Donne - Essere giovane, donna, occidentale, del sud.
La condizione femminile per una giovane donna occidentale del sud è quanto di più complesso si possa immaginare…
Oltre alla violenza fisica, più o meno feroce, dentro o fuori le mura domestiche, che resta riprovevole per chiunque abbia un minimo di sensibilità umana; esiste un "neomaschilismo" esercitato con le parole, con gli atteggiamenti che mortifica, umilia.
Esso racchiude in sé una violenza psicologica
"subliminale" tipica dei nostri tempi e una ancora radicata (seppure
nascosta alla meno peggio) cultura maschilista di vecchio stampo, generatrice di
una violenza più evidente e che spesso degenera in barbarie.
Infatti non può ignorarsi il perdurare di una mentalità fortemente patriarcale: sono ancora tante le ragazze che giorno dopo giorno subiscono una vera e propria violazione della loro intimità, che vedono ostacolata la loro crescita e tutto in nome di una certa "rispettabilità" decisa e valutata dagli altri.
Se poi consideriamo la precarietà e quindi l’instabilità che condizionano le scelte di tutti i giovani, possiamo immaginare le difficoltà delle donne che tentano di costruirsi un futuro.
La prospettiva di una svolta diventa sempre più una chimera mentre avanzano le conseguenze di una società tuttora concepita al maschile, anche se in termini diversi.
L’era dell’immagine: il culto del corpo, l’esasperazione della bellezza. Ma qual è la differenza tra essere moralmente costrette a coprire il proprio corpo ed essere culturalmente spinte a rientrare nei precostituiti canoni di bellezza? Un filo conduttore salta agli occhi: una donna deve essere ciò che gli uomini ritengono giusto, bello o semplicemente piacevole.
L’abbattimento di qualche tabù, la spicciola trasgressione fino ai limiti dell’autostima, non sono altro che un’illusione di libertà ed autonomia. L’arma contro il facile moralismo non può essere la facile trasgressione!
La vera libertà è quella di potere scegliere a prescindere sì da principi e divieti "morali", ma anche a prescindere dai canoni dettati dalla società globale.
Le nostre città, le nostre famiglie sono ancora "maschili", gli spazi che tante donne riescono a ritagliarsi, a gran fatica, nella società non sono il punto d’arrivo. L’obiettivo è partecipare alla formazione della società in cui viviamo, influenzarne i cambiamenti..
L’uomo non è un nemico da combattere in una battaglia immaginaria, ma nemmeno il mito da rincorrere, né tanto meno da imitare.
La partecipazione femminile è veramente tale solo se portatrice di femminilità, solo attraverso essa si può sperare in una società che rispetti e consideri le donne, in un approccio più umano e quindi in un futuro migliore.
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