La Zingara

Di Paolo PRATICO’


" il trauma della nascita annulla la memoria delle vite precedenti, restano le reminiscenze che ci guidano verso la realizzazione di ciò che è rimasto incompiuto, facendoci apparire casuali incontri che non lo sono affatto. C'è da dire che il passaggio da una dimensione senza tempo ad una temporale può portare alla rinascita in epoche diverse e quindi senza che, due persone che si sono amate, possano mai incontrarsi, oppure, con notevoli differenze d'età che rendono impossibile l'unione."

MILLE ANNI

(La Zingara)

Il tempo sembrava essersi fermato in quel paese di circa mille anime , arroccato alle pendici del pollino. Persino i saraceni che nel corso dei secoli, non avevano risparmiato dal saccheggio neppure un metro della costa, si erano mai accorti della sua esistenza Ma non era stato sempre così, soltanto dieci anni prima c'era stato un violento scontro con il paese della sottostante pianura, a causa di un corso d'acqua che era stato deviato, per cause naturali (un terremoto) sostenevano gli uni, artificialmente, accusavano gli altri.

L'evento aveva modificato l'economia dei due paesi, basata sul lavoro nei campi, rendendone uno florido, l'altro in carestia. Quando una delegazione del paese di Vallechiana si recò dai maggiorenti del paese di Belpasso per rivendicare le proprie ragioni, gli animi erano surriscaldati e si arrivò presto alle mani, furono bastonate e sassate, finchè la delegazione non venne ricacciata a valle. I giovani più coraggiosi insieme agli anziani più saggi si riunirono nella taverna del guercio e vennero decise una serie di rappresaglie che avrebbero dovuto condurre a più miti consigli i confinanti. Quella notte stessa un gruppetto di giovani armati di roncole e accette devastò una grande quantità di alberi d'ulivo che così non avrebbero dato frutto per molti anni. Seguirono rappresaglie alle vigne ed ai campi di grano. I capi dei due paesi si resero conto che cosi facendo avrebbero compromesso seriamente la loro esistenza, alcuni, infatti , manifestavano l'idea di trasferirsi altrove, alla ricerca di un posto dove vivere in pace. Vi fu un incontro nel corso del quale la saggezza contadina ebbe il sopravvento e venne deciso che il corso del fiume sarebbe stato deviato a valle cosi da servire entrambi i paesi, con buona pace di tutti. gli uomini validi dei due paesi, lavorarono alacremente e nel giro di pochi mesi l'opera venne realizzata, coordinatore dei lavori era Andrea, figlio del capo del Paese di Belpasso, egli era un uomo maturo che aveva trascorso gran parte della sua vita in giro per il mondo, imbarcatosi giovanissimo su di un veliero genovese, era passato tra mille avventure che lo avevano segnato e delle quali non amava parlarne. La fine dei lavori venne festeggiata con grande risalto, si imbandirono tavole nelle piazze principali dei due paesi e ci si scambiarono doni e venne stabilito che ogni anno, quel giorno, sarebbe stato ricordato con dei festeggiamenti. Per coronare la pace raggiunta, si celebrò Il matrimonio tra Andrea e Antonia, giovanissima figlia, appena sedicenne, del cerusico del paese di sotto. Antonia era affascinata dall'uomo maturo e colto il quale aveva accettato il matrimonio perché pressato dal padre, ormai , anziano e che sperava così di far mettere radici all'unico figlio che credeva di avere perduto nel corso dei lunghi anni che questi era stato in giro per il mondo. Trascorsero così dieci anni di pace e prosperità, Antonia aveva dato ad Andrea tre figli rispettivamente di nove, sei e Tre anni. Anche quell'anno il 24 giugno dell'anno mille si festeggiava la riconcialiazione tra i due paesi e come era, ormai, consuetudine, , giungevano in paese attori e saltimbanchi per allietare la festa. Il cavallo, tirava a fatica un grosso carro, sulla salita che portava al centro del paese, un uomo gigantesco lo incitava a frustate, il cavallo con la testa piegata in avanti, la bava alla bocca, i muscoli tesi e sudati sembrava non farcela, quando l'uomo scese dal carro, il cavallo, liberato dagli oltre cento chili di peso, ebbe uno slancio e raggiunse la piazza del paese. Giovani e vecchi erano per le strade ad ammirare le attrazioni e a fare compere dai mercanti che vendevano le cose più svariate, da unguenti miracolosi ad attrezzi da lavoro, ma ciò che più attirava erano i saltimbanchi che con le loro acrobazie strabiliavano i presenti, anche Andrea insieme ad Antonia e ai figli era in piazza, nel frattempo, l' omone ,con il carro ed il cavallo sfiancato, aveva trovato una postazione bene in evidenza, per la propria esibizione, l'attenzione dei ragazzi era stata subito attratta dal gigante che stava tracciando un grande cerchio per terra e preparava gli attrezzi per il suo spettacolo, era un mangiafuoco. Si era già formato un nutrito gruppo di persone, quando, dal carro uscì una figura esile di giovane donna, alta , magra i capelli lunghi e neri cosi come gli occhi, tipici di una regione della Spagna, la Catalogna, ed eccola in movimento, con un sottile ancheggiare si avvicina all'energumeno, porgendogli una corda, vi presento la mia assistente, urla l'uomo, è una gitana che viene dalla Spagna , ed è qui per predire il vostro futuro che riesce a leggere nelle stelle, ad ascoltarlo nel vento ed a scrutarlo nei vostri cuori , se non avete nulla da nascondere fatevi avanti, niente per lei è sconosciuto.

I ragazzi, seguirono con interesse le esibizioni di forza, ma la loro maggiore attenzione era concentrata su quando avrebbero potuto interrogare l'affascinante gitana. In particolare un giovane quattordicenne, non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, era rimasto come incantato e quando lei si avvicinò, con un piccolo canestro, per raccogliere le offerte del pubblico , lui rimase immobile. Tu non offri niente?- non ti è piaciuto lo spettacolo?- lo svegliò- lei- Giovanni ebbe un piccolo sussulto- farfugliò qualcosa e scappò via, suscitando l'ilarità dei coetanei e il sorriso bonario dei più grandi. Quando Lorena iniziò

Le consultazioni, si era formata una lunga fila, per ognuno, trovava le parole giuste, d'incoraggiamento e di conforto e tutti andavano via soddisfatti. I giovani maschi sfiorati dalle mani con le dita lunghe e affusolate andavano in estasi e non riuscivano a nascondere il proprio turbamento. I più grandi sfogavano i propri ardori andando a trovare la mammona , una donna appesantita dall'età e dalle numerose maternità che per mantenere la prole , faceva scuola di sesso , in cambio di polli, conigli e alimenti vari, gli altri, i più giovani, si riunivano in gruppo, al chiaro di luna e con gli occhi al cielo lasciavano andare la mano, non prima però, di aver fatto apprezzamenti sulle dimensioni

di ognuno. Soltanto Giovanni non si univa al gruppo e per questo veniva schernito.

Il mangiafuoco, chiese ed ottenne il permesso di potersi accampare con il proprio carro all'interno di un uliveto nel mezzo del quale si era formata una radura per gli alberi abbattuti, residuo delle vecchie rappresaglie. I ragazzi presero l'abitudine di andare a trovare Lorena tutte le sere, ad ascoltare le storie che parlavano di paesi lontani e di usanze diverse ed a sentirla cantare con voce dolcissima canzoni d'amore. Lorena teneva a bada i più intraprendenti, senza tuttavia scacciarli e ciò rafforzava in loro la convinzione che prima o dopo, avrebbe ceduto ai loro desideri. Giovanni rimaneva a distanza, nascosto tra gli alberi ed il suo cuore impazziva dal desiderio di potere stare in mezzo a loro e di godere della presenza di Lorena.

Giovanni aveva scoperto che tutte le mattine lei si recava al fiume e si immergeva in un ansa, sotto un costone di roccia e lui, rimaneva li a guardarla, fintantochè, lei, non si rivestiva e ritornava al carro. In paese si cominciava a mormorare, il comportamento dei ragazzi , soggiogati dal fascino misterioso della zingara, Fece sì che il capo villaggio chiedesse al figlio di accertare la fondatezza delle dicerie. Tu-disse-sei un uomo che ha vissuto - conosci gli uomini e saprai certamente riconoscere cosa c'è di vero in quel che si dice della zingara.

Andrea, di buon mattino, si reca nell'uliveto e la incontra mentre lei e di ritorno dal fiume, indossa una tunica leggera che aderisce al corpo bagnato e nudo e ne fa intravedere le forme, i seni piccoli e sodi le gambe lunghe e affusolate un corpo all'apparenza gracile ma che emana una forza insospettabile , i capelli lunghi scomposti sul volto bagnato , le labbra carnose e gli occhi che emanano un fascino magnetico - sono venuto per conoscere il mio futuro - ho sentito dire che sei molto brava -lei rimase in silenzio per pochi minuti che sembrarono interminabili -allora -mi dai ascolto? - voglio conoscere il mio futuro - lei fece una inspirazione profonda - poi tutto di un fiato disse: no a te non ho niente da dire - e fece per andarsene, lui la trattenne per un braccio - non puoi andartene- tutto il paese ha avuto risposte da te ed anch'io voglio sapere -si divincolò con forza e corse verso il carro -Andrea-la inseguì e quando stava per raggiungerla, nei pressi dell'accampamento, si sentì sollevare in aria e le gambe scalciare nel vuoto- lascialo andare- disse lei rivolta al gigante che tratteneva Andrea

sospeso a mezz'aria- il gigante mollò la presa e Andrea cadde a terra, come un sacco di

patate,lei gli si avvicinò all'orecchio e disse con voce ferma- vattene e non farti più vedere- ascoltami - disse lui - rivolgendosi in lingua spagnola, la zingara che stava per rientrare dentro il carro si arrestò di colpo - conosci la mia lingua? - si - sono stato per molti anni nella tua terra e conosco molte cose - vieni con me nel carro - cosa vuoi da me? - voglio capire chi sei e perché i nostri ragazzi sono tanto affascinati da te - in paese si mormora , dicono che usi arti magiche e come mai vivi con uomo molto più grande di te e che possiede una forza sovrumana? - cosa c'è fra te e lui? - va bene risponderò a tutte le tue domande , dopo però te ne andrai senza farti più vedere da me - d’accordo - fin da piccola cominciai ad avere delle visioni che puntualmente si verificavano ed erano visioni di morte, riuscivo a sentire se le persone che venivano in contatto con me avevano delle malattie e cosa sarebbe accaduto loro nella vita, questo mi ha procurato molte noie, perché la gente mi evitava, anche la mia famiglia mi abbandonò per poter vivere in pace,

ho iniziato il mio girovagare ed ho imparato a dire alla gente ciò che la gente vuole sentirsi dire , qualche volta mentendo, altre volte dicendo la verità , ho capito che così sono tutti soddisfatti, ti apprezzano ed io posso vivere tranquilla. I ragazzi mi stanno ad ascoltare perché interpreto i loro desideri e glieli faccio vivere sia pure nell'immaginazione

 

e l'uomo che è con te? -Urtain è un basco, nella sua regione di spaccapietre sono tutti uomini fortissimi e lui è il più forte di tutti - l'ho aiutato a fuggire di prigione dopo che era stato condannato a morte per avere ucciso un uomo durante una rissa - lui voleva solo difendersi - non si è reso conto della sua forza è l'uomo colpito è rimasto ucciso - da allora è rimasto con me ed ha giurato di proteggermi anche a costo della sua stessa vita -

mentre io continuo a girovagare ,forse per sfuggire al mio destino che è l'unica cosa che non posso conoscere - o forse per andargli incontro - sei soddisfatto adesso ?

si - posso incontrarti ancora? - non ne vedo il motivo - fa parte forse di ciò che non puoi conoscere ? - lei rimase esitante , mentre Andrea le sfiorò la mano si alzò ed uscì.

Allora cosa mi dici della zingara - non fa nulla di male padre - tra qualche settimana

Si trasferirà altrove - però prima voglio incontrarla ancora -

I ragazzi , intanto, insospettiti dai movimenti di Giovanni , decisero di spiarne le mosse.

Il giorno dopo Andrea ritorna a trovare Lorena, non riusciva a togliersi dalla mente quello sguardo, risentiva il profumo della sua pelle simile al muschio selvatico,

Il suono della sua voce dolce e suadente, il contatto con la sua mano appena sfiorata.

Non partire - le disse appena la rivide - lo sai che non posso - il tuo destino è qui forse, Mentre le parlava si avvicinava sempre di più, poteva respirare il suo respiro e le sue labbra erano cosi vicine che bastò un leggero movimento per sfiorarsi, dapprima, poi si appoggiarono e dolcemente si schiusero abbandonandosi al piacere di un bacio, le mani ora sfioravano la pelle nuda delle spalle e poi giù lungo la schiena, la tonaca scivolò via, ed il suo corpo nudo aderiva a quello di lui, continuò ad accarezzarla a lungo, soffermandosi sui punti teneri che si aprivano al piacere, trasmettendo gli umori caldi del desiderio , ora erano in un intreccio profondo, infine sdraiati, continuò ad accarezzarla fino a quando non la vide dormire tranquillamente.

Quella notte non tornò a casa ed era la prima volta che succedeva in dieci anni di matrimonio. Quando rientrò ,la moglie, capì subito che qualcosa non andava, ma le donne erano abituate a non fare domande e a non chiedere spiegazioni se il marito non gliele forniva e Antonia tacque. Il giorno successivo, Andrea, ritornò da Lorena e le disse - io non so se mi sto innamorando di te è trascorso così tanto tempo, da quando è successo l'ultima volta che non riesco a riconoscerne i segni, certamente, so che desidero accarezzarti, senza mai stancarmi, tenerti in braccio, cullarti, vegliare sul tuo sonno e raccogliere il primo bacio al tuo risveglio - l'abbracciò teneramente e trascorsero un'altra notte insieme e poi un'altra ancora e ancora un'altra, trascorse

Una settimana senza che Andrea facesse ritorno a casa. Antonia ritornò da suo padre e gli raccontò dello strano comportamento del marito, spiegandogli i sospetti che nutriva nei confronti della zingara e del fatto che ,il marito, potesse essere stato vittima di un incantesimo. I ragazzi, quella mattina, avevano seguito Giovanni che accovacciato sul costone di roccia, si affacciava sullo strapiombo, nella speranza di vedere Lorena bagnarsi, quando lo videro sistemato, vennero fuori dai nascondigli e cominciarono a schernirlo, chiedendogli cosa ci facesse in quel posto a quell'ora. - Giovanni si alzò in piedi spaventato e indietreggiando ma, il costone non resse il peso, sia pur lieve e il ragazzo, precipitò giù, morendo sul colpo - gli altri, spaventati, ritornarono in paese, tacendo sull'accaduto - I due paesi interi si mobilitarono alla ricerca del ragazzo scomparso , quando venne ritrovato la disperazione fu tanta , l'ira annebbiò la mente e il passo ad accusare la zingara fu breve. A morte la strega - si cominciò ad urlare -Tutti insieme, armati di roncole, forconi e accette si avviarono verso l'uliveto - il vociare si faceva sempre più insistente - i due amanti si svegliarono, Andrea scese dal carro e vide la folla inferocita andare verso di loro, prima ancora di capire cosa stesse succedendo, si erano fatti intorno dimostrando chiaramente le intenzioni, il gigante proteggeva la zingara nascondendola dietro il proprio corpo, Andrea cercava di placare gli animi, chiedendo le ragioni di tale rivolta e mentre si protendeva per calmare i più facinorosi, un colpo di accetta gli spaccò il cuore, cadde supino, improvvisamente, la folla ammutolì, da dietro la montagna umana venne fuori la zingara che si chinò su di lui abbracciandolo - non abbandonarmi adesso che ti ho ritrovato - se c'è anche un solo modo per ritrovarci, noi ci incontreremo ancora -

I ragazzi, intanto, confessarono come si erano svolti i fatti e la zingara ed il gigante con il carro trainato da un cavallo stanco ripresero il girovagare.

Trecento anni dopo................ (la concubina)

Bernardo non sapeva ancora cosa cercava, quando aveva lasciato la propria casa,

per seguire quel cavaliere dall'enorme croce sullo scudo e sull'armatura.

Eppure, suo padre contava su di lui, primogenito, ed unico figlio maschio, per continuare il nome della famiglia ed occuparsi delle proprietà che sarebbero diventate

Ancora più grandi, con il matrimonio stabilito sin dalla sua nascita con l'erede della

famiglia confinante.

Angelica era una bella ragazza, bionda, occhi azzurri, ben fatta, era stata la sua compagna di giochi e con lei aveva scoperto i primi turbamenti amorosi, anche se poi, al sesso venne iniziato da una giovane governante.

La decisione di abbandonare tutto, fu sofferta ma irrevocabile.

La spinta interiore che lo indirizzava verso nuove strade era troppo forte per poterla ignorare.

Adesso che veleggiava verso terre lontane, con l'entusiasmo dei suoi vent'anni, per combattere i mori e liberare il Santo Sepolcro, sentiva, comunque, che il suo obbiettivo era diverso.

Il gruppo di cavalieri, di cui faceva parte il suo maestro, si distingueva dal resto degli armati e lui era affascinato dall'alone di mistero che li circondava, dallo spirito di sacrificio che dimostravano in tutte le situazioni avverse e dalla solidarietà che sapevano esprimere. Tuttavia, si chiedeva se fosse giusto andare a casa d'altri per portare guerra e distruzione ed appropriarsi di qualcosa che stava sulla loro terra.

Quando sbarcarono sulla costa africana la prima cosa che lo colpì, fu il riverbero del sole sulla spiaggia, poi il deserto sconfinato, solo chi c'era nato poteva conoscerlo e sopravvivere. A marce forzate giunsero nelle vicinanze di Gerusalemme e si accamparono in attesa di sferrare l'attacco alle mura della città. La notte prima della battaglia venne invitato dal suo maestro in una tenda appartata e lì vi rimase tutta la notte a meditare su quali fossero i suoi doveri verso l' Essere Supremo, verso se stesso e verso l'umanità. Del giorno dopo, ricorda il rumore assordante delle spade, le urla di guerra e quelle di sofferenza, riuscì a distinguersi superando anche questa prova e alla fine del giorno si immerse nel fiume per purificarsi. Una volta entrati nella città resistevano solo alcuni gruppi sporadici e sebbene ancora accecato dalla battaglia i rumori erano adesso più lievi e passò indenne anche da questa prova, la sera il soffio del vento del deserto spazzò via la sabbia che gli si era depositata sul corpo purificandolo, quindi si avvio verso il fuoco acceso dal suo Maestro e concluse il giorno. Il cavaliere dall'enorme croce sullo scudo si complimentò con lui per come si era comportato è lo premio facendolo inginocchiare ed appoggiandogli la spada sulla spalla lo nominò Cavaliere Templare.

I Templari, si dice, conoscessero i segreti dei costruttori delle piramidi, a Bernardo

Vennero comunicate le parole di passo ed iniziò ad apprendere l'arte.

Con la conquista di Gerusalemme i cavalieri cristiani divennero custodi del Santo Sepolcro, ma Bernardo sentiva che non era lì per questo.

Qualche notte si ripeteva il sogno che più volte aveva fatto a casa sua e risentiva il profumo e rivedeva il volto di donna che aveva cercato senza trovare tra la sua gente e forse cercava ancora.

Le donne dell'harem del sultano preparavano Jasmine, quella notte era lei la prescelta, aspettava da mesi questo momento. Da quando era stata condotta nell'harem strappata alla sua famiglia, non aveva fatto altro che pensare a come sarebbe potuta scappare da quel posto. Si era fatta amica di un eunuco, tacendo sulla relazione che questi aveva con un guerriero del Sultano, li aveva sorpresi in atteggiamenti inequivocabili e la sua comprensione le diede dei vantaggi, riuscì a farsi procurare un pugnale che adesso stringeva nascosto tra le vesti e ad organizzare un piano di fuga concordato con i due amanti. Così portata al cospetto del sultano si mostrò seducente e smaniosa - vedo che sei cambiata - disse lui - ti è passata la voglia di scappare - vieni avvicinati - fammi vedere cosa sai fare - risaltava all'interno di quella tenda riccamente addobbata e illuminata da luci soffuse, il netto contrasto tra il corpo di lei, esile, armonioso e quello del sultano, enorme, faceva fatica a spostarsi persino di pochi passi - non vi affaticate - mio signore - farò tutto io - per il vostro piacere - sdraiatevi e attendete - inizia, quindi una danza sensuale e magica che manda in estasi il sultano, ogni tanto lo sfiora con le mani, facendogli pregustare sublimi piaceri - abbandonatevi mio signore - lasciate che la vostra umile schiava possa servirvi come meglio meritate. Il sultano, ormai, accecato dal desiderio, non si accorge della lama che compare nelle mani di Jasmine ne sente pero il freddo che gli squarcia la gola e rimane immobile con un espressione di stupore negli occhi, mentre Jasmine corre verso l'uscita dove l'attendono i due amanti con dei cavalli veloci e via verso la libertà che passa, però, attraverso la sabbia del deserto, il freddo della notte e l'arsura del giorno. Hanno mete diverse i fuggitivi, i due si dirigono verso la costa dove sperano di imbarcarsi e mettere il mare tra loro e le guardie del sultano, Jasmine invece corre verso Gerusalemme dove spera di trovare rifugio presso gli infedeli. Entrambi dovranno correre per tre giorni e tre notti, si dividono l'acqua e si augurano buona fortuna.

Bernardo era affascinato da quel posto, si recava spesso in perlustrazione, inoltrandosi nel deserto e rimaneva per ore ad ascoltare i suoni a respirare gli odori ad ammirare le stelle. I Templari avevano stabilito buoni rapporti con gli arabi e Bernardo si muoveva con una certa tranquillità, non si preoccupò più di tanto quando in lontananza, nel buio, il vento gli portò l'eco di uno strano lamento, dapprima pensò si trattase di qualche animale a lui sconosciuto, poi prestando maggiore attenzione capì che poteva trattarsi di una voce umana e si avviò in direzione di quel lamento.

la vide distesa sulla sabbia del deserto, le vesti lacere, le labbra screpolate, disidratata, pensava di non essere arrivato in tempo, quando Jasmine aprì gli occhi

ed incontrò quelli di lui. Prese la sacca dell'acqua, appesa alla sella del cavallo e si chinò su di lei bagnandole delicatamente la fronte e le labbra tenendole sollevata la testa con l'avambraccio, la coprì con il suo mantello e quando vide che si era rifocillata, la prese in braccio e l'aiutò a salire a cavallo. I sette templari che erano rimasti a Gerusalemme per garantire ai pellegrini l'incolumità nel visitare il Santo Sepolcro, erano alloggiati in quello che fu il tempio di Re Salomone ed è lì che Bernardo portò Jasmine - dove l' hai trovata ?- gli chiese il suo maestro - era moribonda ai margini del deserto - non so ancora da dove viene - potremo chiederglielo dopo averla curata - portala dentro, ma fai attenzione, perché una pattuglia di guerrieri del Sultano ci ha informati che una donna dell'harem ha ucciso il Rais ed è scappata con due traditori, i due sono stati ripresi e le loro teste sono conficcate su dei pali all'ingresso della città mentre i brandelli dei loro corpi sono stati dati in pasto agli avvoltoi - faremo in modo di tenerla nascosta fino a quando non sapremo cosa è successo - non possiamo rompere la tregua con gli arabi che tra l'altro con noi hanno sempre intrattenuto buoni rapporti.

Jasmine venne curata con la massima attenzione e nel giro di pochi giorni riacquistò

La propria vitalità - dove mi trovo - chiese - sei nella casa dei cavalieri del Tempio - io sono Bernardo, sono stato io a trovarti ed a portarti qui - ma tu chi sei? - da dove vieni?- Jasmine sentì che poteva fidarsi di quell'uomo, ebbe la netta sensazione di averlo già conosciuto, anche se non ricordava dove ne come fosse possibile per lei araba aver conosciuto un europeo - appartengo ad una famiglia di nomadi del deserto -lavoriamo l'oro e lo vendiamo nelle oasi ai mercanti , un giorno il sultano che era di passaggio in un oasi dove eravamo anche noi, mi vide e mi chiese in sposa, io rifiutai d'andare con quell'uomo orrendo e questa fu la causa delle mie disgrazie. Quella notte stessa gli uomini del sultano mi rapirono, uccidendo mio padre, e mi condussero nell'harem, non riuscivo a capire come delle donne potessero rinunciare spontaneamente alla loro libertà per stare rinchiuse aspettando che un uomo, peraltro, orribile, si ricordasse di loro, all'inizio ho cercato di stabilire dei rapporti di solidarietà, ma nessuna di loro condivideva il mio desiderio di libertà, quando tentai la fuga la prima volta, furono loro stesse a dare l'allarme e a farmi riprendere, per loro il mondo era racchiuso dentro la tenda. Gli eunuchi, altra categoria di persone che non scelgono ciò che sono, erano completamente indifferenti al nostro stato, si limitavano a servirci obbedendo ciecamente agli ordini del sultano. Mi accorsi, però, che uno di loro era diverso, nel rivolgersi a me non era totalmente neutro, ma faceva intravedere un sentimento che se anche non era simpatia, certamente era solidarietà, mi incuriosì e decisi di approfondire le mie sensazioni, gli chiesi come si chiamasse e da quanto tempo si trovasse lì , inizialmente fu restio a parlare per paura di essere scoperto, poi cominciò a scambiare qualche parola di nascosto ed io compresi di avere trovato un possibile complice per la mia fuga - decisi di tenerlo d'occhio perché ebbi la sensazione che mi nascondesse qualcosa, lo sorpresi mentre amoreggiava con uomo della scorta del sultano, in un primo momento pensai di non disturbarli, ma l'idea che mi balenò per la mente mi spinse ad entrare e a sorprenderli, la scena fu patetica,

con l'eunuco prostrato ai mie piedi che mi supplicava di non parlare e il guerriero con la scimitarra sguainata che mi minacciava di morte, l'arrivo di altri uomini interruppe la scena- cosa succede qua dentro - disse uno - niente risposi - cercavo un po’ d'acqua - bevi e ritorna nella tua tenda - da quel momento mi ero fatta degli alleati fedelessimi. Cominciai a volere apprendere cosa deve sapere una buona concubina e cosa deve fare, mi insegnarono la danza e tutti i segreti per piacere ad un uomo ed a farlo impazzire con l' arte amatoria - così quando il sultano venne informato dei miei progressi, io avevo già organizzato con la complicità dei miei amici il piano di fuga - il resto lo conosci - lo sai il pericolo nel quale hai messo me ed i miei compagni per averti aiutata e ospitata? - si - ma non voglio che corriate altri rischi, stanotte stessa mi cercherò un altro rifuggio. Bernardo era rimasto colpito da quella storia e ancora di più dal fascino della ragazza e nella sua mente cominciava a sovrapporsi il viso di Jasmine con la ragazza del sogno, non riusciva a credere che la donna che aveva cercato potesse essere lei , tantopiù che aveva fatto voto di castità oltre che di obbedienza e di povertà. Ma era troppo giovane e non riusciva a rimandare giù quella emozione che parte dal diaframma e che sale fino alla gola ma neppure riusciva ad esprimerla. Intanto, dall'Europa giungevano notizie poco confortanti per i Templari.

Bisogna dire che dal 1130 l'Ordine dei Templari cominciò ad arricchirsi per le donazioni che i vari regnanti dell'occidente decisero di devolvere e per le ricche doti portate dai rampolli di alcune delle famiglie più ricche della nobiltà europea che vollero entrare nell'ordine. I poveri cavalieri di Cristo, rimasero sempre tali, pur essendo l'Ordine diventato ormai ricchissimo, tanto da potersi permettere di prestare denaro ai regnanti in difficoltà, non speserò mai niente per loro, neppure il pagamento del riscatto per quei cavalieri catturati in battaglia, tanto è vero che i Templari che cadevano prigionieri, venivano regolarmente uccisi. Avvenne che durante un assedio da parte del sultano Bey Bars alla città di Mansurah, il re francese Luig IX decise di arrendersi proponendo il pagamento di un riscatto per la salvezza sua e dell'esercito ma poiché non disponeva dell'ingente somma si rivolse ai Templari che subito negarono il prestito, rifacendosi alle loro rigide regole, poi cedettero alla violenza della richiesta, se Luigi IX si mostrò comprensivo verso l'iniziale rifiuto, conoscendo le regole, non fu così, molti anni dopo, da parte del successore Filippo il Bello. Sui Templari cominciarono a circolare voci calunniose su presunte perversioni, non essendo ben vista , in Vaticano , la loro amicizia con L'Islam ed è da qui che continua la nostra storia. Bernardo e compagni vennero richiamati in patria era il 1307. Jasmine dobbiamo salutarci - disse Bernardo - tra qualche giorno ci imbarcheremo per l'Europa - ti prego, portami con te - non è possibile, noi siamo accusati di cose orribili e la tua presenza potrebbe dare adito ad altre illazioni ed anche tu saresti in pericolo - Ma tu conosci quale pericolo corro restando -

Va bene, parlerò con il mio Maestro e mi consiglierò sul da farsi -

Jasmine partì con i Templari che ritornavano a Parigi, durante tutto il viaggio si occupò di Bernardo, come la più devota delle mogli, senza nulla chiedere se non il piacere di stargli accanto, da parte sua Bernardo cominciò a rielaborare sensazioni ed emozioni che sentiva di avere già vissuto ma il viaggio, seppure lungo, passò in fretta e si ritrovarono a Parigi dove il Gran Maestro si sottopose all'Inquisizione, i Templari ,torturati, ammisero colpe mai commesse e le successive ritrattazioni fecero si che venissero condannati al rogo, per come prevedeva la legge dell'epoca.

Bernardo venne rinchiuso nelle segrete di un castello, in attesa della propria sorte.

Jasmine si era fatta assumere come domestica presso la famiglia del capo delle guardie e poteva avere notizie di Bernardo, ma il suo obbiettivo era quello di farlo scappare di prigione.

Jasmine sapeva come trattare gli uomini, aveva imparato sulla propria pelle cosa significa abbandonarsi ad un sentimento senza essere ricambiata, aveva donato la propria spontaneità, l'esuberanza, la gioia di vivere, ricevendo in cambio arroganza e prepotenza, perciò decise di tenere le emozioni ben conservate e ad usare il proprio fascino per raggiungere i propri obbiettivi, era stata schiava e schiava d'amore

ed apprezzava perciò il valore immenso della libertà. Conobbe molti uomini che utilizzò a suo piacimento e dai quali apprese sempre qualcosa, imparò a riconoscere di ognuno il lato debole, sapeva bene cosa far credere e cosa concedere e a chi, non vi fu uomo che seppe resisterle.

Bernardo non era come gli altri, con Bernardo non fingeva, eppure sapeva, perché glielo aveva detto lui, che tra di loro non poteva esserci nessuna relazione amorosa, ed era per questo, forse, che si sentiva più libera di esprimere i propri sentimenti e di lasciare trasparire le proprie emozioni, non aveva paura e non ebbe paura neppure quando,il Templare venne condotto sul rogo, e lei facendosi largo tra le guardie lo raggiunse, in un ultimo, disperato, tentativo di salvarlo, una lancia la trafisse da parte a parte e cadde ai piedi di Bernardo bruciando insieme a lui.

PAOLO PRATICO'

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