambiata - disse lui - ti è passata la voglia di scappare - vieni
avvicinati - fammi vedere cosa sai fare - risaltava all'interno di quella tenda riccamente
addobbata e illuminata da luci soffuse, il netto contrasto tra il corpo di lei, esile,
armonioso e quello del sultano, enorme, faceva fatica a spostarsi persino di pochi passi -
non vi affaticate - mio signore - farò tutto io - per il vostro piacere - sdraiatevi e
attendete - inizia, quindi una danza sensuale e magica che manda in estasi il sultano,
ogni tanto lo sfiora con le mani, facendogli pregustare sublimi piaceri - abbandonatevi
mio signore - lasciate che la vostra umile schiava possa servirvi come meglio meritate. Il
sultano, ormai, accecato dal desiderio, non si accorge della lama che compare nelle mani
di Jasmine ne sente pero il freddo che gli squarcia la gola e rimane immobile con un
espressione di stupore negli occhi, mentre Jasmine corre verso l'uscita dove l'attendono i
due amanti con dei cavalli veloci e via verso la libertà che passa, però, attraverso la
sabbia del deserto, il freddo della notte e l'arsura del giorno. Hanno mete diverse i
fuggitivi, i due si dirigono verso la costa dove sperano di imbarcarsi e mettere il mare
tra loro e le guardie del sultano, Jasmine invece corre verso Gerusalemme dove spera di
trovare rifugio presso gli infedeli. Entrambi dovranno correre per tre giorni e tre notti,
si dividono l'acqua e si augurano buona fortuna.
Bernardo era affascinato da quel posto, si recava spesso in
perlustrazione, inoltrandosi nel deserto e rimaneva per ore ad ascoltare i suoni a
respirare gli odori ad ammirare le stelle. I Templari avevano stabilito buoni rapporti con
gli arabi e Bernardo si muoveva con una certa tranquillità, non si preoccupò più di
tanto quando in lontananza, nel buio, il vento gli portò l'eco di uno strano lamento,
dapprima pensò si trattase di qualche animale a lui sconosciuto, poi prestando maggiore
attenzione capì che poteva trattarsi di una voce umana e si avviò in direzione di quel
lamento.
la vide distesa sulla sabbia del deserto, le vesti lacere, le labbra
screpolate, disidratata, pensava di non essere arrivato in tempo, quando Jasmine aprì gli
occhi
ed incontrò quelli di lui. Prese la sacca dell'acqua, appesa alla
sella del cavallo e si chinò su di lei bagnandole delicatamente la fronte e le labbra
tenendole sollevata la testa con l'avambraccio, la coprì con il suo mantello e quando
vide che si era rifocillata, la prese in braccio e l'aiutò a salire a cavallo. I sette
templari che erano rimasti a Gerusalemme per garantire ai pellegrini l'incolumità nel
visitare il Santo Sepolcro, erano alloggiati in quello che fu il tempio di Re Salomone ed
è lì che Bernardo portò Jasmine - dove l' hai trovata ?- gli chiese il suo maestro -
era moribonda ai margini del deserto - non so ancora da dove viene - potremo chiederglielo
dopo averla curata - portala dentro, ma fai attenzione, perché una pattuglia di guerrieri
del Sultano ci ha informati che una donna dell'harem ha ucciso il Rais ed è scappata con
due traditori, i due sono stati ripresi e le loro teste sono conficcate su dei pali
all'ingresso della città mentre i brandelli dei loro corpi sono stati dati in pasto agli
avvoltoi - faremo in modo di tenerla nascosta fino a quando non sapremo cosa è successo -
non possiamo rompere la tregua con gli arabi che tra l'altro con noi hanno sempre
intrattenuto buoni rapporti.
Jasmine venne curata con la massima attenzione e nel giro di pochi
giorni riacquistò
La propria vitalità - dove mi trovo - chiese - sei nella casa dei
cavalieri del Tempio - io sono Bernardo, sono stato io a trovarti ed a portarti qui - ma
tu chi sei? - da dove vieni?- Jasmine sentì che poteva fidarsi di quell'uomo, ebbe la
netta sensazione di averlo già conosciuto, anche se non ricordava dove ne come fosse
possibile per lei araba aver conosciuto un europeo - appartengo ad una famiglia di nomadi
del deserto -lavoriamo l'oro e lo vendiamo nelle oasi ai mercanti , un giorno il sultano
che era di passaggio in un oasi dove eravamo anche noi, mi vide e mi chiese in sposa, io
rifiutai d'andare con quell'uomo orrendo e questa fu la causa delle mie disgrazie. Quella
notte stessa gli uomini del sultano mi rapirono, uccidendo mio padre, e mi condussero
nell'harem, non riuscivo a capire come delle donne potessero rinunciare spontaneamente
alla loro libertà per stare rinchiuse aspettando che un uomo, peraltro, orribile, si
ricordasse di loro, all'inizio ho cercato di stabilire dei rapporti di solidarietà, ma
nessuna di loro condivideva il mio desiderio di libertà, quando tentai la fuga la prima
volta, furono loro stesse a dare l'allarme e a farmi riprendere, per loro il mondo era
racchiuso dentro la tenda. Gli eunuchi, altra categoria di persone che non scelgono ciò
che sono, erano completamente indifferenti al nostro stato, si limitavano a servirci
obbedendo ciecamente agli ordini del sultano. Mi accorsi, però, che uno di loro era
diverso, nel rivolgersi a me non era totalmente neutro, ma faceva intravedere un
sentimento che se anche non era simpatia, certamente era solidarietà, mi incuriosì e
decisi di approfondire le mie sensazioni, gli chiesi come si chiamasse e da quanto tempo
si trovasse lì , inizialmente fu restio a parlare per paura di essere scoperto, poi
cominciò a scambiare qualche parola di nascosto ed io compresi di avere trovato un
possibile complice per la mia fuga - decisi di tenerlo d'occhio perché ebbi la sensazione
che mi nascondesse qualcosa, lo sorpresi mentre amoreggiava con uomo della scorta del
sultano, in un primo momento pensai di non disturbarli, ma l'idea che mi balenò per la
mente mi spinse ad entrare e a sorprenderli, la scena fu patetica,
con l'eunuco prostrato ai mie piedi che mi supplicava di non parlare e
il guerriero con la scimitarra sguainata che mi minacciava di morte, l'arrivo di altri
uomini interruppe la scena- cosa succede qua dentro - disse uno - niente risposi - cercavo
un po d'acqua - bevi e ritorna nella tua tenda - da quel momento mi ero fatta degli
alleati fedelessimi. Cominciai a volere apprendere cosa deve sapere una buona concubina e
cosa deve fare, mi insegnarono la danza e tutti i segreti per piacere ad un uomo ed a
farlo impazzire con l' arte amatoria - così quando il sultano venne informato dei miei
progressi, io avevo già organizzato con la complicità dei miei amici il piano di fuga -
il resto lo conosci - lo sai il pericolo nel quale hai messo me ed i miei compagni per
averti aiutata e ospitata? - si - ma non voglio che corriate altri rischi, stanotte stessa
mi cercherò un altro rifuggio. Bernardo era rimasto colpito da quella storia e ancora di
più dal fascino della ragazza e nella sua mente cominciava a sovrapporsi il viso di
Jasmine con la ragazza del sogno, non riusciva a credere che la donna che aveva cercato
potesse essere lei , tantopiù che aveva fatto voto di castità oltre che di obbedienza e
di povertà. Ma era troppo giovane e non riusciva a rimandare giù quella emozione che
parte dal diaframma e che sale fino alla gola ma neppure riusciva ad esprimerla. Intanto,
dall'Europa giungevano notizie poco confortanti per i Templari.
Bisogna dire che dal 1130 l'Ordine dei Templari cominciò ad
arricchirsi per le donazioni che i vari regnanti dell'occidente decisero di devolvere e
per le ricche doti portate dai rampolli di alcune delle famiglie più ricche della
nobiltà europea che vollero entrare nell'ordine. I poveri cavalieri di Cristo, rimasero
sempre tali, pur essendo l'Ordine diventato ormai ricchissimo, tanto da potersi permettere
di prestare denaro ai regnanti in difficoltà, non speserò mai niente per loro, neppure
il pagamento del riscatto per quei cavalieri catturati in battaglia, tanto è vero che i
Templari che cadevano prigionieri, venivano regolarmente uccisi. Avvenne che durante un
assedio da parte del sultano Bey Bars alla città di Mansurah, il re francese Luig IX
decise di arrendersi proponendo il pagamento di un riscatto per la salvezza sua e
dell'esercito ma poiché non disponeva dell'ingente somma si rivolse ai Templari che
subito negarono il prestito, rifacendosi alle loro rigide regole, poi cedettero alla
violenza della richiesta, se Luigi IX si mostrò comprensivo verso l'iniziale rifiuto,
conoscendo le regole, non fu così, molti anni dopo, da parte del successore Filippo il
Bello. Sui Templari cominciarono a circolare voci calunniose su presunte perversioni, non
essendo ben vista , in Vaticano , la loro amicizia con L'Islam ed è da qui che continua
la nostra storia. Bernardo e compagni vennero richiamati in patria era il 1307. Jasmine
dobbiamo salutarci - disse Bernardo - tra qualche giorno ci imbarcheremo per l'Europa - ti
prego, portami con te - non è possibile, noi siamo accusati di cose orribili e la tua
presenza potrebbe dare adito ad altre illazioni ed anche tu saresti in pericolo - Ma tu
conosci quale pericolo corro restando -
Va bene, parlerò con il mio Maestro e mi consiglierò sul da farsi -
Jasmine partì con i Templari che ritornavano a Parigi, durante tutto
il viaggio si occupò di Bernardo, come la più devota delle mogli, senza nulla chiedere
se non il piacere di stargli accanto, da parte sua Bernardo cominciò a rielaborare
sensazioni ed emozioni che sentiva di avere già vissuto ma il viaggio, seppure lungo,
passò in fretta e si ritrovarono a Parigi dove il Gran Maestro si sottopose
all'Inquisizione, i Templari ,torturati, ammisero colpe mai commesse e le successive
ritrattazioni fecero si che venissero condannati al rogo, per come prevedeva la legge
dell'epoca.
Bernardo venne rinchiuso nelle segrete di un castello, in attesa della
propria sorte.
Jasmine si era fatta assumere come domestica presso la famiglia del
capo delle guardie e poteva avere notizie di Bernardo, ma il suo obbiettivo era quello di
farlo scappare di prigione.
Jasmine sapeva come trattare gli uomini, aveva imparato sulla propria
pelle cosa significa abbandonarsi ad un sentimento senza essere ricambiata, aveva donato
la propria spontaneità, l'esuberanza, la gioia di vivere, ricevendo in cambio arroganza e
prepotenza, perciò decise di tenere le emozioni ben conservate e ad usare il proprio
fascino per raggiungere i propri obbiettivi, era stata schiava e schiava d'amore
ed apprezzava perciò il valore immenso della libertà. Conobbe molti
uomini che utilizzò a suo piacimento e dai quali apprese sempre qualcosa, imparò a
riconoscere di ognuno il lato debole, sapeva bene cosa far credere e cosa concedere e a
chi, non vi fu uomo che seppe resisterle.
Bernardo non era come gli altri, con Bernardo non fingeva, eppure
sapeva, perché glielo aveva detto lui, che tra di loro non poteva esserci nessuna
relazione amorosa, ed era per questo, forse, che si sentiva più libera di esprimere i
propri sentimenti e di lasciare trasparire le proprie emozioni, non aveva paura e non ebbe
paura neppure quando,il Templare venne condotto sul rogo, e lei facendosi largo tra le
guardie lo raggiunse, in un ultimo, disperato, tentativo di salvarlo, una lancia la
trafisse da parte a parte e cadde ai piedi di Bernardo bruciando insieme a lui.
PAOLO PRATICO'
VIA BORRACE ALLA CASERMA 36
89124 REGGIO CALABRIA

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